· Tra 2023 e 2025 l’adozione globale dell’AI cresce rapidamente, passando dal 55% all’88% complessivo.
·
L’Europa guida nel 2025 con il 91%, registrando la
crescita più elevata osservata.
·
Mercati emergenti recuperano velocemente terreno,
raggiungendo l’88% grazie a piattaforme AI accessibili.
I dati riportano
la quota di organizzazioni che dichiarano di aver adottato soluzioni di
intelligenza artificiale (AI) nel periodo 2021-2025, distinguendo tra diverse
aree geografiche. L’analisi evidenzia come l’adozione dell’AI abbia conosciuto
una crescita molto significativa negli ultimi anni, trasformandosi da fenomeno
emergente a tecnologia ormai ampiamente diffusa nel tessuto produttivo globale.
A livello
mondiale (“All geographies”), la percentuale di organizzazioni che dichiarano
di utilizzare l’AI passa dal 56% nel 2021 al 88% nel 2025. Il dato mostra
innanzitutto una lieve flessione nel 2022, quando la quota scende al 50%,
seguita da una ripresa nel 2023 (55%). La vera accelerazione si verifica però
tra il 2023 e il 2024, con un incremento di ben 23 punti percentuali, fino a
raggiungere il 78%. Nel 2025 il processo continua, portando l’adozione all’88%.
Questo andamento suggerisce che, dopo una fase iniziale di sperimentazione e
assestamento, le organizzazioni abbiano riconosciuto il valore strategico
dell’AI, integrandola sempre più nei processi aziendali. L’esplosione
dell’intelligenza artificiale generativa a partire dal 2023 ha probabilmente
rappresentato uno dei principali fattori di accelerazione.
L’area Asia-Pacifico
presenta livelli di adozione superiori alla media mondiale nella fase iniziale
del periodo osservato. Nel 2021 il 64% delle organizzazioni dichiara di
utilizzare l’AI, contro il 56% della media globale. Anche qui si osserva una
contrazione nel 2022, con il valore che scende al 55%, seguita da una lenta
ripresa nel 2023 (58%). Tuttavia, tra il 2023 e il 2025 l’adozione cresce
rapidamente, raggiungendo il 72% nel 2024 e l’82% nel 2025. Pur registrando un
incremento molto rilevante, l’Asia-Pacifico nel 2025 si colloca leggermente al
di sotto delle altre principali aree sviluppate. Questo risultato potrebbe
riflettere l’eterogeneità della regione, che comprende economie altamente
avanzate, come Giappone, Corea del Sud e Singapore, accanto a paesi ancora caratterizzati
da livelli differenti di sviluppo tecnologico.
I mercati in via
di sviluppo (“Developing markets”) mostrano una dinamica particolarmente
interessante. Nel 2021 il tasso di adozione è pari a circa il 52%, molto vicino
alla media globale. Nel 2022 si registra una diminuzione al 44%, che
rappresenta uno dei valori più bassi dell’intera serie. Tuttavia, dal 2023 in
poi emerge una crescita estremamente rapida: il dato sale al 49% nel 2023,
raggiunge il 77% nel 2024 e arriva all’88% nel 2025. In soli due anni
l’incremento è di 39 punti percentuali. Questo andamento suggerisce un fenomeno
di “catching up” tecnologico, ossia di recupero rispetto alle economie più
avanzate. Le nuove piattaforme di AI, caratterizzate da costi di accesso
relativamente contenuti e dalla disponibilità di servizi cloud, hanno
probabilmente consentito a molte organizzazioni dei paesi emergenti di adottare
rapidamente queste tecnologie senza dover sostenere investimenti
infrastrutturali particolarmente elevati.
L’Europa
evidenzia una delle performance più brillanti dell’intero campione. Nel 2021 la
quota di organizzazioni che utilizzano l’AI è pari al 51%, leggermente
inferiore alla media mondiale. Dopo una lieve riduzione nel 2022 (48%), si
osserva una crescita costante: 57% nel 2023, 80% nel 2024 e 91% nel 2025.
L’incremento complessivo nel quinquennio è di 40 punti percentuali, il più
elevato tra tutte le macroaree considerate. Il dato del 2025 rappresenta
inoltre il valore più alto dell’intera tabella. Questo risultato è particolarmente
significativo se si considera che l’Europa è spesso percepita come un contesto
caratterizzato da una regolamentazione stringente in materia digitale. I dati
suggeriscono invece che le politiche europee non abbiano frenato l’adozione
dell’AI, ma abbiano probabilmente contribuito a creare un ambiente favorevole
all’innovazione, basato sulla fiducia e sulla definizione di regole chiare.
