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Il Consumo di Energia Elettrica da Fonti Rinnovabili nelle Regioni Italiane

 

 

È cresciuta in media dell’83,67% tra il 2004 ed il 2021

L’Istat calcola il valore dell’energia elettrica da fonti rinnovabili. La variabile è definita come la percentuale di consumi di energia elettrica coperti da fonti rinnovabili sul totale dei consumi interni lordi. L'indicatore è ottenuto come rapporto tra la produzione lorda elettrica da FER effettiva (non normalizzata) e il Consumo Interno Lordo di energia elettrica (pari alla produzione lorda di energia elettrica al lordo della produzione da apporti di pompaggio più il saldo scambi con l'estero o tra le regioni). I dati fanno riferimento al periodo tra il 2004 ed il 2021 nelle regioni italiani.

Ranking delle regioni italiane per consumi di energia elettrica da fonti rinnovabile. La Valle d’Aosta è al primo posto per valore del consumo di energia elettrica da fonti rinnovabile con un valore pari a 255,10 unità, seguita dal Trentino Alto Adige con un valore pari a 144,70 unità, e dalla Basilicata con un valore pari a 111,50 unità. A metà classifica troviamo la Toscana con un valore pari a 41,30 unità, seguita dalla Sardegna con un valore di 39 unità e dal Piemonte con un valore di 36,90 unità. Chiudono la classifica l’Emilia Romagna con un valore pari a 20,50 unità, seguita dal Lazio con un valore di 16,00 unità e dalla Liguria con un valore di 7,30 unità.

Ranking delle regioni italiane per variazione percentuale del consumo di energia elettrica da fonti rinnovabili. La Sicilia è al primo posto per valore del consumo di energia elettrica da fonti rinnovabili con un valore pari a 17667,67% corrispondente ad una variazione da un ammontare di 1,5 unità fino ad un valore di 28 unità. Segue la Puglia con un valore di 1317,95% corrispondente ad una variazione da un ammontare di 3,9 unità fino ad un valore di 55,3 unità. Al terzo posto la Sardegna con una variazione pari ad un ammontare di 828,57% corrispondente ad una variazione da un ammontare di 4,2 unità fino ad un valore di 39 unità. A metà classifica vi è la Calabria con un valore pari a 182,55% corrispondente ad una variazione da un ammontare di 27,5 unità fino ad un valore di 77,7 unità. Segue il Lazio con un valore pari a +158,06% corrispondente ad una variazione da un ammontare di 6,2 unità fino ad un valore di 16 unità. Di seguito il Veneto con una variazione pari ad un ammontare di 115,45% corrispondente ad una variazione da un ammontare di 12,3 unità fino ad un valore di 26,5 unità. Agli ultimi posti la Toscana con un valore pari a +44,41% corrispondente ad una variazione da un ammontare di 28,6 unità fino ad un valore di 41,3 unità. Segue il Trentino Alto Adige con un valore pari a +12,08% corrispondente ad una variazione da un ammontare di 129,1 unità fino ad un valore di 144,7 unità. La Valle d’Aosta chiude la classifica con una crescita percentuale pari a +5,33% corrispondente ad una variazione da un ammontare di 242,2 unità fino ad un valore di 255,1 unità. Dal punto di vista quantitativo il consumo di energia rinnovabile è cresciuto in media dell’83,67% passando da un ammontare di 31,26 unità fino ad un valore di 57,41 unità.

Il consumo dell’energia elettrica da fonti rinnovabili nelle macro-regioni italiane. Possiamo notare che il valore del consumo dell’energia elettrica da fonti rinnovabili è cresciuto in tutte le macro-regioni italiane. In modo particolare, il valore del consumo di energia elettrica da fonti rinnovabili nel Nord Italia è cresciuto del 69,15% passando da un ammontare di 2004 fino ad un valore di 31,8 unità nel 2021. Nel Centro Italia tale valore è cresciuto dell’81,66% passando da 16,9 unità fino ad a 30,76 unità.  Nel Mezzogiorno il valore del consumo di energia elettrica da fonti rinnovabili è cresciuto da un ammontare di 8,2 unità fino ad un valore di 47 unità ovvero di un valore pari a 473,17%.

Clusterizzazione con algoritmo k-Means ottimizzato con il coefficiente di Silhouette. Di seguito presentiamo una clusterizzazione con algoritmo k-Means ottimizzato con il coefficiente di Silhouette. I dati mettono in risalto la presenza di due clusters ovvero:

  • ·       Cluster 1: Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige;
  • ·       Cluster 2: Veneto, Campania, Marche, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Sardegna, Sicilia, Piemonte, Emilia Romagna, Umbria, Toscana, Puglia, Lazio, Abruzzo, Liguria, Calabria, Basilicata, Molise.

Se consideriamo il valore della media dei cluster vediamo il seguente ordinamento ovvero: C1>C2. Ovvero la Valle d’Aosta ed il Trentino Alto Adige sono al primo posto per valore del consumo di energia elettrica. Le altre regioni hanno dei livelli assai inferiori rispetto ai valori del C1. Proprio perché i valori della Valle d’Aosta e del Trentino Alto Adige sono molto elevati rispetto ai corrispondenti valori delle altri regioni proviamo a fare una clusterizzazione con 18 regioni italiane, ovvero escludendo le regioni outliers. Se quindi togliamo gli outlier, ovvero la Valle d’Aosta ed il Trentino Alto Adige, possiamo notare i seguenti clusters ovvero:

  • ·       Cluster 1: Emilia Romagna, Sicilia, Campania, Marche, Lazio, Veneto, Liguria, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Puglia;
  • ·       Cluster 2: Molise, Calabria, Basilicata;
  • ·       Cluster 3: Abruzzo, Umbria, Toscana, Piemonte.

Dal punto di vista del valore della media possiamo notare il seguente ordinamento dei clusters ovvero: C2>C3>C1. Possiamo notare che in questo caso il primo cluster è composto da 3 regioni meridionali, ovvero il C2. Segue il cluster 3 che presenta un’altra regione meridionale ovvero l’Abruzzo, sommata a regioni del Centro-Nord. Infine il terzo cluster, ovvero il C1, caratterizzato da regioni molto eterogenee appartenenti alle varie macro-regioni italiane.

Conclusioni. Il consumo di energia rinnovabile in percentuale dei consumi totali lordi è cresciuto in tutte le regioni italiane e le macro-regioni italiane. Dal punto di vista delle macro-regioni possiamo notare che le regioni meridionali tendono ad avere delle percentuali di consumo di energia rinnovabile superiore rispetto alle regioni del Centro-Nord. Rimane assai particolare il caso degli outliers ovvero Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta. È probabile che in questo caso la popolazione ridotta faccia crescere il valore della percentuale del consumo da energia rinnovabile rispetto ai consumi energetici lordi. I dati mostrano comunque una trasformazione rilevante nel consumo di energia nelle regioni italiane, con un orientamento sempre più marcato nei confronti dell’energia rinnovabile.








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