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La Cina è tornata al centro del mondo? Duemila anni di economia cinese

 

 

  • Nel 1950 il PIL pro capite cinese era appena 799 dollari; nel 2022 raggiunge 19.238.
  • Per secoli il reddito cinese rimane quasi stagnante, prima della straordinaria accelerazione iniziata nel Novecento.
  • Tra 2000 e 2022 il PIL pro capite cinese quadruplica, passando da 4.730 a 19.238 dollari.

 

La crescita della Cina è spesso raccontata come uno dei fenomeni economici più sorprendenti dell'età contemporanea. In pochi decenni un paese caratterizzato da livelli di reddito molto bassi è diventato una delle principali potenze industriali e commerciali mondiali. Osservata attraverso la prospettiva del Maddison Project Database 2023, tuttavia, questa trasformazione assume un significato storico più ampio. La Cina contemporanea non appare soltanto come un'economia emergente che ha raggiunto una posizione di primo piano, ma come un paese che, dopo secoli di stagnazione e una lunga fase di impoverimento relativo, ha avviato dalla fine del Novecento una crescita del reddito per abitante senza precedenti nella propria serie storica.

Il database permette di seguire il PIL reale pro capite cinese, espresso in dollari internazionali del 2011, a partire dall'anno 1000. È importante sottolinearlo perché parlare di duemila anni di economia cinese non significa disporre di una misurazione statistica continua per due millenni. I valori più lontani nel tempo sono ricostruzioni storiche e la serie contenuta nel file utilizzato parte dall'anno 1000. Quanto più ci si allontana dall'epoca contemporanea, tanto maggiore deve essere la prudenza nell'interpretazione dei singoli valori. La loro utilità consiste soprattutto nel mostrare ordini di grandezza e tendenze di lunghissimo periodo.

Nell'anno 1000 il PIL pro capite cinese viene stimato dal Maddison Project in 1.225 dollari internazionali del 2011. Nel 1090 è pari a 1.222 dollari e nel 1120 a 1.181. Si tratta di valori che mostrano immediatamente una caratteristica fondamentale delle economie preindustriali: per periodi molto lunghi il reddito medio per abitante poteva cambiare pochissimo.

Nel 1400 il PIL pro capite cinese raggiunge 1.404 dollari. Dieci anni dopo è 1.414, nel 1420 1.412 e nel 1430 arriva a 1.498. Non siamo però di fronte all'inizio di una crescita moderna. Nel 1450 il valore scende a circa 1.375 dollari, nel 1480 a 1.242 e nel 1500 a 1.207.

Cinque secoli dopo l'anno 1000, quindi, il reddito per abitante cinese si trova sostanzialmente sullo stesso ordine di grandezza. È uno dei dati più significativi dell'intera serie. Nell'economia moderna siamo abituati a considerare normale un aumento continuo della produzione e del reddito nel corso delle generazioni. Per gran parte della storia economica questa normalità semplicemente non esisteva.

Anche il Cinquecento conferma questa situazione. Nel 1510 il PIL pro capite è di 1.274 dollari, nel 1520 scende a 1.166, nel 1550 è 1.195, nel 1570 circa 1.238 e nel 1600 si colloca a 1.217 dollari. Un secolo di oscillazioni, dunque, ma senza una trasformazione permanente del livello di vita medio paragonabile a quella che caratterizzerà l'età industriale.

Nel Seicento si osservano alcuni incrementi. Nel 1610 il valore sale a 1.282 dollari e nel 1620 è pari a 1.262. Nel 1661 raggiunge 1.330, nel 1685 è 1.280 e nel 1690 arriva a 1.413. All'inizio del Settecento il dato aumenta ulteriormente: nel 1700 il PIL pro capite cinese è stimato in circa 1.543 dollari internazionali.

Il livello del 1700 è superiore di circa il 26 per cento a quello dell'anno 1000. Ma proprio questo confronto permette di comprendere la distanza tra crescita preindustriale e crescita moderna: un aumento del 26 per cento distribuito nell'arco di sette secoli è quasi impercettibile rispetto alle trasformazioni che avverranno nel Novecento.