Anche la Grande
Cina (“Greater China”) mostra un percorso di crescita molto marcato, sebbene
caratterizzato da una forte volatilità. Nel 2021 il livello di adozione è pari
al 61%, tra i più elevati del campione. Tuttavia, nel 2022 si registra una
brusca contrazione fino al 41%, che rappresenta il valore minimo osservato tra
tutte le aree geografiche considerate. Nel 2023 si verifica una parziale
ripresa (48%), seguita da una crescita molto intensa nel 2024 (75%) e nel 2025
(88%). Complessivamente, la Grande Cina recupera rapidamente il terreno
perduto, allineandosi nel 2025 alla media dei mercati emergenti e a quella globale.
La forte oscillazione dei primi anni potrebbe essere associata a cambiamenti
normativi, a effetti congiunturali o a differenti modalità di rilevazione,
mentre la successiva accelerazione riflette la crescente centralità dell’AI
nelle strategie industriali e tecnologiche dell’area.
Il Nord America
rappresenta una delle regioni più avanzate e stabili nell’adozione
dell’intelligenza artificiale. Nel 2021 il 55% delle organizzazioni dichiara di
utilizzare l’AI, valore in linea con la media globale. A differenza di altre
regioni, il Nord America non sperimenta una flessione nel 2022; al contrario,
registra una crescita fino al 59%, che prosegue nel 2023 con il 61%.
L’accelerazione diventa molto evidente nel 2024, quando il tasso di adozione
raggiunge l’82%, per poi arrivare al 90% nel 2025. Questa continuità riflette
il ruolo centrale svolto dagli Stati Uniti nello sviluppo delle tecnologie di
intelligenza artificiale, grazie alla presenza di grandi aziende tecnologiche,
di un ecosistema innovativo particolarmente dinamico e di consistenti
investimenti in ricerca e sviluppo.
Dal confronto
tra le diverse aree emergono alcune considerazioni di carattere generale. In
primo luogo, il 2024 rappresenta un anno di svolta per tutte le regioni. In
ogni area geografica si osserva infatti un incremento particolarmente marcato
rispetto all’anno precedente. Questo elemento suggerisce l’esistenza di un
fenomeno globale che ha accelerato l’adozione dell’AI in modo simultaneo.
L’affermazione dei modelli generativi, la maggiore accessibilità degli
strumenti di AI e la crescente consapevolezza dei benefici economici derivanti
dalla loro applicazione costituiscono possibili fattori esplicativi.
In secondo
luogo, si osserva una progressiva convergenza tra le diverse aree geografiche.
Nel 2021 i livelli di adozione variavano da un minimo di circa 51% in Europa a
un massimo di 64% nell’Asia-Pacifico, con una differenza di 13 punti
percentuali. Nel 2025 il divario si riduce sensibilmente: i valori oscillano
tra l’82% dell’Asia-Pacifico e il 91% dell’Europa, con una differenza di soli 9
punti. Ciò indica che l’intelligenza artificiale sta diventando una tecnologia
trasversale e globale, adottata da organizzazioni operanti in contesti
economici e istituzionali molto diversi.
Infine, i dati
evidenziano come l’AI sia passata rapidamente da tecnologia innovativa a
requisito competitivo fondamentale. Nel 2025 quasi nove organizzazioni su dieci
dichiarano di aver adottato soluzioni di intelligenza artificiale. Tale
diffusione suggerisce che l’AI non rappresenta più un’opzione limitata alle
imprese più innovative, ma una componente sempre più integrata nelle strategie
aziendali, nei processi decisionali e nei modelli operativi. Le organizzazioni
che non adotteranno tali tecnologie potrebbero trovarsi progressivamente
svantaggiate rispetto ai concorrenti in termini di produttività, capacità
innovativa e competitività sui mercati globali.
Nel complesso,
l’evidenza empirica mostra una crescita straordinaria e generalizzata
dell’adozione dell’intelligenza artificiale tra il 2021 e il 2025, con livelli
di diffusione che, in alcune aree, superano il 90% delle organizzazioni. Si
tratta di una trasformazione strutturale destinata a influenzare profondamente
la competitività delle imprese e l’evoluzione dell’economia mondiale nei
prossimi anni.
Commenti
Posta un commento