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La percezione di sicurezza in Italia
migliora complessivamente dal 2010 al 2023, con forti differenze regionali.
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Le regioni del Sud, pur partendo da valori
bassi, mostrano significativi progressi nella fiducia collettiva.
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Il periodo 2015-2016 segna un calo
generale, seguito da un graduale recupero legato a politiche urbane efficaci.
L’analisi dei
dati relativi alla percezione di sicurezza
camminando da soli quando è buio nelle diverse regioni italiane dal
2010 al 2023 evidenzia un quadro complesso e articolato, che riflette non solo
l’andamento della criminalità effettiva, ma anche fattori sociali, culturali ed
economici che influenzano il senso soggettivo di sicurezza dei cittadini. I
valori rappresentano la percentuale di persone che dichiarano di sentirsi
sicure, quindi valori più alti indicano una maggiore percezione positiva. A
livello generale, si osservano forti differenze territoriali tra Nord e Sud,
tra aree urbane e regioni a bassa densità, ma anche oscillazioni nel tempo che
rispecchiano eventi socioeconomici e mutamenti nella vita collettiva italiana. La
Lombardia mostra un andamento
altalenante ma con un miglioramento netto nel lungo periodo: dal 53,6% del 2010
si arriva al 61% nel 2023, con una variazione assoluta di +7,4 punti e relativa
di +13,8%. Nonostante i picchi negativi del 2015-2016, coincidenti con una fase
di tensioni sociali e difficoltà economiche, la tendenza è positiva. Ciò
suggerisce un progressivo rafforzamento del senso di sicurezza, probabilmente
legato anche a politiche urbane e di videosorveglianza nelle grandi città come
Milano, che negli ultimi anni ha vissuto un importante processo di
riqualificazione urbana. In Trentino-Alto
Adige/Südtirol, si registra una situazione tradizionalmente più
favorevole: la percezione di sicurezza è tra le più alte d’Italia, sempre oltre
il 70%. Tuttavia, il trend mostra un lieve calo, passando dal 75,8% del 2010 al
71,6% del 2023, con una variazione negativa di -4,2 punti (-5,5%). Questo calo,
seppur contenuto, potrebbe riflettere una crescente sensibilità al tema della
sicurezza piuttosto che un reale peggioramento, in una regione che rimane
comunque una delle più sicure sia in termini oggettivi che soggettivi. Il Veneto presenta un andamento simile a
quello lombardo, ma con un incremento più contenuto: dal 58,1% del 2010 si
giunge al 63,1% nel 2023 (+5 punti, +8,6%). Dopo un calo significativo tra il
2012 e il 2016, la percezione migliora nettamente dal 2017 in poi,
probabilmente anche in seguito alla riduzione di alcuni fenomeni di
microcriminalità urbana e a un miglioramento del benessere economico. L’area
metropolitana di Venezia e la pianura veneta restano però più esposte alla
percezione di insicurezza rispetto alle zone montane o rurali. In Friuli-Venezia Giulia, i valori si
mantengono stabilmente alti, oscillando tra il 57% e il 72%. Nel 2023 la
percezione di sicurezza è del 71,1%, in aumento di 2,9 punti rispetto al 2010
(+4,25%). Anche qui il dato riflette una realtà caratterizzata da centri urbani
di medie dimensioni e una buona coesione sociale, fattori che favoriscono una
percezione di sicurezza più stabile. Per l’Emilia-Romagna, la serie storica mostra un andamento
oscillante ma nel complesso positivo: da 56,6% nel 2010 a 61,2% nel 2023 (+4,6
punti, +8,1%). Dopo un minimo nel 2016 (45,7%), coincidente con un periodo di
accentuati timori per reati predatori e problemi legati alla percezione
dell’immigrazione, la regione recupera gradualmente, anche grazie a un
rafforzamento delle politiche di sicurezza urbana e al miglioramento della
vivibilità nei contesti cittadini. La Toscana
segue una traiettoria simile, con un valore che cresce da 63,1% a 66,1% (+3
punti, +4,75%). Il 2016 segna un punto di crisi, ma negli anni successivi la
fiducia cresce costantemente. La Toscana, regione caratterizzata da città
d’arte con forte afflusso turistico, mostra come la sicurezza percepita non
dipenda solo dalla criminalità reale ma anche da dinamiche legate al turismo, alla
vivibilità e alla gestione degli spazi pubblici.
L’Umbria presenta un quadro interessante:
nonostante le fluttuazioni, la percezione di sicurezza cresce da 62,3% a 66,7%
(+4,4 punti, +7,06%). Dopo un brusco calo nel 2015 (43,6%), dovuto forse a
eventi locali e a un generale clima di insicurezza nazionale, i valori tornano
a crescere stabilmente, segnalando una ripresa del senso di fiducia nelle
istituzioni e nella convivenza sociale.
Le Marche
mantengono una percezione molto alta e stabile: dal 66,8% nel 2010 al 67,8% nel
2023 (+1 punto, +1,5%), con oscillazioni minime. La costanza del dato riflette
probabilmente la natura omogenea del territorio, con città di dimensioni
contenute e un buon equilibrio sociale.
Il Lazio, invece,
presenta valori più bassi e un’evoluzione altalenante. Nel 2010 solo il 50,4%
si sentiva sicuro, percentuale che nel 2023 sale leggermente al 52,4% (+2
punti, +3,97%). Le oscillazioni sono forti e riflettono il peso di Roma, dove
la percezione di sicurezza è influenzata da fattori tipici delle grandi
metropoli: disuguaglianze, degrado urbano in alcune aree, criminalità diffusa e
flussi turistici elevati. Nonostante il lieve miglioramento finale, il Lazio
rimane una delle regioni dove la popolazione mostra maggiore inquietudine.
