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Aumento degli investimenti in ricerca scientifica in Italia, ma persiste il divario tra Nord e Sud

  L’indicatore di intensità di ricerca rappresenta una misura fondamentale per valutare il livello di sviluppo scientifico e tecnologico di un territorio. Esso consente di analizzare il peso delle attività di ricerca e sviluppo all’interno dell’economia regionale e di comprendere quanto i diversi territori investano nella produzione di conoscenza, innovazione e progresso tecnologico. L’analisi dei dati relativi alle regioni italiane nel periodo compreso tra il 2004 e il 2021 evidenzia tendenze differenziate e mette in luce profonde disparità territoriali nella capacità di sostenere e sviluppare attività di ricerca. Nel complesso, i dati mostrano una crescita generale dell’intensità di ricerca in gran parte delle regioni italiane , anche se con ritmi differenti. Questo andamento riflette l’importanza sempre maggiore attribuita alle politiche di innovazione e allo sviluppo scientifico sia a livello nazionale sia a livello europeo. Negli ultimi decenni, infatti, la ricerca scientif...
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Aumento della propensione alla brevettazione in Italia nel lungo periodo, con persistenti squilibri territoriali

L’innovazione tecnologica rappresenta uno dei principali fattori di crescita economica e competitività dei sistemi produttivi contemporanei. Tra gli indicatori più utilizzati per analizzare la capacità innovativa di un territorio vi è la propensione alla brevettazione , che misura la tendenza di imprese, università e centri di ricerca a trasformare le attività di ricerca e sviluppo in invenzioni formalmente riconosciute attraverso il deposito di brevetti. L’analisi di questo indicatore consente quindi di comprendere non solo il livello di sviluppo tecnologico di un Paese, ma anche le differenze territoriali nella capacità di generare e valorizzare conoscenza. Nel caso iL’innovazione tecnologica rappresenta uno dei principali fattori di crescita economica e competitività dei sistemi produttivi contemporanei. Tra gli indicatori più utilizzati per analizzare la capacità innovativa di un territorio vi è la propensione alla brevettazione, che misura la tendenza di imprese, università e cent...

L’evoluzione della soddisfazione ambientale nelle regioni italiane (2005–2023)

Il Nord-est mostra i livelli più alti di soddisfazione ambientale, stabilmente superiori alla media nazionale. Il Mezzogiorno registra valori più bassi, ma evidenzia un graduale miglioramento rispetto ai minimi del 2008. La media nazionale resta relativamente stabile nel tempo, con lievi oscillazioni e un picco nel 2021. L’analisi dei dati relativi alla soddisfazione dei cittadini per la situazione ambientale nelle regioni italiane nel periodo 2005–2023 consente di osservare l’evoluzione della percezione della qualità ambientale nel territorio nazionale. L’indicatore evidenzia differenze territoriali significative, oscillazioni nel tempo e alcune tendenze strutturali che distinguono chiaramente il Nord, il Centro e il Sud del Paese. Complessivamente emerge un quadro abbastanza stabile ma caratterizzato da alcune dinamiche di miglioramento in specifiche regioni e da peggioramenti in altre. In primo luogo, osservando i livelli medi di soddisfazione, appare evidente che le regio...

La preoccupazione climatica in Italia cresce dal 63,3% al 70,8% tra il 2012 e il 2023

  ·          In Italia la preoccupazione per i cambiamenti climatici aumenta di 7,5 punti percentuali tra il 2012 e il 2023 passando dal 63,3% al 70,8%. ·          Nel 2023 Nord-Ovest e Centro superano il 72% confermando i livelli più elevati di sensibilità ambientale nel Paese. ·          Dopo il picco del 2019 e la flessione del 2021 la preoccupazione torna a crescere nel 2022-2023 consolidandosi sopra il 70% a livello nazionale.   L’analisi dei dati relativi alla preoccupazione per i cambiamenti climatici e l’ effetto serra nelle regioni italiane tra il 2012 e il 2023 evidenzia un trend complessivamente crescente, accompagnato però da oscillazioni significative e differenze territoriali rilevanti. Nel 2012 i livelli di preoccupazione si collocavano prevalentemente tra il 60% e il 68%, segnalando come già all’inizio del periodo considerato la ques...

Il Mezzogiorno diventa leader nazionale nella crescita delle rinnovabili tra 2004 e 2022

  Il Sud moltiplica per cinque la propria quota grazie a condizioni climatiche favorevoli e nuovi investimenti Negli ultimi due decenni il sistema elettrico italiano è stato attraversato da una trasformazione profonda, che ha progressivamente modificato il mix di produzione e il peso relativo delle diverse fonti energetiche. Al centro di questo cambiamento si colloca la crescita dell’energia elettrica da fonti rinnovabili , divenuta uno degli assi portanti delle politiche ambientali ed economiche nazionali. L’arco temporale compreso tra il 2004 e il 2022 rappresenta una finestra particolarmente significativa per osservare questa evoluzione, perché include sia la fase iniziale di sviluppo delle nuove tecnologie sia il periodo di massima espansione legato agli incentivi, fino alla più recente fase di consolidamento. L’analisi dei dati aggregati per Nord, Centro e Mezzogiorno consente di cogliere non solo l’aumento complessivo della quota di rinnovabili, ma anche il modo in cui la tr...