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I miracoli economici dimenticati: dieci paesi che hanno moltiplicato la propria ricchezza

 

  • ·         La Romania moltiplica il PIL pro capite oltre venti volte, guidando questi miracoli economici dimenticati.
  • ·         Norvegia e Irlanda trasformano economie relativamente sviluppate in paesi con livelli di reddito eccezionalmente elevati.
  • ·         Brasile e Malaysia crescono oltre undici volte, dimostrando che grande crescita non significa completa convergenza.

Quando si parla di miracoli economici, il racconto finisce quasi inevitabilmente sulla Corea del Sud, sul Giappone del dopoguerra, sulla Cina o sulle tigri asiatiche. È comprensibile: poche trasformazioni sono state altrettanto rapide e spettacolari. Ma i dati storici mostrano che l’ultimo secolo è pieno di altre grandi ascese, alcune avvenute quasi lontano dai riflettori. Romania, Norvegia, Irlanda, Islanda, Portogallo, Finlandia, Brasile, Malaysia, Spagna e Panama raccontano dieci storie molto diverse, accomunate da un elemento: il PIL reale pro capite del 2022 è molte volte superiore a quello registrato nel 1922.

Il Maddison Project Database 2023 permette di mettere questi paesi sullo stesso terreno di confronto, utilizzando il PIL reale pro capite espresso in dollari internazionali del 2011. La sorpresa maggiore è probabilmente la Romania. Nel 1922 il paese disponeva di appena 1.283 dollari per abitante; nel 2022 raggiunge 26.198 dollari. Il rapporto tra i due valori è di circa 20,4 volte. In termini cumulati significa una crescita superiore al 1.900%. È un risultato che colloca la Romania molto in alto nella graduatoria secolare, nonostante il livello finale rimanga inferiore a quello delle economie più ricche dell'Europa occidentale.

La Norvegia racconta una storia completamente differente. Nel 1922 non era un paese poverissimo: il PIL pro capite raggiungeva già 4.570 dollari. Ma cento anni dopo il valore è arrivato a 88.366 dollari, il più elevato tra i dieci paesi considerati. Il moltiplicatore è di circa 19,3 volte. È importante perché dimostra che i grandi incrementi secolari non appartengono soltanto alle economie partite dal fondo della classifica. La Norvegia è riuscita a trasformare una base già relativamente significativa in uno dei livelli di reddito più elevati del campione.

Subito dietro troviamo l’Irlanda. Nel 1922 il suo PIL pro capite era di circa 4.141 dollari; nel 2022 raggiunge 60.257 dollari. Il reddito per abitante è quindi diventato circa 14,6 volte quello iniziale. Anche in questo caso la trasformazione non è soltanto quantitativa. L’Irlanda contemporanea occupa una posizione nella distribuzione internazionale del reddito completamente diversa rispetto a quella di un secolo prima. Va naturalmente ricordato che il PIL irlandese presenta peculiarità legate alla forte presenza di multinazionali, ma il salto registrato dalla serie storica resta enorme.

L’Islanda segue da vicino. Parte da circa 3.012 dollari nel 1922 e arriva a 42.146 nel 2022. Il moltiplicatore è praticamente 14 volte. Una piccola economia nord-atlantica riesce così, nell’arco di un secolo, a raggiungere un livello pro capite superiore ai 40.000 dollari internazionali.

Portogallo e Finlandia offrono due storie particolarmente interessanti perché partono da condizioni diverse e arrivano entrambe a trasformazioni profonde. Il Portogallo passa da appena 2.279 dollari nel 1922 a 28.992 nel 2022: circa 12,7 volte. La Finlandia parte più in alto, da 3.280 dollari, e arriva a 40.701: circa 12,4 volte.

