Il capitale umano medio è cresciuto del 31,7% tra il 1990 e il 2023 complessivamente.
Il PIL reale pro capite mediano è aumentato del 134,5% nello stesso periodo considerato globalmente.
La correlazione tra capitale umano e PIL pro capite resta positiva in tutti gli anni.
Cina e India mostrano i maggiori incrementi del reddito, ma partono da livelli bassi iniziali.
Italia e Giappone migliorano il capitale umano, ma registrano una crescita economica relativamente moderata complessiva.
Il
presente capitolo analizza l’evoluzione del capitale umano e del PIL reale pro
capite nei Paesi presenti nella Penn World Table 11.0. Diversamente da
un’analisi econometrica, l’obiettivo non è stimare un rapporto causale tra le
variabili, ma osservare i principali andamenti temporali, le differenze tra i
Paesi e l’eventuale presenza di una relazione descrittiva tra capitale umano e
livello del reddito.
L’analisi
si concentra prevalentemente sul periodo compreso tra il 1990 e il 2023. Tale
intervallo è sufficientemente ampio per evidenziare cambiamenti strutturali nel
livello medio di istruzione e nelle condizioni economiche dei Paesi. Il 1990
rappresenta il punto iniziale dell’osservazione, mentre il 2023 costituisce
l’ultimo anno disponibile nel dataset.
Per
rappresentare l’evoluzione delle variabili sono stati selezionati cinque anni
di riferimento:
- 1990;
- 2000;
- 2010;
- 2020;
- 2023
Questa
suddivisione consente di osservare le trasformazioni avvenute nel corso di
oltre tre decenni senza limitarsi alle variazioni annuali, che possono essere
influenzate da crisi economiche, eventi politici o shock temporanei.
L’analisi
generale utilizza un campione bilanciato di 145 Paesi per i quali sono
disponibili sia l’indice di capitale umano sia il PIL reale pro capite in tutti
e cinque gli anni considerati. L’impiego dello stesso gruppo di Paesi in
ciascun anno evita che le variazioni medie dipendano dall’ingresso o
dall’uscita di economie dal campione.
Accanto
all’analisi complessiva, viene presentato un confronto tra nove economie
rappresentative di differenti aree geografiche e livelli di sviluppo:
- Italia;
- Stati
Uniti;
- Germania;
- Francia;
- Giappone;
- Cina;
- India;
- Brasile;
- Sudafrica.
Questa
selezione permette di confrontare economie avanzate, economie emergenti e Paesi
caratterizzati da differenti percorsi di sviluppo.
Le
variabili considerate
Le
due variabili principali dell’analisi sono l’indice di capitale umano e il PIL
reale pro capite.
L’indice
di capitale umano
L’indice
di capitale umano, identificato nella Penn World Table con la sigla hc, è
costruito sulla base degli anni medi di istruzione e dei rendimenti attribuiti
all’istruzione. Il valore dell’indice aumenta quando cresce la quantità di
istruzione incorporata nella popolazione in età lavorativa.
L’indice
non rappresenta direttamente il numero di anni frequentati a scuola e non deve
quindi essere interpretato come una misura espressa in anni. Si tratta invece
di un indicatore sintetico che permette di confrontare il patrimonio educativo
e formativo disponibile nei diversi Paesi.
Un
valore più elevato di hc segnala, in termini generali, una popolazione
lavorativa caratterizzata da un maggiore livello medio di istruzione. Tuttavia,
l’indicatore non descrive completamente la qualità effettiva
dell’apprendimento, l’adeguatezza delle competenze rispetto al mercato del
lavoro o le differenze interne tra gruppi sociali e territori.
Il
PIL reale pro capite
La
variabile rgdpe misura il PIL reale dal lato della spesa, espresso in milioni
di dollari statunitensi del 2021 a parità di potere d’acquisto. Essa
rappresenta il valore complessivo della produzione economica e non costituisce
direttamente una misura pro capite.
Per
ottenere il PIL reale pro capite, il valore di rgdpe è stato diviso per la
popolazione, indicata dalla variabile pop. Poiché entrambe le variabili sono
espresse in milioni, il rapporto produce direttamente un valore monetario per
abitante.
Il
PIL reale pro capite consente di confrontare economie caratterizzate da
dimensioni demografiche molto differenti. Ad esempio, un Paese può presentare
un PIL complessivo elevato soprattutto per la presenza di una popolazione
numerosa, ma avere contemporaneamente un reddito medio per abitante
relativamente contenuto.
