Passa ai contenuti principali

I NEET in Europa

 

Tra il 2000 ed il 2022 sono diminuiti in media di un valore pari a -22,13%

 

L’Eurostat calcola l’ammontare di NEET-Not in Employment, Education and Training in Europe. L’indicatore misura la quota di popolazione di età compresa tra i 15 ed i 29 anni che non è occupata e non è coinvolta in attività di istruzione o formazione.  L'indicatore misura la quota della popolazione di età compresa tra i 15 ei 29 anni che non è occupata e non è coinvolta in attività di istruzione o formazione. Il numeratore dell'indicatore si riferisce alle persone che soddisfano le seguenti due condizioni: (a) non sono occupate (ovvero disoccupate o inattive secondo la definizione dell'Organizzazione internazionale del lavoro) e (b) non hanno ricevuto alcuna istruzione o formazione (ovvero né formale né non formale) nelle quattro settimane precedenti l'indagine sulle forze di lavoro (LFS). Il denominatore include la popolazione totale di età compresa tra 15 e 29 anni.

Ranking dei paesi europei per valore dei NEET nel 2022. La Romania è al primo posto per valore dei NEET con un valore pari a 19,8, seguita dall’Italia con un valore pari a 19 e dalla Grecia per un ammontare pari a 15,3. A metà classifica vi sono la Lituania con un ammontare di 10,7 unità, seguita dall’Estonia con un valore di 10,6 unità e dalla Finlandia con un valore di 9,3 unità. Chiudono la classifica la Svezia con un valore di 5,6 unità, seguita dall’Islanda con un valore di 5,3 unità e dai Paesi Bassi per un valore di 4,2 unità.

Ranking dei paesi europei per valore della variazione percentuale dei NEET nei paesi europei tra il 2000 ed il 2022. Cipro è al primo posto per valore della variazione percentuale dei NEET tra il 2000 ed il 2022 con un ammontare pari a 27,83% pari ad un ammontare di 3,2 unità, seguita dalla Romania con un valore pari a 10,61% pari a 1,9 unità, e dalla Danimarca con un valore pari a +6,76% pari ad un ammontare di 0,5 unità. A metà classifica vi sono la Polonia con una variazione pari ad un ammontare di -23,78% pari ad un ammontare di -3,4 unità, seguita dal Belgio con un valore di -24,59% pari ad un ammontare di -3,00 unità e dalla Slovacchia con un ammontare di -25,45% pari ad un ammontare di -4,2 unità. Chiudono la classifica l’Islanda con una variazione pari ad un ammontare di -43,01% pari ad un ammontare di -4 unità, seguita dalla Lettonia con una variazione pari ad un ammontare di -45,67% ovvero pari ad un ammontare di -9,5 unità, seguita dall’Irlanda con una variazione pari ad un ammontare di -56,93% pari ad un ammontare di -11,5 unità.

Clusterizzazione con l’utilizzo del coefficiente Silhouette. Di seguito viene presentata una clusterizzazione con coefficiente Silhouette. Sono individuati due clusters ovvero:

  • ·         Cluster 1: Bulgaria, Grecia, Romania, Spagna, Italia, Croazia, Irlanda, Slovacchia, Cipro, Lettonia;
  • ·         Cluster 2: Austria, Norway, Slovenia, Germany, Finland, Denmark, Sweden, Malta, Luxembourg, Netherlands, Iceland, Czechia, Belgium, Portugal, Lithuania, France, Estonia, Hungary, Poland.

Dal punto di vista della mediana risulta che il valore della mediana dei NEET per il C1 è pari a 14, mentre il valore dei NEET per C2 è pari a 8,6. Ne deriva pertanto il seguente ordinamento dei clusters ovvero: C1>C2. Dal punto di vista geografico risulta che il valore dei NEET tende ad essere superiore nei paesi dell’Europa Meridionale e dell’Europa dell’Est rispetto ai paesi dell’Europa Centro-Settentrionale.

Network Analysis con la distanza euclidea. Di seguito viene presentata una network analysis con la distanza euclidea. Viene rilevata la presenza di una struttura a network complessa e di tre strutture a network semplificate.

La struttura a network complessa è indicata come di seguito ovvero:

  • ·         La Danimarca ha una connessione con l’Austria per un ammontare di 0,62 unità;
  • ·         L’Austria ha una connessione con la Danimarca per un ammontare di 0,62 unità e  con la Finlandia per un ammontare di 0,62 unità;
  • ·         La Finlandia ha una connessione con l’Austria per un ammontare di 0,62 unità.

