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Settore chimico italiano: un decennio di produttività tra espansione, crisi e recupero

 

L’analisi degli indicatori di produttività del capitale per il settore della fabbricazione di prodotti chimici in Italia nel periodo 2014-2021 mostra un andamento caratterizzato da significative fluttuazioni. Questo comparto industriale, essenziale per una vasta gamma di attività economiche, comprende la produzione di prodotti chimici di base, prodotti farmaceutici, cosmetici, materie plastiche e altri prodotti industriali. Essendo strettamente legato all’industria manifatturiera, all’agricoltura, alla sanità e ai settori energetici, la produttività del capitale in questo settore è influenzata da molteplici variabili globali e locali.

Durante il periodo considerato, si osservano sia momenti di crescita positiva che periodi di forte contrazione. L’alternanza di questi cicli di espansione e declino rende difficile individuare un trend di crescita stabile e suggerisce la presenza di problematiche strutturali, nonché la forte dipendenza del settore da fattori esterni come la domanda globale, i prezzi delle materie prime e le normative ambientali.

Nel 2014, la produttività del capitale nel settore della fabbricazione di prodotti chimici si attesta su un valore negativo pari a -0,10%. Questo dato è indicativo di un momento di difficoltà per il settore, probabilmente dovuto a un calo della domanda o a inefficienze produttive. Tuttavia, è interessante notare che la variazione assoluta rispetto all’anno successivo è estremamente positiva, pari a 7,3. Questa improvvisa crescita segnala un cambio di direzione nel 2015, con un incremento significativo della produttività.

Il 2015 rappresenta infatti un anno di forte espansione, con un tasso di produttività pari al 7,2%. Questo miglioramento è probabilmente attribuibile a un aumento della domanda di prodotti chimici, in particolare quelli legati al settore farmaceutico e agricolo. Inoltre, è possibile che siano stati realizzati investimenti significativi nel miglioramento delle infrastrutture produttive o nell’innovazione tecnologica. Tuttavia, la variazione percentuale di -7300% suggerisce che l'incremento sia stato ottenuto partendo da un livello molto basso nel 2014, rendendo la crescita più apparente che sostanziale.

L’anno 2016 mostra un lieve rallentamento con un tasso di produttività pari al 2,6%. La variazione assoluta negativa di -4,6 indica una riduzione rispetto all’anno precedente, mentre la variazione percentuale di -63,89% evidenzia un calo significativo. Questo risultato suggerisce che, sebbene la produttività sia rimasta positiva, il settore non sia riuscito a mantenere un ritmo di crescita costante.

Nel 2017, il settore mostra una nuova fase di espansione con un tasso di produttività pari al 7,9%. Questo dato è accompagnato da una variazione assoluta positiva di 5,3, evidenziando un netto miglioramento rispetto all’anno precedente. La ripresa osservata può essere attribuita a una maggiore domanda per i prodotti chimici, specialmente quelli legati ai settori manifatturiero e farmaceutico. Tuttavia, l’andamento altalenante degli anni precedenti suggerisce che questo incremento potrebbe essere il risultato di un rimbalzo tecnico piuttosto che di una crescita strutturale.

L’anno 2018 registra un rallentamento della crescita, con un tasso di produttività del 4,5%. Sebbene positivo, questo dato rappresenta un calo rispetto all’anno precedente. La variazione assoluta negativa di -3,4 e la variazione percentuale di -43,04% indicano una diminuzione significativa della produttività. È possibile che questo rallentamento sia legato a un calo della domanda internazionale o a difficoltà produttive dovute a problematiche ambientali o normative.

Nel 2019, il settore mostra ulteriori segnali di debolezza con un tasso di produttività negativo pari a -1,5%. La variazione assoluta negativa di -6 evidenzia un peggioramento significativo rispetto all’anno precedente. La variazione percentuale di -133,33% indica una drastica riduzione della produttività. Probabilmente, questo risultato è legato a un calo della domanda globale per alcuni prodotti chimici o a un aumento dei costi di produzione, in particolare per quanto riguarda le materie prime.

Il 2020, anno segnato dalla pandemia da COVID-19, mostra un ulteriore calo della produttività con un tasso negativo di -2,3%. La variazione assoluta negativa di -0,8 e la variazione percentuale positiva di 53,33% indicano che, nonostante il dato negativo, il peggioramento non è stato così drastico come nel 2019. Tuttavia, è evidente che la crisi sanitaria ha avuto un impatto significativo sul settore, soprattutto per quanto riguarda la produzione di prodotti chimici non essenziali. Allo stesso tempo, alcune aree come la produzione farmaceutica e i prodotti igienico-sanitari hanno registrato una crescita.

Nel 2021, si osserva un ritorno alla crescita con un tasso di produttività positivo pari al 3,8%. Questo miglioramento è accompagnato da una variazione assoluta positiva di 6,1 e da una variazione percentuale di -265,22%. Questo recupero è probabilmente dovuto alla ripresa economica generale post-pandemica, alla riapertura delle attività produttive e al ritorno della domanda globale. Tuttavia, il fatto che la variazione percentuale sia ancora negativa suggerisce che il recupero sia stato parziale e non sufficiente a riportare la produttività ai livelli pre-crisi.

L’analisi complessiva del periodo 2014-2021 mostra un settore della fabbricazione di prodotti chimici caratterizzato da una forte volatilità e da un’elevata sensibilità agli shock esterni. Gli anni di crescita sono spesso seguiti da bruschi cali, il che rende difficile identificare un trend di crescita stabile. Inoltre, il comparto sembra essere particolarmente vulnerabile alle crisi globali, come dimostrato dagli effetti negativi della pandemia da COVID-19.

Le principali sfide per il futuro riguardano la necessità di innovare i processi produttivi, migliorare l’efficienza nell’uso delle risorse e aumentare la capacità di adattamento a un contesto globale in continua evoluzione. Inoltre, l’adozione di tecnologie sostenibili e la diversificazione della produzione potrebbero contribuire a ridurre la volatilità e a garantire una crescita più stabile nel lungo periodo.











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