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L’Irregolarità del servizio elettrico nelle regioni italiane

 

E’ diminuita in media del 17,6% tra il 2004 ed il 2021

L’Istat calcola l’irregolarità del servizio elettrico nelle regioni italiane. La variabile è definita come numero medio per utente delle interruzioni accidentali lunghe (interruzioni senza preavviso e superiori ai 3 minuti) del servizio elettrico. I dati si riferiscono alle regioni italiane nel periodo tra il 2004 ed il 2021.

Andamento dell’irregolarità del servizio elettrico nelle regioni italiane nel 2021. I dati sull'irregolarità nell'erogazione del servizio elettrico nel 2021 in Italia rivelano notevoli disparità regionali che riflettono diversi gradi di affidabilità del servizio elettrico sul territorio nazionale.  Nelle regioni settentrionali, si mantiene su livelli contenuti: la Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste e il Trentino-Alto Adige/Südtirol mostrano i valori più bassi con 0,7 e 0,8 interruzioni per utente rispettivamente, segno di un'alta efficienza nella gestione del servizio elettrico. Altre regioni del nord come il Piemonte, la Liguria, la Lombardia, il Veneto, il Friuli-Venezia Giulia e l'Emilia-Romagna presentano valori leggermente superiori ma comunque sotto la soglia di 2 interruzioni per utente, indicando un servizio generalmente affidabile. Nel Centro Italia, si osserva un moderato aumento dell'irregolarità, con l'Umbria e le Marche che raggiungono valori intorno a 1,5 e 1,7, mentre il Lazio spicca con un valore di 2,2, il che suggerisce sfide maggiori nella gestione delle infrastrutture elettriche rispetto al nord. Al Sud e nelle isole, la situazione diventa più critica. La Campania, la Calabria, la Puglia e la Sicilia mostrano valori significativamente più elevati, con la Sicilia al vertice con 4,7 interruzioni per utente. Questi dati evidenziano non solo una minore affidabilità ma anche potenziali carenze infrastrutturali, gestionali o geografiche che complicano la fornitura di un servizio elettrico costante e affidabile. La Sardegna, con 3 interruzioni per utente, si allinea a questa tendenza, suggerendo che le isole possano affrontare sfide uniche nella distribuzione elettrica. L'analisi dimostra chiaramente come l'affidabilità del servizio elettrico in Italia vari notevolmente da regione a regione, con un trend di maggiore irregolarità man mano che ci si sposta dal nord verso il sud del Paese. Questo richiede un approccio differenziato nella pianificazione e nell'investimento in infrastrutture e tecnologie, con un focus particolare sulle regioni meridionali e insulari, per assicurare un miglioramento sostanziale nell'affidabilità del servizio elettrico per tutti gli utenti italiani.

Andamento dell’irregolarità nella fornitura dei servizi elettrici nelle regioni italiane tra il 2004 ed il 2021.  L'analisi dei dati relativi all'erogazione del servizio elettrico nelle regioni italiane tra il 2004 e il 2021 rivela tendenze significative e variazioni nella qualità del servizio su base regionale. Un aspetto saliente è l'ampio miglioramento nel Trentino-Alto Adige/Südtirol, che ha visto la maggiore riduzione delle interruzioni, con un calo del -2,0 in termini assoluti e del -71,4% in percentuale, passando da 2,8 interruzioni nel 2004 a 0,8 nel 2021. Questo risultato eccezionale riflette investimenti mirati in infrastrutture e manutenzione, oltre a pratiche di gestione efficienti. Anche altre regioni del Nord e del Centro Italia mostrano miglioramenti notevoli, con riduzioni significative delle interruzioni. La Liguria, il Veneto, il Friuli-Venezia Giulia e l'Emilia-Romagna hanno tutti registrato cali sostanziali, sia in termini assoluti che percentuali, indicando un innalzamento generale della qualità del servizio elettrico in queste aree. Al contrario, l'Abruzzo è l'unica regione dove non si è registrata alcuna variazione nella frequenza delle interruzioni, rimanendo stabile a 2,3 sia nel 2004 che nel 2021. Questo stallo potrebbe indicare una mancanza di investimenti sufficienti o sfide specifiche nella gestione del servizio elettrico nella regione. Particolarmente degno di nota è il caso della Puglia, che ha visto un aumento dell'1,4 in termini assoluti e del 58,3% in percentuale, portando il numero medio di interruzioni per utente da 2,4 a 3,8. Similmente, la Sicilia ha sperimentato un incremento di 1,1 in termini assoluti e del 30,6% in percentuale, suggerendo che queste regioni hanno affrontato sfide crescenti nell'assicurare un'erogazione stabile del servizio elettrico. Infine, è importante sottolineare il miglioramento in Sardegna, con una riduzione di -0,9 in termini assoluti e del -23,1% in percentuale, indicando progressi nella stabilità del servizio elettrico. Complessivamente, i dati riflettono un panorama misto nell'erogazione del servizio elettrico in Italia, con miglioramenti significativi in molte regioni che contrastano con situazioni di stallo o peggioramento in altre. Queste variazioni sottolineano l'importanza di strategie regionali mirate per affrontare le specifiche sfide del settore e garantire un servizio elettrico affidabile e di qualità su tutto il territorio nazionale.