Dopo il 1700, inoltre, la traiettoria cambia direzione. Nel 1800 il PIL pro capite cinese è sceso a circa 926 dollari. Nel 1820 si riduce ulteriormente a 882 dollari e nel 1850 è pari a 858. Rispetto ai 1.543 dollari del 1700, il livello del 1850 è inferiore di circa il 44 per cento.

È una delle grandi fratture della serie storica cinese. Mentre alcune economie occidentali entrano nella fase dell'industrializzazione e cominciano a registrare incrementi duraturi della produttività e del reddito per abitante, la Cina attraversa un periodo di stagnazione e arretramento. Il risultato non è soltanto una crescita più lenta rispetto all'Occidente: per lunghi periodi il reddito pro capite cinese rimane estremamente basso.

Nel 1870 il PIL pro capite è appena 945 dollari. Nel 1900 raggiunge 972 e nel 1913 è ancora soltanto 985 dollari. All'inizio del Novecento, quindi, il cinese medio dispone secondo queste ricostruzioni di un reddito reale per abitante inferiore a quello stimato per la Cina quasi novecento anni prima.

Questo dato rappresenta forse meglio di qualsiasi altro la profondità della stagnazione storica. Tra l'anno 1000 e il 1913 non esiste una progressione lineare dal passato alla modernità. Il livello del reddito oscilla, aumenta in alcune epoche e diminuisce in altre, senza riuscire a imboccare stabilmente una traiettoria di crescita.

La prima metà del Novecento non produce la svolta. Nel 1950 il PIL pro capite cinese è addirittura pari a 799 dollari internazionali, uno dei livelli più bassi tra i punti storici considerati. Il confronto con il 1700 è impressionante: due secoli e mezzo dopo, il reddito medio per abitante risulta quasi dimezzato.

Da questo punto in avanti, però, la storia cambia.

Nel 1960 il PIL pro capite sale a 1.057 dollari e nel 1970 raggiunge 1.398. Nel 1980 arriva a 1.930 dollari. Per la prima volta la serie comincia a mostrare un aumento che non viene successivamente cancellato da un ritorno ai livelli precedenti.

Il passaggio decisivo avviene tra gli anni Ottanta e Novanta. Nel 1990 il PIL pro capite raggiunge 2.982 dollari. In quarant'anni, dal 1950 al 1990, è quindi aumentato di circa 3,7 volte. Ma questa accelerazione rappresenta soltanto l'inizio.

Nel 2000 il valore raggiunge 4.730 dollari. Nel 2010 è già pari a 9.658 dollari: più del doppio rispetto a dieci anni prima e oltre dodici volte il livello del 1950.

La velocità della trasformazione emerge ancora più chiaramente negli anni successivi. Nel 2015 il PIL reale pro capite cinese arriva a 13.325 dollari. Nel 2019 raggiunge 16.880. Nel 2020, nonostante lo shock globale della pandemia, la serie Maddison registra 17.226 dollari. Nel 2021 il valore sale a 18.667 e nel 2022 raggiunge 19.238 dollari internazionali del 2011.

Il confronto tra il punto di partenza della Cina contemporanea e quello di arrivo è straordinario. Nel 1950 il PIL pro capite era di 799 dollari; nel 2022 è 19.238. Significa che nell'arco di settantadue anni il reddito reale per abitante riportato dal database è diventato circa 24 volte più elevato.

Ancora più interessante è confrontare questa accelerazione con i secoli precedenti. Tra l'anno 1000 e il 1700 il PIL pro capite passa da 1.225 a 1.543 dollari, un incremento di circa 318 dollari in sette secoli. Tra il 2000 e il 2022 passa invece da 4.730 a 19.238 dollari, un aumento di oltre 14.500 dollari in appena ventidue anni.

Naturalmente questi confronti devono essere interpretati considerando la natura profondamente diversa dei dati storici e contemporanei. Ma la differenza nell'ordine di grandezza della crescita rimane evidente.