Il confronto dice molto sulla natura della crescita cumulativa. Nel 1922 la distanza tra Finlandia e Portogallo era di poco più di 1.000 dollari per abitante. Cento anni dopo supera 11.700 dollari. Entrambi hanno realizzato una crescita straordinaria, ma velocità differenti, accumulate per un secolo, hanno prodotto una distanza finale molto maggiore di quella iniziale.

Il Brasile costituisce un caso ancora diverso. Nel 1922 partiva da appena 1.301 dollari pro capite e nel 2022 raggiunge 14.640. Il moltiplicatore è di circa 11,3 volte. Considerato isolatamente, il risultato è enorme. Ma proprio il confronto con gli altri paesi mostra perché moltiplicare il reddito non equivalga necessariamente a raggiungere la frontiera.

La Finlandia parte nel 1922 da un livello circa due volte e mezzo quello brasiliano. Nel 2022 il suo PIL pro capite è quasi tre volte quello del Brasile. Il Brasile è cresciuto moltissimo, ma non abbastanza velocemente da realizzare una convergenza completa verso le economie avanzate. È un esempio utile perché impedisce di trasformare qualsiasi grande moltiplicatore in un “miracolo” nel senso più stretto del termine.

La Malaysia offre invece un’altra storia asiatica meno conosciuta rispetto a quelle di Corea del Sud o Singapore. Nel 1922 disponeva di circa 2.405 dollari per abitante. Nel 2022 arriva a 26.629. Il livello è diventato circa 11,1 volte quello iniziale. Non siamo ai quasi 28 volte della Corea del Sud, ma si tratta comunque di una trasformazione radicale.

Il confronto Malaysia-Brasile è particolarmente interessante. Nel 1922 la Malaysia aveva un vantaggio di circa 1.100 dollari. Nel 2022 raggiunge quasi 12.000 dollari in più per abitante. Due economie emergenti hanno entrambe moltiplicato molte volte il proprio reddito, ma una differenza persistente nella crescita ha progressivamente ampliato la distanza.

La Spagna è probabilmente il caso più importante per comprendere quanto sia cambiata l’Europa meridionale. Nel 1922 il PIL reale pro capite spagnolo era di appena 3.423 dollari. Nel 2022 raggiunge 34.123. Il rapporto è praticamente 10 a 1. In cento anni il reddito reale medio per abitante è quindi diventato dieci volte quello iniziale.

La trasformazione spagnola assume ancora più significato confrontandola con l’Italia. Nel 1950 la Spagna aveva un PIL pro capite di circa 3.459 dollari contro 5.582 dell’Italia. Nel 1980 l’Italia conservava un vantaggio enorme: 20.959 contro 14.006. Ma nel 2019 la distanza era scesa ad appena 450 dollari, 35.407 per l’Italia contro 34.957 per la Spagna. Una parte consistente del divario storico era stata cancellata.

Panama chiude questo gruppo con un risultato che merita maggiore attenzione. Nel 1922 il PIL pro capite era di circa 2.401 dollari; nel 2022 raggiunge 23.557. Il moltiplicatore è circa 9,8 volte. Non raggiunge i livelli finali di Norvegia, Irlanda o Finlandia, ma sfiora comunque una decuplicazione del reddito reale per abitante nell’arco di un secolo.

Guardati insieme, questi dieci paesi mostrano perché parlare genericamente di “miracolo economico” possa essere fuorviante. Esistono almeno tre fenomeni differenti. Il primo è la convergenza vera e propria: un’economia inizialmente arretrata cresce molto più rapidamente dei paesi avanzati e riduce una parte consistente della distanza. Romania, Portogallo e Spagna possono essere letti almeno in parte attraverso questa lente.

Il secondo è la trasformazione di economie già relativamente sviluppate in paesi estremamente ricchi. Norvegia, Irlanda, Islanda e Finlandia appartengono maggiormente a questo gruppo. Non partivano necessariamente dagli ultimi posti, ma sono riuscite ad accumulare abbastanza crescita da raggiungere livelli finali molto elevati.