È
importante precisare che il PIL pro capite non coincide con il reddito
effettivamente percepito da ciascun cittadino. Esso rappresenta un valore medio
e non fornisce informazioni sulla distribuzione del reddito, sulla povertà,
sulle disuguaglianze o sull’accesso ai servizi pubblici. Rimane tuttavia uno
degli indicatori più utilizzati per confrontare il livello generale
dell’attività economica tra Paesi.
Evoluzione
complessiva del capitale umano
Nel
campione formato dai 145 Paesi con dati completi, il valore medio dell’indice
di capitale umano mostra un aumento continuo tra il 1990 e il 2023.
Tabella
3.1 – Evoluzione media dell’indice di capitale umano
|
Anno |
Indice medio di capitale umano |
|
1990 |
2,113 |
|
2000 |
2,326 |
|
2010 |
2,511 |
|
2020 |
2,711 |
|
2023 |
2,782 |
Nel
1990 l’indice medio era pari a 2,113. Nel 2000 era aumentato a 2,326,
con una crescita di circa il 10,1% rispetto al valore iniziale. Nel 2010
l’indice aveva raggiunto 2,511, mentre nel 2020 era salito a 2,711.
Nell’ultimo anno disponibile, il 2023, il valore medio risultava pari a 2,782.
Tra
il 1990 e il 2023 l’incremento complessivo è stato quindi di circa 0,669
punti, equivalente a una crescita del 31,7%.
Il
trend appare chiaramente positivo in tutto il periodo. Non si osservano
riduzioni della media nei cinque anni selezionati. Ciò indica che, nel
complesso, i Paesi del campione hanno progressivamente aumentato il proprio
livello di capitale umano.
L’aumento
non è stato però uniforme nel tempo. Tra il 1990 e il 2000 la crescita è stata
di 0,213 punti. Nel decennio successivo l’aumento è stato pari a 0,185 punti,
mentre tra il 2010 e il 2020 l’indice è cresciuto di 0,200 punti. Tra il 2020 e
il 2023 l’incremento è stato più contenuto, pari a 0,071 punti, anche perché
l’intervallo considerato comprende soltanto tre anni.
Il
dato generale suggerisce un processo di progressivo ampliamento dell’istruzione
e della formazione. Tuttavia, la media internazionale nasconde differenze
significative tra i Paesi. Alcune economie presentavano già nel 1990 valori
relativamente elevati, mentre altre partivano da livelli molto più bassi e
hanno registrato incrementi più consistenti.
Evoluzione
complessiva del PIL reale pro capite
Per
descrivere l’andamento del PIL reale pro capite sono state utilizzate due
misure:
- la
mediana dei valori nazionali;
- il
PIL reale complessivo del campione diviso per la popolazione complessiva.
La
mediana individua il valore del Paese collocato al centro della distribuzione e
riduce l’influenza delle economie con redditi eccezionalmente elevati. La
seconda misura attribuisce invece maggiore peso ai Paesi più popolosi.
Tabella
3.2 – Evoluzione del PIL reale pro capite nel campione
|
Anno |
PIL pro capite mediano |
PIL pro capite ponderato per la popolazione |
|
1990 |
7.372 |
9.130 |
|
2000 |
8.824 |
11.498 |
|
2010 |
13.709 |
15.692 |
|
2020 |
14.943 |
18.508 |
|
2023 |
17.291 |
20.606 |
Valori
espressi in dollari internazionali del 2021 a parità di potere d’acquisto.
Il
PIL reale pro capite mediano è passato da circa 7.372 dollari nel 1990 a
17.291 dollari nel 2023. L’aumento complessivo è stato di circa 9.919
dollari, corrispondente a una crescita del 134,5%.
Il
PIL pro capite ponderato per la popolazione è invece aumentato da 9.130
dollari nel 1990 a 20.606 dollari nel 2023. In termini percentuali,
l’aumento è stato di circa il 125,7%.
Entrambe
le misure mostrano quindi un netto miglioramento del livello medio della
produzione per abitante. Il trend non è però costante. L’aumento della mediana
è relativamente limitato tra il 1990 e il 2000, mentre accelera notevolmente
tra il 2000 e il 2010. Nel decennio successivo la crescita risulta più
moderata, anche a causa delle crisi economiche internazionali e della riduzione
dell’attività verificatasi nel 2020.