L’Abruzzo mostra
un calo moderato: dal 66,5% del 2010 al 63,7% del 2023 (-2,8 punti, -4,21%). La
tendenza negativa, anche se contenuta, potrebbe essere collegata alla fragilità
economica e alla percezione di isolamento che alcune aree interne vivono,
soprattutto dopo gli eventi sismici e le difficoltà economiche successive.
In Molise, la
percezione di sicurezza rimane elevata ma in calo: da 76,9% a 71,3% (-5,6
punti, -7,28%). Sebbene la regione resti tra le più tranquille d’Italia, la
diminuzione indica un mutamento nella percezione collettiva, forse legato alla
diffusione di notizie su reati anche occasionali che, in contesti piccoli,
incidono fortemente sull’immaginario pubblico.
La Campania
evidenzia un miglioramento molto significativo: dal 46,5% nel 2010 al 54,3% nel
2023 (+7,8 punti, +16,77%), il progresso più marcato del Sud. Nonostante resti
tra le regioni con i livelli più bassi di sicurezza percepita, il trend è
incoraggiante. Probabilmente questo incremento riflette il miglioramento
dell’immagine delle grandi città, in particolare Napoli, dove negli ultimi anni
si sono sviluppati fenomeni di valorizzazione culturale e turistica che hanno
contribuito a migliorare il clima sociale e la percezione complessiva della
vivibilità urbana.
In Puglia, il dato
cresce da 56,9% a 60,5% (+3,6 punti, +6,33%). Dopo una fase di declino fino al
2016, i valori si riprendono fortemente nel periodo 2017-2021, coincidente con
una fase di rilancio economico e turistico della regione. La percezione di
sicurezza è comunque influenzata da disuguaglianze territoriali: le aree
costiere mostrano livelli più alti di fiducia, mentre l’entroterra rimane più
fragile.
La Basilicata si
conferma una delle regioni più sicure in termini percepiti: dal 74,2% del 2010
si passa al 76% del 2023 (+1,8 punti, +2,43%). La stabilità e i valori elevati
testimoniano una qualità della vita buona e una coesione sociale che
contribuisce a un senso diffuso di tranquillità. Anche in questo caso, il
contesto socio-culturale e la dimensione ridotta della popolazione sembrano
giocare un ruolo determinante.
La Calabria mostra
una crescita netta, da 63,7% a 72,9% (+9,2 punti, +14,44%), una delle più forti
dell’intero Paese. Questo aumento è particolarmente interessante, poiché
avviene in un territorio spesso associato a problemi di criminalità
organizzata. Ciò indica che la percezione della popolazione locale può
migliorare anche in presenza di criticità oggettive, probabilmente per effetto
di una maggiore fiducia nelle forze dell’ordine e nel controllo del territorio,
oltre che di una crescente valorizzazione sociale e culturale.
La Sicilia
presenta un andamento oscillante ma complessivamente stabile, con una lieve
crescita: dal 56,4% al 58,3% (+1,9 punti, +3,37%). Il calo significativo del
2015-2016 sembra legato a un periodo di crisi socioeconomica, ma negli ultimi
anni si registra un recupero. Anche qui il miglioramento urbano e turistico
delle grandi città, come Palermo e Catania, può aver influito positivamente.
Infine, la Sardegna
si distingue per una percezione di sicurezza molto alta e sostanzialmente
stabile, con valori intorno al 70% per tutto il periodo e una variazione quasi
nulla (-0,1 punti, -0,14%). La stabilità di questi risultati riflette l’assetto
territoriale della regione, caratterizzata da una densità abitativa ridotta e
da un forte senso di comunità.
Osservando nel complesso l’intero periodo 2010-2023, emerge che
la percezione di sicurezza in Italia presenta una chiara distinzione
territoriale: le regioni del Nord-Est e del Centro mantengono livelli
medio-alti, mentre quelle meridionali, pur partendo da valori più bassi,
mostrano miglioramenti sensibili. Le regioni alpine e appenniniche (Trentino,
Basilicata, Molise, Marche) restano le più tranquille, mentre le aree
metropolitane del Nord e del Lazio mostrano livelli inferiori, condizionati
dalla complessità urbana. Il periodo 2015-2016 rappresenta un punto di crisi
comune a quasi tutte le regioni, probabilmente influenzato dalla crisi
economica, dall’aumento del dibattito pubblico sui temi della sicurezza e
dell’immigrazione, e da un generale clima di insicurezza percepita a livello
nazionale.
Negli anni successivi, la tendenza è prevalentemente positiva. Il
miglioramento complessivo nella percezione di sicurezza coincide con un calo
dei reati denunciati, ma anche con politiche pubbliche più attente alla
rigenerazione urbana, alla coesione sociale e al controllo del territorio.
Tuttavia, la sicurezza percepita rimane un indicatore più legato al benessere
psicologico e sociale che ai soli dati oggettivi di criminalità: essa risente
fortemente delle condizioni economiche, della qualità dei servizi, del degrado
urbano e del livello di fiducia nelle istituzioni.
In conclusione, tra il
2010 e il 2023 l’Italia mostra un quadro di graduale miglioramento della percezione di sicurezza,
pur con differenze regionali marcate. Il Nord-Est e le regioni interne restano
più fiduciose, mentre le grandi aree urbane continuano a esprimere maggiore
preoccupazione. Il Sud, pur partendo da valori più bassi, mostra segnali di
progresso significativi, che suggeriscono un lento ma reale processo di
normalizzazione e di fiducia nella sicurezza collettiva.
Fonte: ISTAT
Link: www.istat.it
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