Il terzo è la grande crescita senza convergenza completa. Brasile, Malaysia e Panama mostrano quanto sia possibile moltiplicare numerose volte il reddito e rimanere comunque distanti dalla frontiera. Il Brasile passa da 1.301 a 14.640 dollari: un incremento enorme. Ma la Norvegia, partita da 4.570, arriva a 88.366. La distanza assoluta tra i due paesi passa quindi da circa 3.269 a oltre 73.700 dollari per abitante.

Questo è uno dei risultati più interessanti dell’intero confronto. Crescere molto non significa necessariamente recuperare terreno. Per convergere bisogna crescere più rapidamente del paese che si sta inseguendo, e bisogna farlo abbastanza a lungo.

Lo stesso principio emerge confrontando Portogallo e Finlandia. Entrambi moltiplicano il PIL pro capite per oltre dodici volte, ma la Finlandia arriva a 40.701 dollari e il Portogallo a 28.992 perché partiva più avanti e mantiene un risultato cumulativo leggermente differente. Piccole differenze, quando vengono applicate a cento anni, diventano grandi distanze.

Il dato della Romania è forse quello che meglio sintetizza il potere della crescita cumulativa. Passare da 1.283 a 26.198 dollari significa aggiungere quasi 25.000 dollari reali di produzione annua per abitante rispetto alla base iniziale. La Romania del 2022 non è ancora la Norvegia, ma appartiene a un universo economico completamente diverso rispetto alla Romania del 1922.

Lo stesso vale per il Portogallo: da 2.279 a quasi 29.000 dollari. Per la Finlandia: da 3.280 a oltre 40.700. Per la Spagna: da 3.423 a oltre 34.100. E persino per Panama: da 2.401 a oltre 23.500.

I dieci casi mostrano inoltre che non esiste una sola geografia del successo. Ci sono economie nordiche, mediterranee, asiatiche, latinoamericane e dell’Europa orientale. Alcune sono grandi, altre hanno popolazioni molto ridotte. Alcune partivano da livelli bassissimi, altre erano già relativamente prospere.

Ciò che le accomuna è la forza del tempo. Moltiplicare il reddito per dieci, quattordici o venti volte non richiede necessariamente un singolo decennio miracoloso. Richiede soprattutto che gli incrementi della produttività vengano accumulati, che i progressi non vengano continuamente cancellati e che il paese riesca a mantenere una traiettoria di sviluppo abbastanza a lungo.

Ed è forse questa la lezione più interessante dei miracoli economici meno conosciuti. La storia mondiale non è stata trasformata soltanto dai casi spettacolari di Corea del Sud, Cina e Singapore. Dietro di loro esiste un gruppo molto più ampio di economie che, senza diventare necessariamente simboli globali della crescita, hanno moltiplicato molte volte il reddito reale dei propri abitanti. In cento anni la Romania ha superato 20 volte il proprio livello iniziale; la Norvegia 19; Irlanda e Islanda circa 14; Portogallo e Finlandia oltre 12; Brasile e Malaysia oltre 11; Spagna e Panama circa 10.

Non tutti sono diventati ugualmente ricchi. Ed è proprio questo a rendere il confronto interessante: un grande moltiplicatore racconta quanto un paese sia cambiato, non necessariamente quanto sia ricco oggi. Per comprendere davvero un miracolo economico bisogna osservare entrambe le cose: la distanza percorsa e il punto di arrivo.

I dati utilizzati sono quelli del confronto 1922-2022 del Maddison Project Database 2023 già riportato nel materiale dell’articolo.

Per renderli leggibili, dividerei la visualizzazione in quattro pannelli A-D. Qui li rappresento come quattro grafici distinti, equivalenti ai quattro riquadri di un’unica figura editoriale.

 

Fonte: Maddison Project Database

Link: https://www.rug.nl/ggdc/historicaldevelopment/maddison/?lang=en

 

 

 

 

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