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Religione globale: chi crede, dove e perché

    ·        L'appartenenza religiosa rimane predominante nel mondo, nonostante la crescente secolarizzazione osservata nelle economie più sviluppate. ·       Occidente e Oriente mostrano traiettorie divergenti, influenzate da fattori culturali, demografici, economici e istituzionali persistenti. ·       Democrazie e autocrazie presentano differenti rapporti tra religione, libertà individuale, pluralismo e ruolo dello Stato.   La religione rappresenta una delle dimensioni più significative nello studio delle società contemporanee, influenzando non solo la sfera spirituale degli individui, ma anche gli aspetti culturali, politici, economici e demografici dei diversi Paesi. Nel corso della storia, le credenze religiose hanno contribuito alla formazione delle identità nazionali, alla definizione delle istituzioni e alla costruzione dei sistemi di valori che regolano la convivenza sociale. Tuttavia, negli u...
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Agricoltura, ruralità e sviluppo economico: evidenze empiriche da un'analisi internazionale

  L'occupazione agricola mondiale diminuisce con lo sviluppo economico, mentre aumenta produttività e diversificazione delle economie rurali. La correlazione positiva moderata tra ruralità e occupazione agricola riflette differenti modelli di sviluppo economico globale. L'Italia conferma il modello delle economie avanzate con bassa occupazione agricola e alta produttività del settore. Introduzione L'agricoltura rappresenta uno dei pilastri fondamentali dello sviluppo economico e sociale di ogni Paese. Per secoli essa ha costituito la principale fonte di sostentamento della popolazione mondiale, influenzando non solo la produzione alimentare, ma anche la distribuzione della popolazione, l'organizzazione del territorio e la crescita economica. Con il processo di industrializzazione e la successiva espansione del settore dei servizi, il ruolo dell'agricoltura all'interno delle economie moderne è progressivamente cambiato. Se ...

Dal crollo al record: la rimonta dei giovani laureati lucani

·          Nel 2024 il 29,8% dei giovani lucani possiede una laurea o un titolo terziario certificato. ·          La Basilicata è seconda nel Mezzogiorno, ma resta 1,8 punti sotto la media italiana complessiva. ·          Dal minimo del 2022, la quota è risalita di 4,1 punti in appena due anni. Nel 2024 quasi tre giovani lucani su dieci possiedono una laurea o un altro titolo di istruzione terziaria. La quota dei 25-34enni con un titolo superiore raggiunge infatti il 29,8%, il valore più alto registrato in Basilicata nella serie disponibile. È una fotografia che racconta un progresso importante: nel 2018 la percentuale era ferma al 26,2%. In sei anni l’aumento è stato quindi di 3,6 punti percentuali, equivalente a una crescita relativa del 13,7%. Ma racconta anche una distanza che non è stata ancora colmata. Nello stesso 2024 la media italiana è arrivata al 31,6%, 1,8 ...