Il 1980 costituisce un'altra soglia simbolica. In quell'anno il PIL pro capite cinese era pari a 1.930 dollari. Nel 2022 è quasi dieci volte tanto. La maggior parte della crescita economica per abitante osservabile nell'intera serie storica cinese si concentra dunque in una porzione estremamente breve della sua storia.

Il titolo “La Cina è tornata al centro del mondo?” richiede però una precisazione importante. Il PIL pro capite non misura direttamente il peso complessivo di un paese nell'economia mondiale. Una nazione può avere un reddito medio relativamente basso ma, grazie a una popolazione enorme, rappresentare una quota molto elevata della produzione globale. Allo stesso modo, il PIL pro capite non misura potenza geopolitica, capacità industriale o influenza commerciale.

I dati utilizzati in questo articolo consentono quindi di affermare qualcosa di più preciso: la Cina ha realizzato, soprattutto dalla fine del Novecento, una trasformazione senza precedenti del proprio reddito medio per abitante.

La forma stessa della serie storica è eloquente. Per quasi un millennio la curva rimane schiacciata su livelli compresi prevalentemente tra meno di 1.000 e circa 1.500 dollari. Soltanto nella seconda metà del Novecento comincia a salire e, dagli anni Ottanta in avanti, cambia completamente inclinazione.

Il passaggio da 799 dollari nel 1950 a 1.930 nel 1980 richiede trent'anni. Per passare da 1.930 a 4.730 ne servono venti. Per raddoppiare ancora, arrivando a 9.658 dollari, ne bastano dieci. Nel 2022 il livello è già quasi il doppio di quello del 2010.

È questa accelerazione, più ancora del singolo valore raggiunto, a definire la trasformazione economica cinese.

La lunga prospettiva del Maddison Project impedisce anche di interpretare la crescita cinese come un processo inevitabile. Per secoli l'economia non produce un aumento duraturo e significativo del reddito individuale. Tra Settecento e metà Novecento, anzi, il livello per abitante attraversa una lunga fase di arretramento. Solo successivamente la traiettoria si rovescia.

Nel 1950, con 799 dollari pro capite, la Cina si trova vicino al punto più basso della serie considerata. Settantadue anni dopo, con 19.238 dollari, si colloca su un livello che non ha precedenti nella sua storia economica ricostruita dal database.

Il ritorno della Cina al centro dell'economia mondiale può quindi essere letto come il risultato di due fenomeni distinti: il peso demografico e produttivo di un paese di dimensioni continentali e, soprattutto negli ultimi decenni, un aumento eccezionalmente rapido della produzione per abitante. Il Maddison Project documenta con particolare chiarezza quest'ultimo processo.

La storia raccontata dai numeri non è quella di una crescita continua durata duemila anni. È quasi il contrario: secoli di sostanziale immobilità, una lunga fase di arretramento e infine una brusca accelerazione concentrata nell'ultima parte del Novecento e nei primi decenni del XXI secolo.

Nel 1000 il PIL pro capite cinese era 1.225 dollari; nel 1700 1.543; nel 1820 882; nel 1950 appena 799; nel 1980 1.930; nel 2000 4.730; nel 2010 9.658; nel 2022 19.238. Pochi numeri sono sufficienti per sintetizzare una trasformazione durata secoli.

La Cina contemporanea non rappresenta quindi semplicemente la prosecuzione della Cina del passato. Dal punto di vista del reddito individuale, rappresenta una rottura storica. Dopo secoli nei quali la crescita per abitante era quasi inesistente, gli ultimi decenni hanno prodotto un cambiamento di scala. Ed è proprio questa discontinuità, più ancora della dimensione raggiunta dall'economia cinese, a rendere la sua traiettoria uno dei fenomeni economici più rilevanti della storia moderna.

 

Fonte: Maddison Historical Data

Link: https://www.rug.nl/ggdc/historicaldevelopment/maddison/?lang=en

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