Tra
il 2020 e il 2023 la mediana aumenta da 14.943 a 17.291 dollari, registrando
una crescita di circa il 15,7%. Il dato segnala un recupero rispetto
alla situazione osservata nel 2020, anche se l’intensità della ripresa varia
considerevolmente da un Paese all’altro.
Relazione
descrittiva tra capitale umano e PIL reale pro capite
Il
confronto tra l’andamento medio del capitale umano e quello del PIL reale pro
capite mostra che entrambe le variabili sono cresciute tra il 1990 e il 2023.
Nel
campione dei 145 Paesi:
- l’indice
medio di capitale umano è aumentato del 31,7%;
- il
PIL reale pro capite mediano è aumentato del 134,5%;
- il
PIL reale pro capite ponderato per la popolazione è aumentato del 125,7%.
Questa
evoluzione comune suggerisce l’esistenza di un’associazione positiva tra le due
variabili. I Paesi caratterizzati da livelli più elevati di capitale umano
tendono spesso a presentare anche livelli più elevati di PIL reale pro capite.
La
correlazione lineare tra l’indice di capitale umano e il PIL reale pro capite
risulta positiva in tutti gli anni osservati.
Tabella
3.3 – Correlazione tra capitale umano e PIL reale pro capite
|
Anno |
Correlazione |
|
1990 |
0,558 |
|
2000 |
0,603 |
|
2010 |
0,553 |
|
2020 |
0,682 |
|
2023 |
0,670 |
Nel
1990 la correlazione era pari a 0,558, mentre nel 2000 raggiungeva 0,603.
Dopo una lieve riduzione nel 2010, quando il valore risultava pari a 0,553,
la relazione diventava più intensa nel 2020, con un coefficiente di 0,682,
e rimaneva elevata nel 2023, con un valore di 0,670.
Una
correlazione positiva indica che, in generale, all’aumentare dell’indice di
capitale umano tende ad aumentare anche il PIL reale pro capite. Tuttavia,
questo risultato deve essere interpretato esclusivamente in termini
descrittivi. La correlazione non dimostra che l’aumento del capitale umano
provochi automaticamente una crescita del PIL.
Il
livello del reddito dipende infatti anche da numerosi altri elementi, tra cui:
- dotazione
di capitale fisico;
- struttura
produttiva;
- disponibilità
di risorse naturali;
- qualità
delle infrastrutture;
- stabilità
politica;
- partecipazione
al commercio internazionale;
- capacità
tecnologica;
- andamento
demografico;
- efficienza
delle amministrazioni pubbliche.
La
relazione osservata può inoltre funzionare in entrambe le direzioni. Un livello
più elevato di istruzione può sostenere la produttività e la crescita
economica, ma un Paese con maggiori risorse economiche può anche investire più
facilmente nella scuola, nell’università e nella formazione professionale.
Confronto
tra Paesi
Per
comprendere meglio i trend internazionali, è utile confrontare l’evoluzione
dell’indice di capitale umano e del PIL reale pro capite in un gruppo di
economie selezionate.
Tabella
3.4 – Indice di capitale umano nei Paesi selezionati
|
Paese |
1990 |
2000 |
2010 |
2020 |
2023 |
|
Brasile |
1,717 |
2,045 |
2,473 |
3,165 |
3,358 |
|
Cina |
1,956 |
2,314 |
2,441 |
2,725 |
2,750 |
|
Francia |
2,801 |
2,892 |
3,056 |
3,250 |
3,312 |
|
Germania |
3,430 |
3,566 |
3,653 |
3,678 |
3,705 |
|
India |
1,487 |
1,782 |
1,966 |
2,195 |
2,283 |
|
Italia |
2,554 |
2,772 |
2,997 |
3,177 |
3,265 |
|
Giappone |
3,178 |
3,346 |
3,497 |
3,605 |
3,657 |
|
Sudafrica |
1,908 |
2,086 |
2,504 |
2,648 |
2,904 |
|
Stati
Uniti |
3,435 |
3,579 |
3,702 |
3,755 |
3,830 |
Tutti
i Paesi selezionati mostrano un aumento dell’indice di capitale umano. Le
differenze riguardano soprattutto il livello iniziale e l’intensità della
crescita.