Inoltre vengono rilevate le seguenti strutture a network semplificate ovvero:

  • ·         Il Lussemburgo e la Norvegia hanno una connessione per un ammontare di 0,56 unità;
  • ·         Malta e la Germania hanno una connessione per un valore pari a 0,54 unità;
  • ·         La Repubblica Ceca e il Belgio hanno una connessione per un valore di 0,62 unità.

Conclusioni. Il valore dei NEET è diminuito in media in tutti i paesi europei tra il 2000 ed il 2022. Vi sono tuttavia dei paesi per i quali il valore dei NEET è cresciuto ovvero Cipro, Romania, Danimarca e Slovenia. Tuttavia, vi sono anche delle enormi differenze tra i paesi europei. Nello specifico i paesi come Italia e Romania hanno un valore dei NEET quasi tre volte superiore rispetto alla Svezia, all’Islanda e ai Paesi Bassi. Vi è quindi un fenomeno essenzialmente positivo ovvero la riduzione del valore dei NEET come media tra il 2000 ed il 2020. Tuttavia, tale riduzione è associata ad una significativa eterogeneità della presenza dei NEET nei vari paesi considerati. La questione dei NEET è molto rilevante in quanto pone delle problematiche per la sostenibilità futura dei sistemi economici europei ed anche connessa alla dimensione della crescita demografica. Infatti, se i giovani hanno difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro, oppure hanno difficoltà a seguire dei percorsi di formazione ed istruzione formale, allora si creano le condizioni per una debolezza della futura classe lavoratrice e dirigente sia dal punto di vista del reddito che dal punto di vista della formazione professionale. Inoltre occorre considerare che l’aumento dei NEET può ritardare la formazione delle famiglie, con delle conseguenze negative in termini di natalità e crescita demografica. Ne deriva che i paesi che occupano un numero maggiore di giovani e che quindi hanno un minore valore dei NEET sono più pronti ad affrontare le sfide del futuro e potrebbero avere anche degli extra-premi in termini di crescita del reddito pro-capite, crescita del capitale umano, ricerca e sviluppo, e innovazione tecnologica.

 






Commenti

Post popolari in questo blog

La Lombardia resta in testa: oltre il 30% di giudizi positivi per gran parte del decennio

  ·          La Sardegna mostra costante ottimismo, raggiungendo picchi elevati e superando spesso molte regioni italiane. ·          La Lombardia mantiene stabilmente livelli alti di fiducia, mostrando resilienza anche nelle fasi più critiche. ·          Nel 2021 quasi tutte le regioni registrano un forte rialzo, riflettendo speranze di ripresa post-pandemica.     L’andamento dei dati relativi al giudizio positivo sulle prospettive future, osservato nelle regioni italiane dal 2012 al 2023, permette di delineare un quadro articolato e ricco di sfumature, nel quale emergono differenze territoriali, cicli economici, dinamiche sociali e percezioni che variano sensibilmente nel tempo. Pur oscillando di anno in anno, questi valori rappresentano un indicatore significativo dello stato d’animo collettivo, della fiducia nel futuro e, in misura indirett...

Oltre i vincoli esterni: i veri ostacoli dell’industria italiana

  ·          Molte imprese italiane attribuiscono problemi a fattori esterni, ignorando limiti culturali interni che frenano crescita. ·          Confondere ruoli tra stampa, istituzioni e magistratura porta strategie difensive inefficaci e scarsa priorità operativa. ·          L’internazionalizzazione richiede partnership locali strategiche, non controllo totale, per competere nei mercati globali complessi.          Separare proprietà e management è essenziale per migliorare efficienza, governance e competitività delle imprese italiane.   Il dibattito sulle difficoltà del sistema industriale italiano tende spesso a concentrarsi su fattori esterni: la pressione fiscale, la burocrazia, la rigidità normativa, la lentezza della giustizia. Sono elementi reali e rilevanti, che incidono concretamente sulla vita delle imprese. Tuttavi...

Nord e Sud a confronto: differenze territoriali nei tassi di adeguata alimentazione

  ·          Le regioni del Nord mantengono livelli elevati, ma mostrano cali significativi negli ultimi anni. ·          Il Mezzogiorno registra valori più bassi, con Calabria e Abruzzo in miglioramento, Basilicata in forte calo. ·          Crisi economiche , pandemia e stili di vita hanno inciso profondamente sull’ adeguata alimentazione degli italiani.   L’analisi dei dati relativi all’adeguata alimentazione in Italia nel periodo compreso tra il 2005 e il 2023, misurata attraverso i tassi standardizzati per 100 persone, restituisce un quadro piuttosto articolato, con forti differenze territoriali, variazioni cicliche e trend di lungo periodo che denotano dinamiche sociali, economiche e culturali. Nel Nord e nel Centro i livelli sono generalmente più elevati rispetto al Mezzogiorno, ma anche qui emergono oscillazioni notevoli. In alcune regi...