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Il minimal state come partenza

L'approdo al minimal state è tipico della tradizione liberale-liberista e cioè classica perchè in questa analisi si parte dal dato di fatto che l'economia è compressa dal controllo dello Stato inteso in senso moderno.
In effetti l'analisi dei classici ( Smith, Ricardo, Mill e coloro i quali si richiamano ad essi compreso Voh HAyeck e SChumpeter), partiva da una realtà storica in cui lo Stato non consetiva alle imprese, alle banche, ai commercianti, agli imprenditori e alla loro microeconomia, di svilupparsi in modo autonomo.
Lo stato tendeva a comprimere l'economia di mercato nel tentativo di conservare lo status quo, rappresentato per lungo tempo dai proprietari terrieri, di miniere, e dalle compagnie di import-export pdi proprietà pubblica e dall'aristocrazia di rango oltre che dai funzionari/notabili dello Stato.
Partendo da questa situazione reale i sostenitori del liberalismo classico pensarono di liberare le forze attive dela società borghese, approdando al minimal state, chiedendo cioè allo Stato di ridurre la propria sovranità in materia economica.
Tuttavia il minimal state come approdo nella tradizione classica richiede allo Stato Moderno di impiegare le risorse derivanti dal pagamento delle imposte per la fornitura dei servizi essensiali, dell'istruzione, dell'amministrazione della giustizia, del controllo dell'effettiva presenza di libertà politiche, e del controllo del libero mercato contro il monopolio e l'oligolpolio, della ricerca e dello sviluppo dell'impresa nascente

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