Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post da gennaio, 2026

Precipitazioni estreme in Italia: un fenomeno raro ma territorialmente diseguale

  Le precipitazioni estremamente intense mostrano forte disomogeneità territoriale, concentrandosi soprattutto nelle regioni del Nord-Est. Nel Centro-Sud gli eventi estremi risultano rari, episodici e privi di una tendenza temporale chiara. Le variazioni percentuali sono poco rappresentative a causa della bassa frequenza assoluta degli eventi.     L’Istat presenta un dataset che descrive l’andamento dei giorni con precipitazioni estremamente intense nelle regioni italiane nel periodo compreso tra il 2011 e il 2023. Si tratta di un fenomeno meteorologico per definizione raro, ma di grande rilevanza per i suoi impatti sul territorio, sulle infrastrutture e sui sistemi socio-economici. La disponibilità di una serie temporale di tredici anni consente di osservare non solo differenze spaziali tra le regioni, ma anche variazioni temporali che, pur con tutte le cautele del caso, possono suggerire alcune tendenze di fondo. Un primo elemento...

Un’Italia sempre più calda: tredici anni di cambiamenti climatici regionali

  ·        Nel periodo 2011-2023 la durata dei periodi di caldo aumenta ovunque con forte accelerazione recente ·        Nord e regioni alpine mostrano incrementi inattesi confermando l’estensione del riscaldamento climatico italiano contemporaneo strutturale ·        Sud e isole registrano gli aumenti percentuali più elevati evidenziando crescente vulnerabilità territoriale climatica diffusa I dati sull’indice di durata dei periodi di caldo dal 2011 al 2023 mostrano un quadro molto articolato ma allo stesso tempo coerente con l’intensificarsi degli estremi climatici in Italia, mettendo in evidenza differenze territoriali significative e una tendenza generale all’aumento soprattutto negli anni più recenti, con il 2022 e il 2023 che emergono come anni di svolta per molte regioni; osservando il Piemonte si nota una forte variabilità interannuale con valori elevati già nel 2011 e nel 2015, ...

PM2.5 e disuguaglianze ambientali: un’Italia a più velocità nella qualità dell’aria

  ·        Nord-Est stabile o in miglioramento, grazie a politiche ambientali più efficaci e continuità negli interventi ·        Centro e Sud mostrano cali marcati, con forti disuguaglianze territoriali nella qualità dell’aria ·        Sardegna e Marche registrano i peggioramenti più rilevanti, segnalando criticità strutturali persistenti   I dati sulla qualità dell’aria relativi al PM2.5 nel periodo 2010–2022 mostrano un quadro complesso e fortemente differenziato a livello territoriale, evidenziando come i progressi o i peggioramenti non siano stati omogenei tra le diverse regioni italiane. Nel complesso emerge una tendenza generale alla riduzione delle performance positive nel tempo, con poche eccezioni localizzate soprattutto nel Nord-Est, mentre molte regioni del Centro e del Mezzogiorno registrano cali significativi, talvolta molto marcati. Le regioni settentrionali storica...

Migliorare la qualità del paesaggio per ridurre le disuguaglianze territoriali

  ·          Le politiche territoriali mirate possono ridurre l’insoddisfazione paesaggistica e migliorare la qualità della vita. ·          La rigenerazione urbana sostenibile è decisiva per contrastare degrado ambientale e percezioni negative dei residenti. ·          La valorizzazione del patrimonio naturale rafforza il legame tra cittadini e territorio, aumentando il benessere collettivo.     L’insieme dei dati sull’insoddisfazione per il paesaggio del luogo di vita nel periodo 2014–2023 restituisce un quadro articolato e fortemente differenziato a livello territoriale, che consente di cogliere sia tendenze di lungo periodo sia dinamiche più contingenti. Questo indicatore, pur basandosi su una percezione soggettiva, rappresenta un segnale importante dello stato di relazione tra popolazione e territorio, poiché riflette non solo la qualit...