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IA globale: dominio di Stati Uniti e Cina

 

  • Stati Uniti e Cina concentrano la maggior parte dei grandi sistemi IA sviluppati nel mondo.
  • Dal 2019 al 2025 la crescita dei sistemi IA appare rapida e fortemente accelerata.
  • Europa e Asia orientale restano competitive, ma con un divario enorme dai leader.

 

I dati presentano il numero cumulativo di sistemi di intelligenza artificiale su larga scala sviluppati nei diversi Paesi tra il 2019 e il 2025. Si tratta di un indicatore particolarmente interessante perché consente di osservare non soltanto la diffusione dell’IA avanzata, ma soprattutto la capacità dei vari ecosistemi nazionali di produrre modelli e sistemi complessi che richiedono grandi quantità di dati, infrastrutture computazionali, investimenti e competenze altamente specializzate.

Il primo elemento che emerge con forza è la crescita straordinariamente rapida del numero totale di sistemi sviluppati a livello globale. Nel 2019 il totale cumulato era pari ad appena 1 sistema; nel 2020 si sale a 3, nel 2021 a 13, nel 2022 a 43, nel 2023 a 164, fino a raggiungere 496 sistemi nel 2025. Questa progressione evidenzia una dinamica tipica delle innovazioni tecnologiche dirompenti: dopo una fase iniziale relativamente lenta, caratterizzata da pochi pionieri, si verifica una crescita esponenziale che accelera man mano che le tecnologie maturano e diventano più accessibili.

L’incremento registrato dopo il 2022 appare particolarmente significativo. È probabile che questo salto sia legato alla diffusione dei modelli generativi, all’aumento della disponibilità di infrastrutture cloud e all’ingresso massiccio di investimenti pubblici e privati nel settore. L’IA è passata da tecnologia emergente a priorità strategica per governi, imprese e centri di ricerca, trasformandosi in uno dei principali motori dell’innovazione contemporanea.

Dal punto di vista geografico, il quadro è caratterizzato da una forte concentrazione. Gli Stati Uniti rappresentano il principale protagonista del settore con 223 sistemi cumulativi nel 2025. La Cina segue con 192 sistemi. Insieme, questi due Paesi raccolgono circa l’84% del totale mondiale. Questo dato evidenzia come la leadership globale nell’intelligenza artificiale sia oggi sostanzialmente una competizione tra due superpotenze tecnologiche.

La posizione degli Stati Uniti è spiegabile attraverso diversi fattori. Il Paese ospita alcune delle più grandi aziende tecnologiche del mondo, dispone di università e centri di ricerca di eccellenza e beneficia di un ecosistema imprenditoriale altamente sviluppato. Inoltre, la disponibilità di capitali di rischio e di infrastrutture computazionali avanzate consente di sostenere progetti estremamente costosi, caratteristica fondamentale per la realizzazione di sistemi IA di grande scala.

La Cina, tuttavia, mostra una capacità competitiva quasi equivalente. Con 192 sistemi, il divario rispetto agli Stati Uniti risulta relativamente contenuto. Questo dato conferma la strategia perseguita da Pechino negli ultimi anni, orientata a fare dell’intelligenza artificiale uno dei pilastri della propria crescita economica e della propria autonomia tecnologica. Gli investimenti pubblici, la disponibilità di enormi quantità di dati e il sostegno governativo alla ricerca hanno consentito alla Cina di ridurre rapidamente la distanza dai leader occidentali.

Dopo Stati Uniti e Cina si osserva però un forte salto dimensionale. La Francia occupa il terzo posto con 20 sistemi, seguita dalla Corea del Sud con 17. Pur trattandosi di risultati importanti, il divario rispetto ai primi due Paesi è enorme. Questo suggerisce che il mercato globale dell’IA avanzata sia fortemente polarizzato e che soltanto poche nazioni abbiano raggiunto una massa critica sufficiente per competere ai massimi livelli.

La Francia emerge come il principale attore europeo. Il risultato appare particolarmente interessante perché supera quello di economie tradizionalmente molto forti dal punto di vista industriale, come Germania e Regno Unito. Ciò potrebbe riflettere una strategia nazionale particolarmente efficace nel sostenere la ricerca sull’intelligenza artificiale e nel favorire la collaborazione tra università, startup e grandi imprese.

