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La Partecipazione alla Formazione Continua nelle Regioni Italiane

 

Tra il 2018 ed il 2022 è cresciuta in media del 22,16%

 

L’Istat calcola il valore della partecipazione alla formazione continua nelle regioni italiane. Il valore della partecipazione alla formazione continua è definita come la percentuale di persone di 25-64 anni che hanno partecipato ad attività di istruzione e formazione nelle 4 settimane precedenti l’intervista sul totale delle persone di 25-64 anni. I dati fanno riferimento al periodo 2018-2022.

Ranking delle regioni italiane per valore della partecipazione alla formazione continua nel 2022. Il Trentino-Alto Adige è al primo posto per la partecipazione alla formazione continua nel 2022 con un valore pari a 14,30 unità, seguito dalla Sardegna con un valore di 12,20 unità e dall’Emila Romagna con un ammontare pari a 11,90 unità. A metà classifica vi sono l’Abruzzo con un ammontare di 10,60 unità, seguito dalla Valle d’Aosta con un ammontare di 10,20 unità, dal Veneto con un valore di 10,10 unità. Chiudono la classifica la Campania e la Puglia con un valore di 7,20 unità fino ad un valore di 6,30 unità.

Ranking delle regioni italiane per valore della variazione percentuale della partecipazione alla formazione continua tra il 2018 ed il 2022.  La Calabria è al primo posto per la variazione percentuale della partecipazione alla formazione continua tra il 2018 ed il 2022 con un valore pari a 60,38% pari ad una crescita da un ammontare di 5,30 unità fino ad un valore di 8,50 unità ovvero pari ad un valore di 3,20 unità. Al secondo posto vi è l’Abruzzo con un valore di 55,88% pari ad una crescita da un ammontare di 6,80 unità fino ad un valore di 10,60 unità ovvero pari ad un ammontare di 3,80 unità. Al terzo posto vi è il Lazio con un valore pari a 43,90% pari ad una variazione da un ammontare di 8,20 unità fino ad un valore di 11,80 unità ovvero pari ad una variazione di 3,60 unità.

A metà classifica vi è la Campania con una variazione pari ad un ammontare di 26,32% pari ad una variazione da un ammontare di 5,70 unità fino ad un valore di 7,20 unità ovvero pari ad un ammontare di 1,50 unità. In seguito vi è la Liguria con un valore pari a 25,27% passando da un ammontare di 9,10 unità fino ad un valore di 11,40 unità ovvero pari ad un valore di 2,30 unità. Segue infine la Sicilia con un ammontare di 21,15% con una variazione da 5,20 unità fino ad un valore di 6,30% ovvero pari ad un ammontare di 1,10 unità.

Chiudono la classifica il Friuli Venezia Giulia con una variazione pari ad un ammontare di 4,42% ovvero una variazione da un ammontare di 11,30 unità fino ad un valore di 11,80 unità ovvero pari ad un valore di 0,50 unità. Segue la Lombardia con un valore di 3,30 unità pari ad una variazione da 9,10 unità fino ad un valore di 9,40 unità ovvero una variazione pari ad un ammontare di 0,30 unità. Chiudono la classifica il Veneto con un valore pari a 3,06% pari ad una variazione da un ammontare di 9,80 unità fino ad un valore di 10,10 unità.

In media il valore della partecipazione alla formazione continua nelle regioni italiane cresce da un ammontare di 8,31 unità fino ad un valore di 10,15 unità ovvero pari ad un ammontare di 1,84 unità pari ad un valore di 22,16%.

 

La partecipazione alla formazione continua nelle macro-regioni italiane nel 2018 ed il 2022. La partecipazione alla formazione continua nel Nord Italia è cresciuta da un ammontare di 9,6 unità fino ad un valore di 10,3 unità ovvero una variazione pari ad un ammontare di 0,70 unità pari ad un valore di 7,29%. La partecipazione alla formazione continua nel Nord-Ovest è cresciuto da un ammontare di 8,9 unità fino ad un valore di 9,6 unità ovvero una variazione pari a 0,70 unità pari ad un valore di 7,87%. La partecipazione alla formazione continua nel Nord-Est è cresciuta da un ammontare di 10,5 unità fino ad un valore di 11,3 unità ovvero pari ad una variazione di 0,80 unità pari ad un valore di 7,62%. La partecipazione alla formazione continua nel Centro Italia è cresciuta da un ammontare di 8,8 unità fino ad un valore di 11,2 unità ovvero pari ad una variazione di 2,40 unità pari ad un ammontare di 27,27%.  La partecipazione alla formazione continua nel Mezzogiorno è cresciuta da un ammontare di 5,9 unità fino ad un valore di 7,8 unità pari ad un ammontare di 1,90 unità pari ad un valore di 32,20%. La partecipazione alla formazione continua nel Sud Italia è cresciuta da un ammontare di 5,8 unità fino ad un valore di 7,8 unità ovvero una variazione pari ad un ammontare di 2,00 unità pari ad un valore di 34,48%. La partecipazione alla formazione continua nelle Isole è cresciuta da un ammontare di 6 unità fino ad un valore di 7,8 unità pari ad una variazione di 1,80 unità pari ad un ammontare di 30,00%.

Clusterizzazione con algoritmo k-Means ottimizzato con il coefficiente di Silhouette. Di seguito viene presentata una clusterizzazione con algoritmo k-Means ottimizzato con il coefficiente di Silhouette con l’individuazione di due clusters ovvero:

  • ·       Cluster 1: Calabria, Puglia, Campania, Sicilia, Abruzzo, Basilicata, Marche, Molise;
  • ·    Cluster 2: Umbria, Toscana, Liguria, Trentino-Alto Adige, Veneto, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Sardegna, Valle d’Aosta, Lazio, Piemonte.

Dal punto di vista dell’ordinamento dei clusters è possibile verificare la dominanza del cluster 2 rispetto al valore del cluster 1. Ovvero si verifica il seguente ordinamento C2>C1. Ne deriva pertanto una netta contrapposizione tra le regioni del meridione e le regioni del Centro-Nord. Possiamo notare che l’unica regione meridionale appartenente al leading cluster ovvero il C2 è la Sardegna.

Conclusioni. Il valore della partecipazione alla formazione continua nelle regioni italiane è cresciuto in media di un ammontare di circa il 22,16%. Tuttavia, esiste ancora un significativo divario tra le regioni del Sud Italia e le regioni del Centro-Nord Italia. Infatti il valore della partecipazione alla formazione continua nel Sud Italia nel 2022 è inferiore del 24% rispetto al Nord ed inferiore del 30,3% rispetto al Centro Italia. La popolazione italiana vivente nelle regioni del Sud Italia risulta pertanto essere meno attiva rispetto alla popolazione del Centro-Nord nel senso della partecipazione alla formazione continua. Il più basso valore alla partecipazione alla formazione continua nel Sud Italia rispetto al valore del Centro Nord crea un divario in termini di capitale umano che impedisce alle regioni meridionali di avere un ruolo prominente nell’attuale sistema economico orientato alla conoscenza e che potrebbe avere anche un effetto deleterio per lo sviluppo della cittadinanza attiva e della cultura della legalità istituzionale.








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