Macro-regioni italiane tra il 2004 ed il 2021.  Si osserva una tendenza generale al miglioramento nelle regioni del Nord e del Centro, con una riduzione dell'irregolarità che varia dal -18,8% nel Nord-ovest al -47,6% nel Nord-est, indicando significativi progressi nella stabilità del servizio elettrico. Questo miglioramento è meno marcato nel Centro, con una diminuzione del -24,0%, ma comunque indicativo di un avanzamento. Al contrario, nel Mezzogiorno, Sud e soprattutto nelle Isole, si registra un incremento dell'irregolarità, con le Isole che mostrano il peggioramento più significativo (+13,5%). Questo suggerisce che, nonostante gli sforzi compiuti, esistono ancora disparità significative nella qualità del servizio elettrico tra le diverse regioni italiane. Mentre il Nord e il Centro hanno fatto passi da gigante nel ridurre le interruzioni e migliorare la qualità del servizio, il Mezzogiorno e le Isole sono rimasti indietro, evidenziando la necessità di ulteriori investimenti e interventi mirati per affrontare queste disparità regionali. A livello nazionale, la variazione percentuale di -16,0% riflette un miglioramento complessivo nella fornitura di servizi elettrici in Italia, ma la distribuzione non uniforme di questo progresso tra le regioni sottolinea l'importanza di continuare a indirizzare le risorse verso le aree più bisognose per garantire un servizio equo e affidabile su tutto il territorio nazionale.

Divario Nord-Sud. I dati presentati indicano l'esistenza di un divario significativo tra il Nord e il Sud dell'Italia riguardo l'irregolarità del servizio elettrico. Nel periodo considerato, tra il 2004 e il 2021, le regioni del Nord hanno mostrato una notevole riduzione dell'irregolarità, con diminuzioni percentuali che vanno dal -18,8% al -47,6%. Al contrario, nel Mezzogiorno, Sud e nelle Isole si registra un incremento dell'irregolarità, con variazioni positive che variano dal +3,0% al +13,5%.  Questi dati evidenziano un miglioramento complessivo nella qualità del servizio elettrico a livello nazionale, ma anche la persistenza di un divario tra il Nord, che ha visto miglioramenti significativi, e il Sud, dove in alcuni casi l'irregolarità è addirittura aumentata. Tale divario sottolinea la necessità di interventi mirati e di investimenti specifici nelle regioni meridionali e insulari per garantire una qualità del servizio elettrico omogenea su tutto il territorio nazionale.

Conclusioni. L’irregolarità nell’erogazione del servizio elettrico è diminuita tra il 2004 ed il 2021 in media del 17,6% nelle regioni italiane. Tuttavia, vi sono delle regioni nelle quali l’irregolarità del servizio elettrico è cresciuta tra il 2004 ed il 2021 ovvero Puglia con +59,3% e Sicilia con 30,6%. Nelle macro-regioni italiane il valore dell’irregolarità nel servizio elettrico è diminuita nel Nord e nel Centro mentre è incrementata nel Mezzogiorno con +5,9%, nel Sud con +3,0% e nelle Isole con +13,5%.  Per ridurre l'irregolarità del servizio elettrico e mitigare il divario regionale, in particolare tra il Nord e il Sud dell'Italia, è necessaria l'adozione di una serie coordinata di politiche economiche che mirino al miglioramento dell'infrastruttura esistente e alla promozione dell'innovazione tecnologica. Un elemento chiave è rappresentato dagli investimenti in infrastrutture, con un focus particolare sulla modernizzazione delle reti elettriche e sull'integrazione di fonti di energia rinnovabile, quali solare ed eolico, per ridurre la dipendenza da fonti centralizzate e migliorare la resilienza delle reti. Incentivi fiscali e sovvenzioni possono stimolare investimenti privati in questo settore, mentre regolamentazioni più stringenti e sistemi di monitoraggio efficaci possono assicurare che le compagnie elettriche rispettino gli standard di servizio. La decentralizzazione della produzione energetica, insieme allo sviluppo di reti intelligenti, può ulteriormente contribuire alla stabilità e all'efficienza del servizio elettrico.








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