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Percezione di Insicurezza dell’Occupazione nelle Regioni Italiane

 

Tra il 2018 ed il 2022 è diminuita in media del 17,17%

 

L’Istat calcola il valore della percezione di insicurezza dell’occupazione nelle regioni italiane. La variabile è definita come la percentuale di occupati che nei successivi 6 mesi ritengono sia probabile perdere il lavoro attuale e sia poco o per nulla probabile trovarne un altro simile sul totale degli occupati. I dati fanno riferimento al periodo 2018-2022 per le regioni italiane.

Ranking delle regioni italiane per valore della percezione di insicurezza dell’occupazione nel 2022. La Basilicata è al primo posto per valore della percezione di insicurezza dell’occupazione con un valore pari a 8,9 unità, seguita dalla Sardegna con un valore di 7,8, e dalla Sicilia con un valore di 7,5 unità. A metà classifica vi sono la Toscana e l’Umbria con un valore pari a 5 unità seguiti dall’Emilia Romagna e del Molise con un valore pari a 4,8 unità.  Chiudono la classifica la Lombardia con un valore pari a 3,7 unità, seguita dal Piemonte e dal Trentino Alto Adige con un valore pari a 3,6 unità.

Ranking delle regioni italiane per valore della variazione percentuale dell’insicurezza dell’occupazione tra il 2018 ed il 2022. La Sicilia è al primo posto con un valore delle variazione percentuale dell’insicurezza dell’occupazione tra il 2018 ed il 2022 pari ad un ammontare di 0,00. Segue la Basilicata dove la variazione percentuale del valore della variazione percentuale dell’insicurezza dell’occupazione tra il 2018 ed il 2022 è diminuita di -4,30% passando da un ammontare di 9,30 unità fino ad un valore di 8,90 unità. Segue il Trentino Alto Adige con una variazione pari a -5,26% corrispondente ad una variazione da un ammontare di 3,80 unità fino ad un valore di 3,60 unità pari ad una variazione di -0,20 unità.  A metà classifica vi è la Valle d’Aosta con una variazione pari ad un ammontare di -14,81% corrispondente ad una variazione da un ammontare di 5,40 unità fino ad un valore di 4,60 unità ovvero corrispondente ad un ammontare di -0,80 unità. Segue l’Abruzzo con una variazione percentuale pari a -16,44% ovvero da 7,30 unità nel 2018 fino ad un valore di 6,10 unità nel 2022 corrispondente ad una variazione di -1,20 unità. Segue la Puglia con una variazione pari ad un ammontare di -17,57% corrispondente ad una variazione da 7,40 unità fino ad un valore di 6,10 unità ovvero pari ad una variazione di -1,30. Chiude la classifica il Piemonte con una variazione pari a -29,41% corrispondente ad una variazione da un ammontare di 5,10 unità fino ad un valore di 3,60 unità ovvero pari ad un ammontare di -1,50 unità. Segue la Liguria con una variazione pari ad un ammontare di -32,31% con una riduzione da 6,50 unità nel 2018 fino a 4,40 unità nel 2022. Infine il Friuli Venezia Giulia con una variazione pari ad un ammontare di -39,39% corrispondente ad una variazione da un ammontare di 6,60 unità fino a 4,00 unità. Complessivamente tra il 2018 ed il 2022 la percezione dell’insicurezza dell’occupazione è diminuita nelle regioni italiane in media passando da un valore di 6,44 unità fino a 5,33 unità ovvero pari ad una variazione di -1,11 unità corrispondente a -17,17%.

