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Gli Occupati in Europa

 

Sono aumentati di circa 4.092.500 unità tra il 2019-Q4 e il 2022-Q3

 

L’Eurostat calcola il numero degli occupati in valore assoluto. Il numero degli occupati è costituito da dipendenti e lavoratori autonomi, che sono impegnati in attività di produzione. L'occupazione copre i dipendenti e i lavoratori autonomi che lavorano per le unità di produzione residenti sul territorio economico. L'occupazione è misurata in numero di persone senza distinzione in base al lavoro a tempo pieno o part-time.

Ranking dei paesi per numero di occupati nel 2022-Q3. La Germania è al primo posto per numero di occupati nel 2022-Q3 con un valore pari a 45.564 mila unità, seguita dalla Francia con un valore pari a 29.743,00 mila unità e dall’Italia con un numero di occupati pari a 25.5606,70 mila unità. A metà classifica vi sono l’Ungheria con un valore di 4.800,41 mila unità, seguita dall’Austria con un valore pari a 4.676,32 mila unità e dalla Bulgaria con un valore paria 3.507,35 mila unità. Chiudono la classifica Cipro con un valore di 458,08 mila unità, seguita da Malta con un valore di 283,67 mila unità e dall’Islanda con un valore di 218,2 mila unità.

Ranking dei paesi per valore della variazione percentuale del numero degli occupati tra il 2019Q4 ed il 2022-Q3. Malta è al primo posto per valore della variazione percentuale del numero degli occupati tra il 2019Q4-2022-Q3 con un valore pari a 9,95% pari ad un ammontare di 25,68 mila unità, seguita dall’Irlanda con un valore di 8,35% pari a 196,53 mila unità e dall’Islanda con un valore di 8,23% pari ad un ammontare di 16,6 mila unità. A metà classifica vi sono l’Austria con un valore di 2,8% pari ad un ammontare di 127,44 mila unità, seguito dalla Polonia con un valore di 2,79% pari ad un ammontare di 457,2 mila unità e dalla Svezia con un valore di 2,73% pari ad un ammontare di 138,8 mila unità. Chiudono la classifica la Bulgaria con un valore di -0,52% pari ad un ammontare di -18,3 mila unità, seguita dalla Romania con un valore di -1,23% pari ad un ammontare di -107 mila unità, e dalla Lettonia con un valore pari a -2,33% pari ad un ammontare di -21,03 mila unità.

Clusterizzazione con algoritmo k-Means ottimizzato con il metodo di Elbow. Di seguito viene presentata una clusterizzazione con l’algoritmo k-Means ottimizzato con il metodo di Elbow. L’analisi mostra la presenza di 4 clusters ovvero:

  • ·         Cluster 1: Italia, Spagna, Francia, Polonia;
  • ·         Cluster 2: Svizzera, Svezia, Repubblica Ceca, Belgio, Portogallo, Grecia, Ungheria, Austria, Romania, Paesi Bassi;
  • ·         Cluster 3: Germania;
  • ·         Cluster 4: Bulgaria, Danimarca, Norvegia, Finlandia, Croazia, Islanda, Malta, Lituania, Cipro, Lussemburgo, Estonia, Slovenia, Lettonia.

Dal punto di vista della mediana risulta la presenza del seguente ordinamento dei clusters ovvero: C3=45564>C1=23053,6>C2=5125,76>C4=1276,465.

Network Analysis con la distanza di Manhattan. Di seguito viene realizzata una analisi attraverso l’utilizzo della network analysis ottimizzata mediante la distanza di Manhattan. Esistono tre strutture a network complesse ed una struttura a network semplificata. In modo particolare:

  • ·         L’Estonia ha una connessione con il Lussemburgo per un valore pari a 0,038 unità;
  • ·         Il Lussemburgo ha una connessione con l’Estonia per un valore pari a 0,038 unità e con Cipro per un valore di 0,0085 unità;
  • ·         Cipro ha una connessione con il Lussemburgo per un valore pari a 0,0085 unità e con Malta con un valore di 0,042 unità;
  • ·         Malta ha una connessione con Cipro per un valore di 0,042 unità e con l’Islanda per un valore di 0,016 unità;
  • ·         L’Islanda ha una connessione Malta per un valore pari a 0,016 unità.

Esiste inoltre una struttura complessa costituita come indicato di seguito ovvero:

  • ·         La Svizzera ha una connessione con il Portogallo per un valore di 0,037 unità, con il Belgio per un valore pari a 0,032 unità, con la Svezia per un valore pari a 0,012 unità;
  • ·         La Svezia ha una connessione con la Svizzera per un valore pari a 0,012 unità, con il Portogallo per un valore pari a 0,028 unità, con il Belgio per un valore di 0,023 unità;
  • ·         Il Belgio ha una connessione con la Svezia pari ad un valore di 0,023 unità, con la Svizzera per un valore di 0,01 unità e con il Portogallo per un valore pari a 0,01 unità;
  • ·         Il Portogallo ha una connessione con la Svizzera per un valore di 0,037 unità, con il Belgio pari ad un valore di 0,01 unità e con la Svezia per un valore di 0,028 unità.

Esiste una struttura a network complessa costituita dai seguenti paesi ovvero:

  • ·         La Grecia ha una connessione con l’Ungheria per un valore di 0,025 unità;
  • ·         L’Ungheria ha una connessione con la Grecia per un valore pari a 0,025 unità e con l’Austria per un valore di 0,041 unità;
  • ·         L’Austria ha una connessione con l’Ungheria per un valore di 0,041 unità.

Esiste una struttura a network semplificata come indicata di seguito ovvero:

  • ·         Norvegia ha una connessione con la Finlandia per un valore pari a 0,034 unità.

Conclusioni. Il numero dei lavoratori è cresciuto in quasi tutti i paesi europei nel periodo di osservazione. Tuttavia occorre considerare non solo il numero assoluto dei lavoratori quanto la produttività. In questo caso la produttività è stata calcolata come il rapporto tra il Pil prodotto dai lavoratori ed il numero di lavoratori per paese. In questo senso è possibile notare che la Svizzera è al primo posto per un valore pari a 77.946,42 euro, seguita dalla Lussemburgo con un valore di 69.959,93 euro e dalla Norvegia con 61.605,60 euro. Tale valore sta ad indicare effettivamente qual è il valore aggiunto che un ulteriore lavoratore apporta all’economia nel suo complesso. Per esempio l’ennesimo lavoratore in Italia genera un ammontare di 28.729,03 euro. Il fatto che il numero dei lavoratori è cresciuto in quasi tutti i paesi europei è un fatto positivo. Tuttavia vi sono troppe differenze tra i paesi europei in termini di produttività per lavoratore e vi sono dei paesi dove occorre aggiungere moltissimi lavoratori per avere degli impatti rilevanti nel sistema economico. Ne deriva che molti paesi europei, come per esempio l’Italia, sono ampiamenti inefficienti nella gestione del capitale umano e sono ingabbiati in una struttura dei redditi bassi manifestando la presenza di una vera questione salariale.

 

 


 








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