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La Lombardia resta in testa: oltre il 30% di giudizi positivi per gran parte del decennio

 

·         La Sardegna mostra costante ottimismo, raggiungendo picchi elevati e superando spesso molte regioni italiane.

·         La Lombardia mantiene stabilmente livelli alti di fiducia, mostrando resilienza anche nelle fasi più critiche.

·         Nel 2021 quasi tutte le regioni registrano un forte rialzo, riflettendo speranze di ripresa post-pandemica.

 

 

L’andamento dei dati relativi al giudizio positivo sulle prospettive future, osservato nelle regioni italiane dal 2012 al 2023, permette di delineare un quadro articolato e ricco di sfumature, nel quale emergono differenze territoriali, cicli economici, dinamiche sociali e percezioni che variano sensibilmente nel tempo. Pur oscillando di anno in anno, questi valori rappresentano un indicatore significativo dello stato d’animo collettivo, della fiducia nel futuro e, in misura indiretta, della capacità percepita dei territori di generare opportunità. Il periodo osservato comprende anni caratterizzati da fasi di uscita dalla crisi economica, momenti di relativa stabilità, l’impatto della pandemia e il successivo tentativo di ripresa, elementi che inevitabilmente influenzano le aspettative dei cittadini.

Le regioni del Nord mostrano nel complesso valori tendenzialmente più elevati rispetto al Centro e al Mezzogiorno, confermando un divario storico che spesso si manifesta anche in altri indicatori socioeconomici. La Lombardia, in particolare, si distingue come la regione con i livelli più alti e una notevole stabilità nel tempo, oscillando tra il 28 e il 34 per cento. La sua traiettoria mostra una fiducia mediamente superiore alla media nazionale e una resilienza anche durante periodi di incertezza, come nel 2020, quando il valore non scende drasticamente nonostante la crisi sanitaria. Questa stabilità suggerisce un tessuto economico considerato affidabile dai cittadini, oltre a una percezione di continuità nelle opportunità future. A parità di contesto, Veneto ed Emilia-Romagna seguono un andamento simile, con picchi significativi nel 2015 e nel 2021, anni caratterizzati da fasi di ripresa economica e di rinnovata ottimismo. Il Veneto, in particolare, mostra un incremento marcato nei momenti di crescita economica nazionale ed europea, mentre l’Emilia-Romagna conferma una dinamica positiva nel lungo periodo, seppur con alcune flessioni.

Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia mantengono valori relativamente alti e costanti nel tempo, a testimonianza di contesti territoriali percepiti come stabili e orientati al benessere. La leggera crescita post-2015 e la tenuta registrata nel 2020 indicano che, anche nelle fasi difficili, la popolazione continua ad avere un atteggiamento relativamente fiducioso. Il Piemonte segue invece un percorso più oscillante, con picchi nel 2015 e nel 2019, subito prima della crisi pandemica, e valori comunque più modesti rispetto alle regioni più dinamiche del Nord. Ciò potrebbe riflettere una percezione di minore spinta economica o un senso di rallentamento nelle opportunità percepite.

Nel Nord-Ovest, la Valle d’Aosta registra tendenze singolari, caratterizzate da variazioni significative e picchi molto elevati come nel 2015 e nel 2021. Tali oscillazioni possono essere il risultato dell’elevata incidenza di fattori locali e delle dimensioni ridotte della regione, che rendono l’indicatore più sensibile a cambiamenti economici e sociali specifici. Anche la Liguria segue un percorso di crescita graduale con un miglioramento evidente dopo il 2016, che raggiunge valori intorno al 29 per cento nel 2023. Questo aumento potrebbe trovare spiegazione nella ripresa turistica e nella lenta ma progressiva trasformazione economica della regione.