Nel
1990 gli Stati Uniti e la Germania presentavano i valori più elevati,
rispettivamente pari a 3,435 e 3,430. Nel 2023 gli Stati Uniti
mantengono il valore più alto, pari a 3,830, seguiti dalla Germania con 3,705
e dal Giappone con 3,657.
L’Italia
passa da 2,554 nel 1990 a 3,265 nel 2023. L’aumento assoluto è di
0,711 punti, equivalente a circa il 27,8%. Il valore italiano rimane
inferiore a quello di Stati Uniti, Germania e Giappone, ma si avvicina a quello
francese.
La
Francia cresce da 2,801 a 3,312, con un incremento del 18,2%.
La Germania aumenta invece da 3,430 a 3,705, registrando una crescita
dell’8,0%. Il minore incremento percentuale della Germania dipende anche dal
valore iniziale già molto elevato.
Tra
i Paesi emergenti, il Brasile mostra uno dei cambiamenti più significativi.
L’indice aumenta da 1,717 nel 1990 a 3,358 nel 2023, con una
crescita di circa il 95,6%. Il Brasile arriva così a superare,
nell’indice considerato, i valori di Italia e Francia.
L’India
registra un aumento da 1,487 a 2,283, pari a circa il 53,5%,
ma nel 2023 mantiene il valore più basso tra i Paesi selezionati. La Cina
cresce da 1,956 a 2,750, con un incremento di circa il 40,6%.
Il Sudafrica passa invece da 1,908 a 2,904, con un aumento del 52,2%.
Tabella
3.5 – PIL reale pro capite nei Paesi selezionati
|
Paese |
1990 |
2000 |
2010 |
2020 |
2023 |
|
Brasile |
6.966 |
10.319 |
16.589 |
16.620 |
18.806 |
|
Cina |
1.935 |
4.714 |
11.169 |
18.161 |
21.503 |
|
Francia |
29.902 |
38.874 |
43.819 |
49.250 |
51.998 |
|
Germania |
30.735 |
41.256 |
49.351 |
58.370 |
59.854 |
|
India |
1.571 |
2.331 |
4.801 |
7.095 |
8.723 |
|
Italia |
30.354 |
40.534 |
42.413 |
43.934 |
50.968 |
|
Giappone |
32.788 |
41.445 |
43.442 |
42.244 |
43.364 |
|
Sudafrica |
9.227 |
11.174 |
15.549 |
13.234 |
12.877 |
|
Stati
Uniti |
42.805 |
55.175 |
58.831 |
66.807 |
74.654 |
Valori
espressi in dollari internazionali del 2021 a parità di potere d’acquisto.
Il
trend dell’Italia
Il
PIL reale pro capite dell’Italia passa da circa 30.354 dollari nel 1990
a 50.968 dollari nel 2023. L’aumento complessivo è pari a circa 20.614
dollari, corrispondente a una crescita del 67,9%.
Il
trend italiano non è tuttavia uniforme. Tra il 1990 e il 2000 il PIL pro capite
aumenta di oltre 10.000 dollari. Tra il 2000 e il 2010 la crescita è invece
molto più contenuta, passando da 40.534 a 42.413 dollari. Nel 2020 il valore
raggiunge 43.934 dollari, mostrando un progresso limitato rispetto al 2010. Tra
il 2020 e il 2023 si registra un aumento più deciso, fino a 50.968 dollari.
Il
capitale umano italiano cresce in modo continuo: da 2,554 nel 1990 a 2,772
nel 2000, 2,997 nel 2010, 3,177 nel 2020 e 3,265 nel 2023.
Il
confronto mostra quindi un miglioramento costante del capitale umano,
accompagnato da una crescita economica più irregolare. Questo caso evidenzia
che l’aumento dell’istruzione non si traduce necessariamente, nello stesso
momento e con la stessa intensità, in un aumento del PIL pro capite.
Il
trend delle principali economie avanzate
Gli
Stati Uniti presentano il PIL reale pro capite più elevato tra i Paesi
selezionati in tutti gli anni considerati. Il valore aumenta da 42.805
dollari nel 1990 a 74.654 dollari nel 2023, con una crescita del 74,4%.
