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Dal crollo al record: la rimonta dei giovani laureati lucani

·          Nel 2024 il 29,8% dei giovani lucani possiede una laurea o un titolo terziario certificato. ·          La Basilicata è seconda nel Mezzogiorno, ma resta 1,8 punti sotto la media italiana complessiva. ·          Dal minimo del 2022, la quota è risalita di 4,1 punti in appena due anni. Nel 2024 quasi tre giovani lucani su dieci possiedono una laurea o un altro titolo di istruzione terziaria. La quota dei 25-34enni con un titolo superiore raggiunge infatti il 29,8%, il valore più alto registrato in Basilicata nella serie disponibile. È una fotografia che racconta un progresso importante: nel 2018 la percentuale era ferma al 26,2%. In sei anni l’aumento è stato quindi di 3,6 punti percentuali, equivalente a una crescita relativa del 13,7%. Ma racconta anche una distanza che non è stata ancora colmata. Nello stesso 2024 la media italiana è arrivata al 31,6%, 1,8 ...
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La forza delle città: popolazione, PIL e futuro dell’economia mondiale

    ·          La popolazione urbana è passata da 718 milioni a 4,66 miliardi dal 1950 a oggi. ·        Cina e India concentrano insieme oltre 1,4 miliardi di residenti urbani, guidando la trasformazione globale. ·      L’urbanizzazione favorisce la produttività, ma senza servizi e infrastrutture può amplificare disuguaglianze e precarietà sociali.   Nel corso di pochi decenni, le città sono diventate il principale spazio nel quale si concentrano popolazione, lavoro, innovazione e produzione economica. Oggi più della metà degli abitanti del pianeta vive in aree urbane, mentre nel 1950 questa condizione riguardava meno di tre persone su dieci. Dietro tale cambiamento non si trova soltanto uno spostamento geografico dalle campagne verso i centri abitati, ma una trasformazione complessiva dei modi di produrre, consumare, lavorare e organizzare la vita collettiva. Le città attraggono inv...

Il tramonto delle città europee nelle classifiche globali

  ·          Nessuna città europea compare oggi fra le dieci aree urbane più popolose del mondo. ·       L’Europa, culla del capitalismo moderno, perde centralità demografica, mentre il baricentro urbano si sposta verso Asia e Africa. ·          Il ridimensionamento demografico non implica necessariamente irrilevanza: Londra e Parigi conservano un’influenza economica e culturale superiore alle loro dimensioni.     La classifica delle città più popolose del mondo offre un’immagine particolarmente significativa delle trasformazioni economiche e geopolitiche contemporanee. Nelle prime dieci posizioni non compare infatti alcuna città europea: dominano le grandi aree urbane asiatiche, come Jakarta, Tokyo, Dhaka, Nuova Delhi e Shanghai, affiancate dal Cairo. Si tratta di un cambiamento storico rilevante, soprattutto considerando il ruolo svolto dalle città europee nella cost...

Il futuro abita nelle città

·          Nel 2020 le città ospitano il 44,1% della popolazione mondiale, oltre il doppio del 1950. ·     Entro il 2100, oltre metà dell’umanità vivrà nelle città, mentre le aree rurali scenderanno drasticamente. ·          Africa e Asia guideranno l’urbanizzazione futura, imponendo investimenti urgenti in abitazioni, trasporti e servizi pubblici.   Il dataset descrive l’evoluzione della distribuzione della popolazione tra città, centri minori e periferie (“towns & suburbs”) e aree rurali. Comprende 248 paesi, territori e aggregati geografici o economici, con osservazioni quinquennali dal 1950 al 2020 e proiezioni dal 2020 al 2100. Le tre categorie, salvo minime differenze dovute agli arrotondamenti, sommano sempre al 100%. È importante sottolineare che la categoria “città” non coincide con l’intera popolazione urbana: una parte consistente degli abitanti classificati comun...

La grande transizione demografica italiana: sfide per lavoro, welfare e territori

  Le previsioni ISTAT delineano una trasformazione profonda e strutturale. La popolazione italiana non è destinata soltanto a diminuire: cambierà composizione, distribuzione territoriale e forma familiare. Nello scenario mediano, i residenti passano da 58,9 milioni nel 2026 a 54,7 milioni nel 2050 e a 45,8 milioni nel 2080. La perdita è quindi pari a circa 13,1 milioni rispetto al livello di metà anni Venti, oltre un quinto della popolazione. •                      Il calo demografico è accompagnato da un restringimento molto più marcato della popolazione tra 15 e 64 anni: da 37,2 milioni nel 2026 a 24,4 milioni nel 2080, con una riduzione di oltre un terzo. •                      La quota dei 65 anni e più cresce dal 25,2% al 35,5%. Gli 85 anni e più raggiungono 3,9 milioni nel 20...