Le nuove serie di Federico, Nuvolari, Ridolfi e Vasta a confronto con Malanima e con Chilosi e Ciccarelli, 1328–1861 Quando leggiamo che nel 1450 un abitante del Centro-Nord produceva 1.486 dollari l'anno, è facile dimenticare che quel numero non è stato misurato da nessuno. Nessun ufficio statistico del Quattrocento contava il prodotto delle botteghe fiorentine o dei campi lombardi. Il dato è una ricostruzione, ottenuta combinando salari, prezzi, giornate di lavoro e struttura dell'occupazione attraverso un modello economico. Cambiando le fonti o le ipotesi, cambia il risultato. Il pacchetto di replica ICPSR 237682 permette di verificare quanto. Oltre alle nuove stime, contiene le serie di due ricostruzioni concorrenti: quella di Paolo Malanima del 2011, a lungo il riferimento per il Centro-Nord, e quella di Chilosi e Ciccarelli del 2025. Contiene anche una serie di «stress test» in cui gli autori cambiano una sola ipotesi alla volta. Messe a confronto, queste serie most...
Cinque secoli di PIL pro capite regionale, tra primati che durano e sorpassi inattesi Le discussioni sul divario territoriale italiano tendono a ridurre il paese a due blocchi: un Nord ricco e un Sud povero. Le nuove stime regionali di Federico, Nuvolari, Ridolfi e Vasta, contenute nel pacchetto di replica ICPSR 237682, permettono di guardare più da vicino. Riportano il PIL pro capite di 11 regioni in dollari internazionali 1990, come media di 22 periodi di 25 anni dal 1325-49 al 1850-61. Messe in classifica, queste undici Italie raccontano una storia molto più mobile di quella dei due blocchi. Ci sono regioni sempre in testa, regioni che scivolano dal vertice a metà classifica e una regione che parte ultima e arriva quarta. L'Italia dell'Unità non è una fotografia del Medioevo: è il risultato di cinque secoli di salite e discese. Una classifica in movimento Il primo dato riguarda chi occupa il primo posto. In 22 periodi il vertice cambia mano più volte, ma solo cinqu...