Anche
l’indice di capitale umano statunitense rimane il più elevato. Esso passa da
3,435 a 3,830, registrando un aumento dell’11,5%. Il livello iniziale molto
alto spiega perché la crescita percentuale risulti meno marcata rispetto a
quella dei Paesi emergenti.
La
Germania mostra un incremento del PIL reale pro capite da 30.735 a 59.854
dollari, pari al 94,7%. Il capitale umano aumenta più lentamente,
passando da 3,430 a 3,705.
La
Francia passa da 29.902 a 51.998 dollari, con una crescita del 73,9%.
Nello stesso periodo l’indice di capitale umano aumenta da 2,801 a 3,312.
Il
Giappone presenta invece un andamento differente. Il PIL reale pro capite
aumenta da 32.788 dollari nel 1990 a 43.442 dollari nel 2010, ma
nel 2020 scende a 42.244 dollari. Nel 2023 si osserva una ripresa limitata, con
un valore di 43.364 dollari. Nel complesso, la crescita tra il 1990 e il 2023 è
pari al 32,3%, nettamente inferiore a quella registrata da Stati Uniti,
Germania e Francia.
Nonostante
la crescita moderata del PIL pro capite, l’indice di capitale umano giapponese
aumenta regolarmente da 3,178 a 3,657. Anche il Giappone mostra quindi che il
capitale umano può migliorare mentre la crescita economica attraversa fasi di
rallentamento.
Il
trend delle economie emergenti
La
Cina presenta il cambiamento economico più intenso tra i Paesi selezionati. Il
PIL reale pro capite aumenta da 1.935 dollari nel 1990 a 21.503
dollari nel 2023. Il valore finale è oltre undici volte quello iniziale,
con una crescita superiore al 1.000%.
L’indice
di capitale umano cinese cresce da 1,956 a 2,750. L’aumento è significativo, ma
meno rapido rispetto alla crescita del PIL pro capite. Ciò indica che lo
sviluppo cinese è stato accompagnato dal miglioramento del capitale umano, ma
anche da profonde trasformazioni produttive, industriali e tecnologiche.
L’India
registra un incremento del PIL reale pro capite da 1.571 dollari nel
1990 a 8.723 dollari nel 2023. La crescita complessiva è di circa il 455%.
Nonostante questo forte aumento, il PIL pro capite indiano rimane il più basso
tra i Paesi selezionati.
Il
Brasile passa da 6.966 dollari a 18.806 dollari, con una crescita
del 170%. Dopo il forte aumento osservato fino al 2010, il valore rimane
sostanzialmente stabile tra il 2010 e il 2020, per poi aumentare nuovamente nel
2023.
Il
Sudafrica presenta un andamento particolarmente significativo. Il PIL reale pro
capite cresce da 9.227 dollari nel 1990 a 15.549 dollari nel
2010, ma diminuisce successivamente a 13.234 dollari nel 2020 e a 12.877
dollari nel 2023.
Nello
stesso periodo, il capitale umano sudafricano continua ad aumentare, passando
da 1,908 nel 1990 a 2,904 nel 2023. Il caso sudafricano mostra quindi
chiaramente che il miglioramento dell’indice di capitale umano non è sempre
accompagnato da un aumento contemporaneo del reddito pro capite.
Confronto
tra Italia e altri Paesi
Nel
1990 il PIL reale pro capite italiano, pari a 30.354 dollari, era simile a
quello tedesco e francese e leggermente inferiore a quello giapponese. Nel 2023
la distanza rispetto alla Germania e agli Stati Uniti risulta invece più ampia.
Tra
il 1990 e il 2023:
- l’Italia
cresce del 67,9%;
- la
Francia cresce del 73,9%;
- la
Germania cresce del 94,7%;
- gli
Stati Uniti crescono del 74,4%;
- il
Giappone cresce del 32,3%.
L’Italia
registra quindi una crescita superiore a quella giapponese, ma inferiore a
quella delle altre grandi economie occidentali considerate.
Dal
punto di vista del capitale umano, l’Italia passa da un valore iniziale di
2,554 a 3,265. Nel 2023 il valore italiano è vicino a quello francese, pari a
3,312, ma rimane inferiore a quelli di Germania, Giappone e Stati Uniti.
Il
Brasile presenta nel 2023 un indice di capitale umano pari a 3,358, leggermente
superiore a quello italiano, ma il suo PIL reale pro capite, pari a 18.806
dollari, rimane molto più basso. Questo confronto dimostra che un indice di
capitale umano simile può essere associato a livelli di reddito molto
differenti.
