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Precipitazioni estreme in Italia: un fenomeno raro ma territorialmente diseguale

  Le precipitazioni estremamente intense mostrano forte disomogeneità territoriale, concentrandosi soprattutto nelle regioni del Nord-Est. Nel Centro-Sud gli eventi estremi risultano rari, episodici e privi di una tendenza temporale chiara. Le variazioni percentuali sono poco rappresentative a causa della bassa frequenza assoluta degli eventi.     L’Istat presenta un dataset che descrive l’andamento dei giorni con precipitazioni estremamente intense nelle regioni italiane nel periodo compreso tra il 2011 e il 2023. Si tratta di un fenomeno meteorologico per definizione raro, ma di grande rilevanza per i suoi impatti sul territorio, sulle infrastrutture e sui sistemi socio-economici. La disponibilità di una serie temporale di tredici anni consente di osservare non solo differenze spaziali tra le regioni, ma anche variazioni temporali che, pur con tutte le cautele del caso, possono suggerire alcune tendenze di fondo. Un primo elemento...
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Un’Italia sempre più calda: tredici anni di cambiamenti climatici regionali

  ·        Nel periodo 2011-2023 la durata dei periodi di caldo aumenta ovunque con forte accelerazione recente ·        Nord e regioni alpine mostrano incrementi inattesi confermando l’estensione del riscaldamento climatico italiano contemporaneo strutturale ·        Sud e isole registrano gli aumenti percentuali più elevati evidenziando crescente vulnerabilità territoriale climatica diffusa I dati sull’indice di durata dei periodi di caldo dal 2011 al 2023 mostrano un quadro molto articolato ma allo stesso tempo coerente con l’intensificarsi degli estremi climatici in Italia, mettendo in evidenza differenze territoriali significative e una tendenza generale all’aumento soprattutto negli anni più recenti, con il 2022 e il 2023 che emergono come anni di svolta per molte regioni; osservando il Piemonte si nota una forte variabilità interannuale con valori elevati già nel 2011 e nel 2015, ...

PM2.5 e disuguaglianze ambientali: un’Italia a più velocità nella qualità dell’aria

  ·        Nord-Est stabile o in miglioramento, grazie a politiche ambientali più efficaci e continuità negli interventi ·        Centro e Sud mostrano cali marcati, con forti disuguaglianze territoriali nella qualità dell’aria ·        Sardegna e Marche registrano i peggioramenti più rilevanti, segnalando criticità strutturali persistenti   I dati sulla qualità dell’aria relativi al PM2.5 nel periodo 2010–2022 mostrano un quadro complesso e fortemente differenziato a livello territoriale, evidenziando come i progressi o i peggioramenti non siano stati omogenei tra le diverse regioni italiane. Nel complesso emerge una tendenza generale alla riduzione delle performance positive nel tempo, con poche eccezioni localizzate soprattutto nel Nord-Est, mentre molte regioni del Centro e del Mezzogiorno registrano cali significativi, talvolta molto marcati. Le regioni settentrionali storica...

Migliorare la qualità del paesaggio per ridurre le disuguaglianze territoriali

  ·          Le politiche territoriali mirate possono ridurre l’insoddisfazione paesaggistica e migliorare la qualità della vita. ·          La rigenerazione urbana sostenibile è decisiva per contrastare degrado ambientale e percezioni negative dei residenti. ·          La valorizzazione del patrimonio naturale rafforza il legame tra cittadini e territorio, aumentando il benessere collettivo.     L’insieme dei dati sull’insoddisfazione per il paesaggio del luogo di vita nel periodo 2014–2023 restituisce un quadro articolato e fortemente differenziato a livello territoriale, che consente di cogliere sia tendenze di lungo periodo sia dinamiche più contingenti. Questo indicatore, pur basandosi su una percezione soggettiva, rappresenta un segnale importante dello stato di relazione tra popolazione e territorio, poiché riflette non solo la qualit...

Densità e rilevanza museale: un’Italia culturale a più velocità

  ·          Persistono forti squilibri territoriali, con Centro-Nord dominante e Mezzogiorno ancora penalizzato nella rilevanza museale. ·          La pandemia segna una rottura strutturale, con recuperi diseguali e ritorni incompleti ai livelli pre-2020. ·          Le regioni minori mostrano dinamismo, grazie a valorizzazione locale, turismo di prossimità e strategie culturali mirate.   L’analisi dei dati sulla densità e rilevanza del patrimonio museale regionale nel periodo 2017-2022 restituisce un quadro complesso e fortemente differenziato del sistema museale italiano. Il valore dell’indicatore, che sintetizza la presenza e l’importanza del patrimonio museale in rapporto al territorio, evidenzia con chiarezza sia la storica concentrazione di musei in alcune regioni sia le difficoltà strutturali di altre aree del Paese. Il periodo considerato ...

La spesa culturale dei Comuni crolla nel Sud e resiste nel Nord: un divario in crescita

  ·          Dal 2010 al 2021 la spesa culturale dei Comuni cala quasi ovunque, con riduzioni drammatiche nel Mezzogiorno , dove in alcune regioni supera il 50 per cento. ·          Le regioni del Nord mantengono livelli di investimento più alti e relativamente stabili, mostrando maggiore resilienza anche durante la pandemia. ·          Il divario territoriale nella spesa culturale si amplia, mettendo a rischio l’accesso equo alla cultura e indebolendo soprattutto i territori già fragili.   L’analisi della spesa corrente dei Comuni italiani per la cultura nel periodo 2010-2021 mostra un quadro complesso, segnato da dinamiche territoriali molto eterogenee. Le differenze tra regioni riflettono non solo le condizioni economiche locali e le politiche pubbliche, ma anche gli effetti della crisi post-2008, delle misure di contenimento della spesa pubblica e...

Le esportazioni manifatturiere superano le attese e consolidano il surplus commerciale del Paese

·          La manifattura italiana rafforza resilienza e competitività grazie a diversificazione settoriale e investimenti tecnologici mirati. ·          La crescita della produttività emerge soprattutto nelle imprese più strutturate, riducendo il divario con i concorrenti europei. ·          Le dipendenze critiche dall’estero diminuiscono, migliorando stabilità delle filiere e sicurezza degli approvvigionamenti strategici. Il panorama della manifattura italiana, osservato attraverso un’analisi ampia e sistematica, mostra un settore che mantiene una centralità decisiva per l’economia nazionale, nonostante gli shock che hanno colpito il sistema produttivo negli ultimi anni. Tuttavia, accanto agli elementi di forza, emergono anche criticità strutturali e sfide complesse che nei prossimi anni determineranno il reale margine di competitività del comparto. Il quadro com...