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La collaborazione in R&S tra università e industria nel Global Innovation Index

La variabile "Collaborazione in R&S tra università e industria" nel contesto del Global Innovation Index misura il livello di cooperazione tra istituti accademici e imprese nel campo della ricerca e sviluppo (R&S). Questo indicatore è fondamentale per valutare la capacità di un paese di trasformare conoscenze accademiche in applicazioni pratiche, prodotti innovativi e soluzioni tecnologiche che favoriscono la crescita economica e la competitività globale. Una forte collaborazione tra università e industria contribuisce a colmare il divario tra ricerca teorica e applicazione pratica, favorendo il trasferimento tecnologico e la creazione di brevetti. Le università apportano competenze scientifiche avanzate e laboratori di ricerca, mentre le imprese offrono risorse finanziarie, esperienza di mercato e capacità di commercializzazione. Insieme, queste sinergie promuovono lo sviluppo di tecnologie avanzate e prodotti innovativi. Il livello di collaborazione varia notevolmente tra i paesi, riflettendo fattori come il sostegno governativo, la disponibilità di finanziamenti per la R&S, e la cultura dell'innovazione. Un'elevata cooperazione in R&S è spesso associata a un ecosistema di innovazione più solido, una maggiore produttività e un aumento della competitività internazionale. Questo indicatore fornisce, dunque, una misura chiave del potenziale innovativo e della capacità di un paese di sostenere la crescita economica basata sulla conoscenza. I dati fanno riferimento al periodo tra il 2013 ed il 2022.

La collaborazione in R&S tra università e industria nel 2022.  I dati relativi alla collaborazione in R&S tra università e industria nel Global Innovation Index 2022 mostrano notevoli differenze tra i paesi, evidenziando diversi livelli di integrazione tra la ricerca accademica e l'innovazione industriale. Gli Stati Uniti guidano la classifica con un punteggio di 79,6, dimostrando un ecosistema solido in cui università e industrie collaborano efficacemente per promuovere progressi tecnologici e crescita economica. Questo risultato è sostenuto da solide partnership pubblico-private, istituzioni di ricerca ben finanziate e una cultura dell'innovazione che facilita il trasferimento di conoscenze. La Svizzera e Israele, entrambe con un punteggio di 77,6, rappresentano esempi di sistemi altamente sviluppati di collaborazione. Il punteggio della Svizzera riflette il suo focus sulla ricerca applicata, mentre quello di Israele sottolinea la vivacità del suo ecosistema di startup e i forti legami tra mondo accademico e industria nei settori high-tech. La Cina, pari ai Paesi Bassi con un punteggio di 70,1, mostra progressi significativi, in particolare nelle scienze applicate e nella tecnologia. I suoi ingenti investimenti in R&S e le politiche che promuovono partnership tra università e aziende hanno rafforzato la sua posizione nel panorama dell'innovazione globale. Molti paesi europei, come l'Irlanda (69,3) e il Belgio (68,8), evidenziano un'ottima performance grazie a un forte supporto governativo e a industrie orientate all'innovazione. Anche Singapore, con lo stesso punteggio del Belgio, si distingue per le sue infrastrutture di ricerca avanzate e le politiche che incentivano la collaborazione tra il settore accademico e quello industriale. Paesi come l'Italia (58,2) e il Vietnam (58,2) mostrano livelli di collaborazione moderati, evidenziando il potenziale di miglioramento. In Italia, la collaborazione potrebbe essere rafforzata attraverso una maggiore integrazione tra ricerca universitaria e necessità del mercato, mentre il Vietnam sta iniziando a costruire un ecosistema di innovazione in espansione, ma deve ancora superare sfide strutturali. Le economie meno sviluppate, come l'Angola (18,7) e lo Yemen (20,7), si collocano in fondo alla classifica, riflettendo una debole connessione tra università e industria, spesso dovuta a infrastrutture inadeguate, mancanza di finanziamenti per la ricerca e instabilità politica. Anche paesi con economie di medie dimensioni, come l'Iran (27,7) e il Paraguay (26,8), mostrano punteggi bassi, sottolineando la necessità di strategie più efficaci per promuovere il trasferimento tecnologico e il coordinamento tra ricerca accademica e industria.