Spostandosi verso il Centro Italia, si osserva un quadro più eterogeneo. La Toscana presenta un andamento complessivamente stabile, con una crescita significativa fino al 2017 e un andamento altalenante negli anni successivi. L’Umbria registra valori sempre nella fascia medio-bassa rispetto al contesto nazionale, con una crescita sensibile in anni di dinamismo economico generale come il 2019 e il 2021, ma con difficoltà a mantenere livelli elevati nel lungo periodo. Le Marche mostrano una dinamica simile, con cicli di aumento e diminuzione che rispecchiano l’andamento dell’economia locale e le incertezze strutturali di un territorio meno industrializzato rispetto ad altre aree del Centro.

Il Lazio si distingue rispetto alle altre regioni centrali per una costante crescita della fiducia, che culmina in un valore molto alto nel 2021. La presenza della capitale, la concentrazione di servizi e istituzioni e una struttura economica variegata possono contribuire a rendere più solida la percezione di opportunità future. L’andamento positivo nel lungo periodo suggerisce che i cittadini percepiscono un ambiente in progressivo miglioramento, anche se con qualche flessione fisiologica.

Il Sud Italia e le Isole offrono invece un quadro più complesso, in cui prevalgono valori inferiori rispetto al Nord ma con tendenze di crescita importanti, soprattutto negli anni più recenti. La Campania, per esempio, mostra un incremento evidente a partire dal 2017, con un picco significativo nel 2021. Questa traiettoria suggerisce che, nonostante le difficoltà strutturali, i cittadini percepiscono momenti di miglioramento, forse legati alla crescita dei settori innovativi e alla maggiore vitalità imprenditoriale in alcune aree urbane. Il miglioramento del 2023 conferma una dinamica positiva sul lungo periodo.

La Puglia si mantiene invece su valori costantemente medio-bassi ma con una leggera crescita fino al 2020 e una flessione nel 2023. Basilicata e Calabria mostrano un andamento molto oscillante, con picchi che superano il 30 per cento in alcuni anni, intervallati da cali significativi. Questa instabilità può riflettere una percezione variabile del contesto economico, fortemente influenzato da dinamiche locali. La Sicilia, al contrario, registra valori più bassi e una crescita molto contenuta, senza picchi particolarmente elevati. Il miglioramento del 2019 e del 2021 rimane comunque un segnale positivo, anche se non sufficiente a colmare il divario con altre regioni.

Un caso a parte è quello della Sardegna, che presenta una delle dinamiche più interessanti dell’intera serie. La regione registra valori tra i più alti d’Italia e mostra un trend complessivamente crescente nel lungo periodo, con picchi elevati come nel 2014, nel 2019 e soprattutto nel 2021 e nel 2023. Questa continuità indica una percezione fortemente positiva da parte della popolazione, che può essere legata sia alla qualità della vita sia alla fiducia nella stabilità del territorio, nonostante alcune criticità strutturali. La Sardegna emerge così come una regione con un orientamento ottimistico più marcato rispetto al resto del Mezzogiorno.

Nel loro complesso, i dati mostrano come il 2021 rappresenti un anno di forte rialzo in quasi tutte le regioni, probabilmente per effetto della ripresa post-pandemica, del clima di ricostruzione e delle aspettative legate agli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Anche il 2015 e il 2019 emergono come anni di particolare ottimismo, coincidenti con momenti di crescita economica nazionale. Il 2020, percepito da molti come un anno difficile, non mostra dappertutto un crollo della fiducia, segno che in alcune regioni la resilienza sociale ed economica è stata forte.

Osservando il quadro generale, si può concludere che la fiducia nel futuro è più alta nelle regioni economicamente dinamiche, ma non manca di manifestarsi anche in alcuni territori meridionali in crescita. Le oscillazioni annuali rivelano un legame stretto con i cicli economici e con la sensibilità dei cittadini rispetto agli eventi nazionali e internazionali. Questo panorama restituisce un’Italia in cui la percezione delle prospettive future non è omogenea, ma riflette le specificità di ciascun territorio. Tuttavia, nonostante le differenze, emerge anche un elemento comune: nei momenti di ripresa o di investimento collettivo, la fiducia cresce in modo diffuso, confermando la capacità del Paese di ritrovare ottimismo dopo le difficoltà.

 

Fonte: ISTAT

Link: www.istat.it

 

 

 





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