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Le Donne Elette nei Consigli Regionali in Italia

 

Sono aumentare del 71,85% tra il 2012 ed il 2020

 

L’Istat nell’ambito dell’ISTAT-BES considera la variabile “Donne e rappresentanza politica a livello locale”. Si tratta di una variabile che prende in considerazione la percentuale delle donne elette nei Consigli regionali sul totale degli eletti.

 

Ranking delle regioni italiane per valore delle donne e rappresentanza politica a livello locale nel 2020. L’Umbria è al primo posto per valore delle donne elette nel consiglio regionale nel 2020 con un ammontare pari a 38,1%, seguita dal Veneto con un valore pari a 35,3% e dalla Toscana con un ammontare pari a 35%. A metà classifica vi sono la Lombardia con un ammontare pari a 24,7%, seguita dalla Sicilia con un valore pari a 21,4% e dalla Liguria con un ammontare pari a 19,4%. Chiudono la classifica la Valle d’Aosta con un ammontare pari a 11,4%, seguita dalla Calabria con un ammontare di 9,7% e dalla Basilicata con un valore pari a 4,8%. In media la percentuale delle donne elette nei consigli regionali nel 2020 è stata pari ad un valore di 21,76%.

Ranking delle regioni per valore della variazione assoluta delle donne elette ai consigli regionali tra il 2012 ed il 2021. Il Veneto è al primo posto per valore della variazione assoluta delle donne elette al consiglio regionale tra il 2012 ed il 2021 con un ammontare pari ad 28,60 equivalente ad un ammontare di 426,87%, seguito dal Molise con un ammontare pari a 25,30 unità pari a 766,67% e dall’Umbria con un valore pari a 22,00 unità pari ad un ammontare di 136,65%. A metà classifica vi sono la Calabria con una variazione pari ad un valore di 9,60 unità, seguito dalla Puglia con un valore pari a 9,40 unità e dal Friuli-Venezia Giulia con un ammontare pari a 9,20 unità. Chiudono la classifica la Valle d’Aosta con un ammontare di -2,90 unità pari a -20,28%, seguito dal Piemonte con un ammontare di -7,60 unità pari a -32,62% e dalla Campania con una variazione di -7,80 unità equivalente ad un ammontare di -33,19%. In media il valore delle donne elette nei consigli regionali è cresciuto di un ammontare di 9,10 unità nelle regioni italiane tra il 2012 ed il 2021.

Nord. Il valore delle donne elette nei consigli regionali nel Nord è cresciuto tra i l 2012 ed il 2020 da un ammontare pari a 13,8 unità fino ad un valore di 23,2 nel 2020 ovvero pari ad una variazione di 9,40 unità pari ad un ammontare di 68,12%. Tra il 2012 ed il 2013 il valore delle donne elette nei consigli regionali è cresciuto da un ammontare di 13,8 unità fino ad un valore di 18,1 unità pari ad un ammontare di 4,30 unità pari ad un valore di 31,16%. Tra il 2013 ed il 2014 la percentuale delle donne elette nei consigli regionali nel Nord è cresciuto da un ammontare di 18,1 unità fino ad un valore di 20 unità ovvero una variazione di 1,90 unità pari ad un ammontare di 10,50%. Nel passaggio tra il 2014 ed il 2015 il valore della percentuale delle donne elette nei consigli regionali nel Nord è cresciuto da un ammontare di 20,00 unità fino ad un valore di 22,2% ovvero pari ad una variazione di 2,20 unità pari ad un ammontare di 11,00%. Tra il 2015 ed il 2017 la percentuale delle donne elette nei consigli regionali nel Nord è rimasto costante ad un ammontare di 22,2% per poi crescere fino ad un ammontare di 23,9% ovvero pari ad una variazione di 1,70 unità pari ad un valore di 7,66%. Tra il 2018 ed il 2019 la percentuale delle donne elette nei consigli regionali nel Nord è diminuita da un ammontare di 23,9% fino ad un valore di 22,8% ovvero pari ad una riduzione di -1,10 unità pari ad un valore di -4,60%. Nel passaggio tra il 2019 ed il 2020 la percentuale delle donne elette nel consiglio regionali è cresciuto da un ammontare di 22,8% fino ad un valore di 23,2% ovvero pari ad una riduzione di 0,40 unità pari ad un valore di 1,75%.