La collaborazione in R&S tra università e industria tra il 2013 ed il 2022. I dati relativi alla variabile "Collaborazione in R&S tra università e industria" nel contesto del Global Innovation Index tra il 2013 e il 2022 mostrano dinamiche diversificate tra i paesi, riflettendo le diverse politiche, strutture economiche e investimenti nella ricerca e innovazione. Le performance migliori si osservano in paesi come l'Algeria (+161,27%), l'Albania (+137,09%) e la Guinea (+97,89%), che hanno registrato significativi progressi in termini assoluti e percentuali. Questi miglioramenti potrebbero essere attribuiti a iniziative governative per promuovere l'innovazione, aumentare i finanziamenti alla ricerca e incoraggiare la collaborazione tra accademia e industria, in particolare in economie in via di sviluppo che stanno cercando di colmare il divario con i paesi più avanzati. Anche paesi come il Vietnam (+56,03%) e l'Azerbaijan (+47,65%) mostrano forti incrementi, segnalando strategie efficaci nel rafforzare le connessioni tra istituzioni accademiche e settori produttivi. Questi miglioramenti possono derivare da politiche volte a diversificare l'economia e ad attirare investimenti esteri focalizzati sull'innovazione. D'altro canto, alcune economie tradizionalmente forti in innovazione hanno mostrato una stagnazione o un leggero miglioramento. L'Italia, ad esempio, ha registrato un aumento del 32,57%, un risultato positivo ma inferiore rispetto a molte economie emergenti. Altri paesi sviluppati come la Cina (+24,73%) e gli Stati Uniti (+3,11%) hanno registrato incrementi meno pronunciati, forse a causa di una saturazione del mercato della collaborazione accademica-industriale o di una già elevata base di partenza. Sul versante negativo, molti paesi hanno registrato cali significativi. Tra i peggiori performer troviamo Bosnia ed Erzegovina (-39,75%), Nigeria (-37,32%) e Nicaragua (-37,25%). Questi dati evidenziano una riduzione dell'interazione tra il mondo accademico e l'industria, probabilmente causata da instabilità politica, mancanza di finanziamenti per la ricerca o debolezza strutturale dei settori produttivi. Anche paesi come il Regno Unito (-22,47%) e il Brasile (-21,86%) hanno registrato cali significativi, indicando che persino economie relativamente sviluppate possono subire battute d'arresto nel rafforzare queste collaborazioni. Alcune economie avanzate, come la Germania (-8,33%) e il Giappone (-11,92%), mostrano una riduzione nella collaborazione accademica-industriale, che potrebbe riflettere cambiamenti nelle priorità economiche o una minore enfasi sulle partnership tradizionali rispetto all'innovazione guidata da aziende private.

Conclusioni. Il valore della variabile analizzata è diminuito in media del -1,04% passando da un ammontare di 46,63 fino ad un valore di 46,15 unità.  I paesi top performers sono: Algeria con +161,27%, Albania con +137,09%, Guinea con +97,89%, Georgia con +80,95%, Costa d’Avorio con +68,86%. I paesi worse performers sono: Iran con -29,87%, Panama con -30,95%, Nicaragua con -37,25%, Nigeria con -37,32%, Bosnia con -39,75%.



 

Performance

Countries

2013

2022

Var Ass

Var Per

Best Performance

Algeria

14,2

37,1

22,9

161,27

Albania

21,3

50,5

29,2

137,09

Guinea

23,7

46,9

23,2

97,89

Georgia

25,2

45,6

20,4

80,95

Cote d'Ivoire

22,8

38,5

15,7

68,86

Worse Performance

Iran, Islamic Rep.

39,5

27,7

-11,8

-29,87

Panama

51,7

35,7

-16

-30,95

Nicaragua

35,7

22,4

-13,3

-37,25

Nigeria

41,8

26,2

-15,6

-37,32

Bosnia and Herzegovina

48,3

29,1

-19,2

-39,75


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