La Corea del Sud conferma invece la propria capacità di eccellere nei settori ad alta tecnologia. Nonostante una popolazione relativamente ridotta rispetto alle grandi potenze mondiali, il Paese ha sviluppato un ecosistema innovativo capace di produrre un numero significativo di sistemi avanzati. Questo risultato è coerente con la tradizionale leadership sudcoreana nei comparti dell’elettronica, delle telecomunicazioni e dei semiconduttori.

Un secondo gruppo di Paesi comprende Emirati Arabi Uniti e Regno Unito, entrambi con 8 sistemi, seguiti da Canada e Hong Kong con 7. Questi numeri mostrano come esistano poli di innovazione importanti anche al di fuori dei due grandi leader mondiali. In particolare, gli Emirati Arabi Uniti rappresentano un caso interessante di economia che sta utilizzando l’IA come strumento di diversificazione rispetto alla dipendenza dagli idrocarburi. Il Regno Unito, invece, continua a beneficiare della presenza di università prestigiose e di un forte settore tecnologico.

Il Canada mantiene una posizione rilevante grazie alla propria tradizione nella ricerca sull’apprendimento automatico. Molti dei principali progressi teorici dell’IA moderna sono infatti legati a ricercatori che hanno operato in università canadesi. Sebbene il numero complessivo di sistemi sia inferiore rispetto ad altre nazioni, il contributo scientifico del Canada rimane estremamente significativo.

Più indietro si trovano Germania, Israele, Giappone e Russia, ciascuno con 4 sistemi. La presenza della Germania appare inferiore alle aspettative se si considera il peso economico del Paese. Questo potrebbe indicare una maggiore specializzazione in applicazioni industriali dell’IA piuttosto che nello sviluppo di modelli su larga scala. Israele conferma invece il proprio ruolo come centro di innovazione tecnologica, mentre il Giappone, pur essendo una delle principali economie mondiali, sembra aver avuto un ruolo meno dominante nella corsa recente ai grandi sistemi di IA.

Le nazioni con 2 sistemi – Finlandia, Arabia Saudita, Singapore e Svizzera – mostrano che anche Paesi relativamente piccoli possono ritagliarsi uno spazio nel settore attraverso investimenti mirati e politiche di innovazione. In particolare, Singapore e Svizzera sono spesso considerate economie ad alta intensità di conoscenza e questo risultato appare coerente con le loro caratteristiche strutturali.

Nella fascia più bassa figurano Australia, Bulgaria, Polonia, Ucraina e la categoria “Multinational”, tutte con un solo sistema. Pur rappresentando quote limitate del totale mondiale, la loro presenza indica che l’ecosistema globale dell’IA si sta gradualmente ampliando e coinvolge un numero crescente di attori.

Un altro aspetto importante riguarda la distribuzione regionale. Nord America, Asia orientale ed Europa occidentale concentrano quasi interamente la produzione di sistemi avanzati. Sono praticamente assenti Africa, America Latina e gran parte dell’Asia meridionale. Questa distribuzione evidenzia il rischio di un crescente divario tecnologico globale. I Paesi che non partecipano allo sviluppo dell’IA avanzata potrebbero diventare sempre più dipendenti dalle tecnologie sviluppate altrove, con conseguenze economiche e geopolitiche rilevanti.

Dal punto di vista economico, i dati suggeriscono che lo sviluppo di sistemi IA su larga scala richiede risorse eccezionali. Non basta possedere una buona base scientifica; servono anche capacità di investimento, accesso a infrastrutture computazionali e disponibilità di talenti altamente qualificati. Questo spiega perché il numero di Paesi protagonisti rimanga relativamente limitato.

In conclusione, i dati mostrano un settore in fortissima espansione, caratterizzato da una crescita quasi esponenziale tra il 2019 e il 2025. La leadership è saldamente nelle mani di Stati Uniti e Cina, che dominano il panorama globale con oltre quattro quinti dei sistemi sviluppati. Dietro di loro emerge un gruppo ristretto di Paesi innovatori, tra cui Francia, Corea del Sud, Regno Unito, Canada ed Emirati Arabi Uniti. L’Europa mantiene una presenza significativa ma frammentata, mentre molte regioni del mondo risultano ancora marginali. Nel complesso, il dataset evidenzia come l’intelligenza artificiale sia diventata uno dei principali campi di competizione tecnologica internazionale e come la capacità di sviluppare sistemi avanzati rappresenti sempre più un fattore strategico per la crescita economica, la sicurezza nazionale e l’influenza geopolitica.

 

Fonte: Our World in Data

Link: https://ourworldindata.org/artificial-intelligence

 








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