Passa ai contenuti principali

Il Finanziamento delle Associazioni nelle Regioni Italiane

 

Tra il 2005 ed il 2022 è diminuito in media del 29,97%

 

L’Istat calcola il valore del finanziamento delle associazioni. La variabile è calcolata come le persone di 14 anni e più che negli ultimi 12 mesi hanno finanziato associazioni sul totale delle persone di 14 anni e più. I dati fanno riferimento alle regioni italiane tra il 2005 ed il 2022.

Ranking delle regioni italiane per valore del finanziamento delle associazioni nel 2022. Il Trentino Alto Adige è al primo posto per valore del finanziamento delle associazioni nel 2022 con un ammontare pari a 23,4 unità, seguito dalla Lombardia con un ammontare di 17,1 unità e dal Friuli Venezia Giulia con un valore di 16,3 unità. A metà classifica vi sono il Piemonte con un ammontare di 14,1 unità, seguito dal Lazio con un valore di 13,3 unità e dalla Liguria con un valore di 13,1 unità. Chiudono la classifica la Calabria con un valore di 6,8 unità, seguita dalla Puglia con u n valore di  5,9 unità e dalla Sicilia con un valore di 5 unità.

Ranking delle regioni italiane per variazione percentuale del finanziamento delle associazioni tra il 2005 ed il 2022. La Campania è al primo posto per valore della variazione percentuale del finanziamento delle associazioni tra il 2005 ed il 2022 con un valore pari a -3,33% corrispondente ad una variazione da un ammontare di 9,1 unità fino a 8,8 unità. Segue il Lazio con una variazione pari ad un ammontare di -8,9 unità corrispondente ad una variazione da un ammontare di 14,6 unità fino ad un valore di 13,3 unità. Al terzo posto vi è la Basilicata con una variazione percentuale pari a -13,14% corrispondente ad una variazione da un ammontare di 13,7 unità fino ad un valore di 11,9 unità. A metà classifica vi sono le Marche con una variazione percentuale pari a -25,00% corrispondente ad una variazione da un ammontare di 19,6 unità fino ad un valore di 14,7 unità. Segue la Sicilia con un valore di -25,37% corrispondente ad una variazione da un ammontare di 6,7 unità fino a 5 unità. All’undicesimo posto vi sono la Lombardia con una variazione pari a -31,6% corrispondente ad una riduzione da 25 fino a 17,1 unità tra il 2005 ed il 2022. Chiudono la classifica la Calabria con una variazione percentuale di -40,87% corrispondente ad una variazione da un ammontare di 11,5 unità fino a 6,8 unità ovvero pari a -4,7 unità. Segue la Puglia con una variazione percentuale pari a -42,72% corrispondente ad una variazione da un ammontare di 10,3 unità fino ad un valore di 5,9 unità tra il 2005 ed il 2022. Segue l’Emilia Romagna con una variazione percentuale pari a -42,75% corrispondente ad una variazione da un ammontare di 26,2 nel 2005 fino a 15 unità del 2022. In media tra il 2005 ed il 2022 la variazione percentuale del finanziamento delle associazioni nelle regioni italiane è diminuito da 18,42 unità fino a 12,90 unità corrispondente a -29,97%.

Variazione percentuale del finanziamento delle associazioni nelle macro-regioni italiane tra il 2005 ed il 2022. Il finanziamento delle associazioni è diminuito in tutte le macro-regioni italiane tra il 2005 ed il 2022. In modo particolare il finanziamento delle associazioni è diminuito nel Nord con un valore di -32,49%, nel Nord-Ovest con -28,05%, Nord-Est con un valore di -38,08%, Centro Italia con -25,25%, Mezzogiorno con -25,96%, Sud con -23,36%, Isole con -31,63%. Tuttavia, nonostante la riduzione complessiva del finanziamento delle associazioni nelle macro-regioni italiane vi sono comunque delle differenze significative tra regioni meridionali e regioni settentrionali. Infatti il valore del finanziamento delle associazioni nel Sud Italia è inferiore del 42,3% rispetto al Centro Italia, del 49,1% rispetto al Nord-Est, del 48,4% rispetto al Nord-Ovest, del 48,8% rispetto al Nord.

Clusterizzazione con algoritmo k-Means ottimizzato con il coefficiente di Silhouette. Di seguito applichiamo l’algoritmo di clusterizzazione k-Means ottimizzato con il coefficiente di Silhouette. I dati mostrano la presenza di tre clusters ovvero:

  • ·       Cluster 1: Puglia, Calabria, Campania, Molise, Sicilia, Abruzzo, Lazio, Basilicata;
  • ·       Cluster 2: Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta, Toscana, Emilia Romagna, Piemonte, Sardegna, Marche, Umbria, Liguria;
  • ·       Cluster 3: Trentino Alto Adige.

