Nel 2022 quasi metà dei medici di base italiani supera la soglia massima di assistiti. Il sovraccarico riduce prevenzione, continuità assistenziale e presa in carico dei pazienti cronici. Servono investimenti strutturali nella medicina territoriale per garantire equità, sostenibilità e accesso alle cure. L’analisi dei dati ISTAT-BES sui medici di medicina generale con un numero di assistiti oltre soglia consente di osservare una delle criticità più rilevanti della sanità italiana contemporanea: il progressivo indebolimento della medicina territoriale. Il medico di base rappresenta il primo punto di contatto tra cittadino e Servizio sanitario nazionale; per questo, il suo sovraccarico non riguarda soltanto l’organizzazione interna del sistema, ma incide direttamente sull’accessibilità, sulla qualità delle cure e sulla capacità di prevenzione. Tra il 2004 e il 2022 l’aumento dei medici oltre soglia segnala uno squilibrio crescente tra domanda di assistenza e disponib...
· La rinuncia alle cure misura concretamente quanto il diritto alla salute sia garantito nella vita quotidiana. · Il biennio 2020–2021 segna il peggioramento più forte, seguito da una ripresa solo parziale. · Le donne rinunciano più degli uomini, confermando una disuguaglianza sanitaria strutturale e persistente. La rinuncia a prestazioni sanitarie costituisce oggi uno dei segnali più rilevanti delle difficoltà che attraversano il sistema sanitario italiano. Non si tratta soltanto di un dato tecnico, ma di un indicatore sociale capace di misurare concretamente quanto il diritto alla salute sia effettivamente garantito nella vita quotidiana delle persone. Quando un cittadino rinuncia a una visita, a un esame diagnostico o a una cura pur avendone bisogno, emerge una frattura tra il principio universalistico del Servizio sani...