Centro. Il valore delle donne elette nei consigli regionali nel Centro è cresciuto tra il 2012 ed il 2020 da un ammontare di 17,1% fino ad un valore di 32,9% ovvero pari ad una variazione di 15,80 unità pari ad una variazione di 92,40%. Tra il 2012 ed il 2013 il valore delle donne elette nei consigli regionali nel Centro Italia è cresciuto da un ammontare di 17,1 unità fino ad un valore di 17,8 unità ovvero pari ad una variazione di 0,70 unità pari ad un ammontare di 4,09%. Tra il 2013 ed il 2014 il valore delle donne elette nei consigli regionali è rimasto constante ad un ammontare di 17,8% per poi crescere al 22% nel 2015 ovvero pari ad una variazione di 4,40 unità pari ad una variazione di 24,72%. Tra il 2015 ed il 2017 il valore delle donne elette nei consigli regionali nel Centro è rimasto costante ad un ammontare di 22,2%. Tra il 2017 ed il 2018 il valore delle donne elette nei consigli regionali è cresciuto da un ammontare di 22,2% fino ad un valore di 25,7% ovvero pari ad una variazione di 3,50 unità pari ad una variazione di 15,77%. Tra il 2018 ed il 2019 il valore delle donne elette nei consigli regionali nel Centro Italia è cresciuto da un ammontare di 25,7 unità fino ad una variazione di 28,5 unità ovvero pari ad una variazione di 2,80 unità pari ad una variazione di 10,89%. Tra il 2019 ed il 2020 il valore delle donne elette nei consigli regionali nel Centro Italia è cresciuto da un ammontare di 28,5 unità fino ad una variazione di 32,9 unità pari ad una variazione di 4,40 unità pari ad una variazione di 15,44%.

Mezzogiorno. Il valore delle donne elette nei consigli regionali del Mezzogiorno è cresciuto tra il 2012 ed il 2020 da un ammontare pari a 10,1 unità fino ad un valore di 15,8 unità ovvero una variazione di 5,70 unità pari ad una variazione di 56,44%. Tra il 2012 ed il 2013 la percentuale delle donne elette nei consigli regionali è cresciuto da un ammontare di 10,1 unità fino ad una variazione di 10,7 unità ovvero pari ad una variazione di 0,60 unità pari ad una variazione di 5,94%. Tra il 2013 ed il 2014 il valore delle donne elette nei consigli regionali è rimasto costante ad un ammontare di 10,7 unità. Tra il 2014 ed il 2015 il valore delle donne elette nei consigli regionali nel Mezzogiorno è cresciuto da un ammontare di 10,7 unità fino ad un valore di 11,8 unità ovvero pari ad una variazione di 1,10 unità pari ad un ammontare di 10,28%. Tra il 2015 ed il 2016 il valore delle donne elette nei consigli regionali è rimasto costante ad un ammontare di 11,8%. Tra il 2016 ed il 2017 il valore delle donne elette nei consigli regionali nel Mezzogiorno è cresciuto da un ammontare di 11,8 unità fino ad un variazione di 12,5 unità ovvero pari ad un ammontare di 0,70 unità pari ad una variazione di 5,93%. Tra il 2017 ed il 2018 il valore delle donne elette nei consigli regionali nel Mezzogiorno è cresciuto da un ammontare di 12,5 unità fino ad una variazione di 13,4 unità ovvero pari ad una variazione di 0,90 unità pari ad una variazione di 7,20%. Tra il 2018 ed il 2019 il valore delle donne elette nei consigli regionali nel Mezzogiorno è cresciuto da un ammontare di 13,4 unità fino ad una variazione di 15,8 unità ovvero pari ad una variazione di 2,40 unità pari ad un ammontare di 17,91%. Tra il 2019 ed il 2020 l’ammontare delle donne elette nei consigli regionali è rimasto constate ad un valore di 15,8.

Conclusione. In sintesi la percentuale delle donne elette nei consigli regionali nelle regioni italiane tra il 2012 ed il 2020 è cresciuto da un ammontare di 12,6 fino ad un ammontare di 21,76 ovvero pari ad una variazione di 9,1 unità pari ad una variazione del 71,85%. Tuttavia, nonostante vi sono alcune regioni nelle quali la percentuale delle donne elette nei consigli regionali è diminuita tra il 2012 al 2020 ovvero Valle d’Aosta, Piemonte e Campania. Il centro Italia è la macro-regione italiana con la percentuale massima di donne elette nei consigli regionali nel 2020 con un valore pari a 32,9, mentre nel Nord tale valore è pari a 23,2 unità e nel Sud è pari a 15,8. Nonostante la percentuale delle donne elette nei consigli regionali sia cresciuta tale valore è comunque sempre inferiore al 50%. Ne deriva che nel migliore dei casi le donne presenti nei consigli regionali sono circa il 30%. Occorre quindi modificare le metodologie di costruzione delle liste elettorali per evitare che le donne vengano candidate soltanto per rispettare i limiti delle “quote rosa”. Infatti quello che è rilevante non è soltanto il fatto che le donne costituiscano il 50% delle liste elettorali. Al contrario è molto più rilevante che le donne costituiscano il 50% degli eletti nei consigli regionali. Pertanto è necessario rivedere le leggi elettorali per fare in modo che gli organi decisionali regionali siano costituiti al 50% da donne e uomini.

















 

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