Se consideriamo il valore della media dei clusters è possibile individuare il seguente ordinamento dei clusters ovvero: Cluster 3>Cluster 2> Cluster 1. Notiamo che il cluster 3 è costituito da un’unica regione ovvero il Trentino Alto Adige. Segue il Cluster 2 costituito dalle regioni del Centro Nord con l’unica eccezione della Sardegna. All’ultimo posto il Cluster 1 composto da regioni meridionali con l’eccezione del Lazio. Pertanto risulta una significativa distinzioni tra le regioni del Centro Nord che hanno dei livelli medio-alti di finanziamento delle associazioni rispetto alle regioni del Sud Italia che hanno dei livelli medio-bassi di finanziamento delle associazioni.

Conclusioni. Il valore del finanziamento delle associazioni è diminuito in tutte le regioni e macro-regioni italiane. Tuttavia seppur nella generale diminuzione del finanziamento delle associazioni, si verifica una distinzione tra regioni del Centro-Nord Italia con valori elevati della variabili osservata e regioni del Sud Italia con valori ridotti. La riduzione del valore del finanziamento delle associazioni manifesta un cambiamento del carattere degli italiani. Infatti generalmente gli italiani sono sempre stati considerati come un popolo generoso e solidale. La riduzione del finanziamento delle associazioni mostra una erosione del capitale sociale che è avvenuta soprattutto nelle regioni del Centro Nord Italia.








 

Commenti

Post popolari in questo blog

La Lombardia resta in testa: oltre il 30% di giudizi positivi per gran parte del decennio

  ·          La Sardegna mostra costante ottimismo, raggiungendo picchi elevati e superando spesso molte regioni italiane. ·          La Lombardia mantiene stabilmente livelli alti di fiducia, mostrando resilienza anche nelle fasi più critiche. ·          Nel 2021 quasi tutte le regioni registrano un forte rialzo, riflettendo speranze di ripresa post-pandemica.     L’andamento dei dati relativi al giudizio positivo sulle prospettive future, osservato nelle regioni italiane dal 2012 al 2023, permette di delineare un quadro articolato e ricco di sfumature, nel quale emergono differenze territoriali, cicli economici, dinamiche sociali e percezioni che variano sensibilmente nel tempo. Pur oscillando di anno in anno, questi valori rappresentano un indicatore significativo dello stato d’animo collettivo, della fiducia nel futuro e, in misura indirett...

Oltre i vincoli esterni: i veri ostacoli dell’industria italiana

  ·          Molte imprese italiane attribuiscono problemi a fattori esterni, ignorando limiti culturali interni che frenano crescita. ·          Confondere ruoli tra stampa, istituzioni e magistratura porta strategie difensive inefficaci e scarsa priorità operativa. ·          L’internazionalizzazione richiede partnership locali strategiche, non controllo totale, per competere nei mercati globali complessi.          Separare proprietà e management è essenziale per migliorare efficienza, governance e competitività delle imprese italiane.   Il dibattito sulle difficoltà del sistema industriale italiano tende spesso a concentrarsi su fattori esterni: la pressione fiscale, la burocrazia, la rigidità normativa, la lentezza della giustizia. Sono elementi reali e rilevanti, che incidono concretamente sulla vita delle imprese. Tuttavi...

Nord e Sud a confronto: differenze territoriali nei tassi di adeguata alimentazione

  ·          Le regioni del Nord mantengono livelli elevati, ma mostrano cali significativi negli ultimi anni. ·          Il Mezzogiorno registra valori più bassi, con Calabria e Abruzzo in miglioramento, Basilicata in forte calo. ·          Crisi economiche , pandemia e stili di vita hanno inciso profondamente sull’ adeguata alimentazione degli italiani.   L’analisi dei dati relativi all’adeguata alimentazione in Italia nel periodo compreso tra il 2005 e il 2023, misurata attraverso i tassi standardizzati per 100 persone, restituisce un quadro piuttosto articolato, con forti differenze territoriali, variazioni cicliche e trend di lungo periodo che denotano dinamiche sociali, economiche e culturali. Nel Nord e nel Centro i livelli sono generalmente più elevati rispetto al Mezzogiorno, ma anche qui emergono oscillazioni notevoli. In alcune regi...