Le
differenze possono dipendere dalla capacità del sistema economico di utilizzare
le competenze disponibili, dalla struttura dell’occupazione, dal livello
tecnologico, dalla produttività e dalla quantità di capitale fisico
disponibile.
Principali
trend emersi
Dall’analisi
descrittiva emergono cinque risultati principali.
Il
primo risultato è la crescita generalizzata del capitale umano. Nel campione
bilanciato di 145 Paesi, l’indice medio aumenta in tutti gli anni considerati e
registra una crescita complessiva del 31,7% tra il 1990 e il 2023.
Il
secondo risultato è il forte aumento del PIL reale pro capite. La mediana passa
da 7.372 a 17.291 dollari, mentre il valore ponderato per la popolazione cresce
da 9.130 a 20.606 dollari.
Il
terzo risultato è la presenza di una relazione descrittiva positiva tra
capitale umano e PIL reale pro capite. La correlazione è sempre positiva e nel
2023 raggiunge un valore di 0,670.
Il
quarto risultato è la forte eterogeneità tra i Paesi. Cina e India registrano
incrementi molto elevati del PIL pro capite, mentre Giappone e Sudafrica
mostrano fasi di stagnazione o riduzione. Le economie avanzate mantengono
generalmente livelli di capitale umano più elevati, ma alcuni Paesi emergenti
hanno ridotto una parte della distanza iniziale.
Il
quinto risultato riguarda la mancata corrispondenza perfetta tra crescita del
capitale umano e crescita economica. Il Sudafrica registra un aumento
dell’indice di capitale umano insieme a una diminuzione del PIL pro capite dopo
il 2010. Il Giappone mostra un miglioramento del capitale umano accompagnato da
una crescita economica limitata. Il Brasile raggiunge un indice di capitale
umano vicino o superiore a quello di alcuni Paesi europei, ma mantiene un PIL
pro capite sensibilmente inferiore.
Limiti
dell’analisi descrittiva
I
risultati presentati devono essere interpretati considerando alcuni limiti.
In
primo luogo, l’analisi mostra associazioni e trend, ma non permette di
identificare rapporti di causa ed effetto. Non è possibile affermare, sulla
sola base dei dati descrittivi, quale parte della crescita del PIL derivi
direttamente dall’aumento del capitale umano.
In
secondo luogo, l’indice hc considera principalmente la quantità di istruzione e
il rendimento economico attribuito agli anni di studio. Esso non misura
integralmente la qualità dell’insegnamento, le competenze effettivamente
possedute, l’accesso alla formazione continua o il grado di corrispondenza tra
istruzione e occupazione.
In
terzo luogo, il PIL reale pro capite è un indicatore medio. Un suo aumento non
implica necessariamente che il miglioramento sia stato distribuito in modo
uniforme tra la popolazione.
Infine,
i confronti internazionali possono essere influenzati dalla diversa qualità
delle statistiche nazionali e dalle revisioni periodiche dei dati.
Considerazioni
conclusive
L’analisi
della Penn World Table 11.0 mostra che, tra il 1990 e il 2023, sia il capitale
umano sia il PIL reale pro capite hanno seguito un trend generalmente
crescente.
Nel
campione di 145 Paesi, l’indice medio di capitale umano è passato da 2,113 a
2,782, mentre il PIL pro capite mediano è aumentato da 7.372 a 17.291 dollari
internazionali.
La
relazione tra le due variabili appare positiva: nei Paesi in cui il capitale
umano è più elevato si osserva generalmente anche un maggiore PIL reale pro
capite. Tuttavia, i confronti nazionali mostrano che tale relazione non è
automatica.
La
disponibilità di una popolazione maggiormente istruita rappresenta una risorsa
importante, ma i risultati economici dipendono anche dalla capacità di
utilizzare le competenze, creare occupazione qualificata, adottare tecnologie,
sostenere gli investimenti e garantire un contesto produttivo stabile.
Il
capitale umano può quindi essere considerato una componente centrale dello
sviluppo economico, ma deve essere accompagnato da condizioni che consentano
alle conoscenze e alle competenze di trasformarsi in produttività, innovazione
e aumento del reddito.
Fonte: Maddison Historical Data
Link: https://www.rug.nl/ggdc/productivity/pwt/
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