Percezione dell’insicurezza dell’occupazione nelle macro-regioni italiane tra il 2018 ed il 2022. Il valore della percezione dell’insicurezza dell’occupazione nel Nord Italia è diminuito da un ammontare di 5,10 unità fino ad un valore di 3,90 unità ovvero pari ad una variazione di -23,53% corrispondente ad una variazione di -1,20 unità. Il valore della percezione dell’insicurezza dell’occupazione nel Nord Ovest è diminuito da 4,90 unità nel 2018 fino ad un valore di 3,70 unità nel 2022 ovvero pari ad una variazione di -1,20 unità corrispondente ad una variazione di -24,49%. Il valore della percezione dell’insicurezza dell’occupazione nel Nord-Est è diminuito tra il 2018 ed il 2022 da un ammontare di 5,30 unità fino ad un valore di 4,20 unità ovvero pari ad un ammontare di -1,10 unità corrispondente ad una variazione di -20,75%. Il valore della percezione dell’insicurezza dell’occupazione nel Centro Italia è diminuito da un ammontare di 5,50 unità fino ad un valore di 4,70 unità tra il 2018 ed il 2022  da corrispondente ad una variazione di -0,80 unità pari ad un ammontare di -14,55%. Il valore della percezione dell’insicurezza dell’occupazione nel Mezzogiorno è diminuito da un ammontare di 7,80 unità nel 2018 fino ad un valore di 6,80 unità nel 2022 ovvero corrispondente ad una variazione di un ammontare di -1,00 unità pari ad un ammontare di -12,82%. Il valore della percezione dell’insicurezza dell’occupazione nel Sud Italia è diminuita da un ammontare di 7,70 unità nel 2018 fino ad un valore di 6,50 unità nel 2022 ovvero corrispondente ad una riduzione da un ammontare di -1,20 unità pari ad un ammontare di -15,58%. Il valore della percezione dell’insicurezza dell’occupazione nelle Isole è diminuito da un ammontare di 7,90 unità fino ad un valore di 7,60 unità nel 2022 corrispondente ad una variazione di -0,30 unità pari ad un valore di -3,80%.

Clusterizzazione con algoritmo k-Means ottimizzato con il coefficiente di Silhouette. Di seguito presentiamo una clusterizzazione con algoritmo k-Means ottimizzato con il coefficiente di Silhouette. Vengono quindi individuati due diversi clusters ovvero:

  • ·       Cluster 1: Sicilia, Sardegna, Campania, Calabria, Basilicata, Puglia, Abruzzo, Marche;
  • ·       Cluster 2: Lazio, Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Veneto, Molise, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Trentino Alto Adige, Umbria, Emilia Romagna, Liguria.

L’analisi mostra la presenza di un ordinamento tra i clusters come indicato di seguito ovvero: C1>C2. Ne deriva pertanto che la percezione di insicurezza dell’occupazione nelle regioni meridionali tende ad essere superiore rispetto al corrispondente valore delle regioni settentrionali. Il Molise è l’unica regione meridionale che partecipa del Cluster 2, ovvero il cluster delle regioni settentrionali. Al contrario, le Marche sono l’unica regione non meridionale a partecipare del Cluster 1 ovvero del cluster delle regioni meridionali.

Conclusioni. In sintesi dall’analisi dei dati possiamo notare le seguenti proposizioni:

  • ·       La percezione di insicurezza dell’occupazione è diminuita in tutte le regioni italiane tra il 2018 ed il 2022 con l’unica eccezione della Sicilia dove tale valore è rimasto invariato;
  • ·       La percezione di insicurezza dell’occupazione tra il 2018 ed il 2022 è diminuita nel Nord per un ammontare di -23,53%, nel Sud per un ammontare di -15,58% e nel Centro per un valore di 14,55%;
  • ·       Le regioni centro-settentrionali presentano un valore della percezione dell’insicurezza dell’occupazione assai inferiore rispetto alle regioni meridionali.

Tuttavia, considerando che nel 2022 il numero degli occupati è stato pari a 23.250.000, poiché il numero degli occupati che percepiscono insicurezza nell’occupazione è pari a 5,33% ne deriva che circa 1.239.225 occupati in Italia temono per il proprio futuro lavorativo. Un valore che non dovrebbe essere trascurato dalle politiche economiche. Occorre offrire ai lavoratori, anche quando sono flessibili, anche quando sono precari, dei percorsi di formazione e lavoro, possano consentire loro di allungare le loro aspettative relative all’occupazione riducendo l’insicurezza percepita circa la stabilità dell’occupazione.








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