· In vent’anni la discarica passa da soluzione dominante a opzione residuale, ma con forti divari territoriali persistenti. · Il Nord consolida sistemi maturi, mentre Centro e Isole mostrano ancora oscillazioni e ritardi strutturali significativi. · Il Mezzogiorno riduce drasticamente i conferimenti, ma con percorsi discontinui e vulnerabili a nuove crisi. · Le differenze regionali riflettono investimenti, governance, capacità impiantistica e continuità delle politiche pubbliche nel tempo. · La media nazionale migliora, ma l’omogeneità territoriale resta la vera sfida per completare la transizione. Negli ultimi vent’anni la gestione dei rifiuti urbani in Italia è stata al centro di un cambiamento profondo, che h...
Il set di dati sul Consumo materiale interno tra il 2015 e il 2021 offre una fotografia molto ricca delle differenze territoriali e delle trasformazioni economiche avvenute in Italia in un periodo segnato prima da una fase di crescita moderata e poi dallo shock della pandemia, seguito da un rimbalzo solo parziale. Il CMI è un indicatore particolarmente significativo perché misura quante risorse materiali vengono effettivamente utilizzate in un territorio e quindi riflette sia il livello di attività produttiva sia l’intensità infrastrutturale e dei consumi, oltre a dare indicazioni indirette sulla pressione ambientale. Guardando ai dati regionali emerge innanzitutto una forte eterogeneità strutturale tra Nord, Centro e Sud, con le grandi regioni industriali che mantengono valori assoluti molto più elevati e con dinamiche spesso più robuste rispetto alle regioni meno industrializzate. La Lombardia si conferma nettamente la prima regione per consumo materiale, passando da 81,3 nel 2...