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Gli acquisiti di beni e servizi multinazionali estere nelle regioni italiane

 I dati relativi agli acquisti di beni e servizi delle imprese multinazionali estere nelle regioni italiane forniscono un quadro significativo sulle dinamiche economiche e produttive delle diverse aree del Paese. La Lombardia si conferma la regione leader, con il valore totale più elevato di acquisti pari a 285,1 miliardi di euro, che si traduce in 509.203,30 euro per addetto e 14.705.073,75 euro per unità produttiva. Questi numeri riflettono il ruolo centrale della Lombardia come polo economico nazionale e la forte concentrazione di imprese multinazionali nei settori manifatturieri avanzati, della tecnologia e della finanza. Il Lazio segue con 96 miliardi di euro di acquisti totali, supportato da valori per addetto e per unità produttiva superiori alla media nazionale, rispettivamente pari a 565.957,65 euro e 19.237.842,21 euro. Questo risultato è attribuibile alla presenza di importanti imprese nei settori dei servizi avanzati, delle amministrazioni centrali e delle tecnologie. Il Veneto, con acquisti totali di 65,7 miliardi di euro, si distingue per il valore per addetto pari a 409.481,08 euro e per unità produttiva pari a 11.763.888,67 euro. La regione mostra una solida base industriale, con settori come l’automazione e l’agroalimentare che contribuiscono in modo significativo alla performance economica. Il Piemonte segue con 59,1 miliardi di euro di acquisti totali, ma con valori inferiori per addetto e per unità produttiva, rispettivamente pari a 323.181,97 euro e 10.415.458,45 euro. Questi dati riflettono una struttura economica consolidata ma meno performante rispetto alle regioni leader, probabilmente a causa di una maggiore prevalenza di settori tradizionali. Emilia-Romagna, con acquisti totali pari a 48,6 miliardi di euro, presenta valori simili al Piemonte, con 332.888,36 euro per addetto e 10.416.937,85 euro per unità produttiva, confermando il ruolo della regione come centro produttivo diversificato, sebbene non al vertice nazionale. La Liguria si distingue per un valore per addetto di 661.556,07 euro e un valore per unità produttiva di 22.994.591,17 euro, risultati tra i più alti del Paese. Tuttavia, il totale degli acquisti è inferiore rispetto ad altre regioni, pari a 36,4 miliardi di euro, suggerendo una forte concentrazione delle attività economiche in settori specifici ad alta intensità di capitale, come la logistica e l’industria navale. La Toscana, con 36 miliardi di euro di acquisti totali, mostra valori intermedi, pari a 379.968,96 euro per addetto e 10.217.435,30 euro per unità produttiva. Questo risultato riflette la diversificazione economica della regione, sostenuta da settori come il turismo, la moda e la farmaceutica. La Sicilia, pur avendo un valore totale di acquisti inferiore, pari a 25,6 miliardi di euro, presenta valori molto elevati per addetto, pari a 778.226,76 euro, e per unità produttiva, pari a 16.438.590,12 euro. Questo risultato è probabilmente attribuibile alla presenza di settori ad alta intensità di capitale come l’energia e l’agroindustria. La Campania, con acquisti totali pari a 16,8 miliardi di euro, si colloca in una posizione intermedia con valori di 313.831,35 euro per addetto e 9.559.770,76 euro per unità produttiva, segnalando una struttura economica diversificata ma meno performante rispetto ad altre regioni. Puglia e Friuli-Venezia Giulia, con acquisti totali rispettivamente di 15,9 e 14,3 miliardi di euro, mostrano valori simili per addetto e per unità produttiva, intorno a 360.000 euro per addetto e 10 milioni di euro per unità produttiva, riflettendo una buona capacità produttiva nonostante le dimensioni economiche più contenute. Il Trentino-Alto Adige, con acquisti totali di 10,1 miliardi di euro, evidenzia una buona efficienza produttiva con valori di 345.180,48 euro per addetto e 6.160.301,39 euro per unità produttiva. Abruzzo e Marche, con acquisti rispettivamente di 9,4 e 6,1 miliardi di euro, presentano valori inferiori rispetto alla media nazionale, con il valore per addetto in Abruzzo pari a 269.646,03 euro e nelle Marche pari a 233.773,08 euro, segnalando economie meno dinamiche o orientate a settori tradizionali. La Calabria, con un totale di acquisti pari a 6,5 miliardi di euro, si distingue per valori estremamente alti per addetto, pari a 1.114.261,42 euro, e per unità produttiva, pari a 15.539.959,72 euro. Questo dato riflette una forte concentrazione economica in settori ad alta intensità di capitale, sebbene l’economia complessiva della regione rimanga meno sviluppata. Basilicata, con 6,3 miliardi di euro di acquisti, presenta un valore molto elevato per unità produttiva pari a 27.037.682,20 euro, probabilmente legato a specifiche attività industriali come l’automotive. Sardegna, Umbria, Molise e Valle d’Aosta mostrano i valori totali di acquisti più bassi, rispettivamente pari a 4,4, 3,0, 1,4 e 0,4 miliardi di euro. Tuttavia, alcune di queste regioni, come la Sardegna e la Basilicata, si distinguono per valori alti per addetto o per unità produttiva, segnalando la presenza di settori trainanti nonostante le dimensioni ridotte delle loro economie. Questi dati evidenziano una marcata polarizzazione economica tra le regioni del Nord e quelle del Sud, con le prime che dominano in termini di acquisti totali e capacità produttiva. Tuttavia, alcune regioni meridionali, come la Calabria e la Sicilia, mostrano risultati eccezionali in specifici indicatori, suggerendo opportunità per politiche mirate che possano ampliare e rafforzare queste nicchie produttive. Complessivamente, l’analisi sottolinea la necessità di strategie regionali differenziate per promuovere uno sviluppo economico equilibrato e sostenibile in tutto il Paese.

Regioni

Acquisti di beni e servizi per addetto

Acquisti di beni e servizi per numero di unità

Acquisti di beni e servizi

Lombardia

509.203,30 €

14.705.073,75 €

285.116.675.000,00 €

Lazio

565.957,65 €

19.237.842,21 €

96.073.784.000,00 €

Veneto

409.481,08 €

11.763.888,67 €

65.724.846.000,00 €

Piemonte

323.181,97 €

10.415.458,45 €

59.159.804.000,00 €

Emilia-Romagna

332.888,36 €

10.416.937,85 €

48.605.432.000,00 €

Liguria

661.556,07 €

22.994.591,17 €

36.446.427.000,00 €

Toscana

379.968,96 €

10.217.435,30 €

36.006.242.000,00 €

Sicilia

778.226,76 €

16.438.590,12 €

25.627.762.000,00 €

Campania

313.831,35 €

9.559.770,76 €

16.806.077.000,00 €

Puglia

359.028,08 €

10.175.456,87 €

15.924.590.000,00 €

Friuli-Venezia Giulia

362.027,91 €

9.542.459,85 €

14.380.487.000,00 €

Trentino-Alto Adige

345.180,48 €

6.160.301,39 €

10.158.337.000,00 €

Abruzzo

269.646,03 €

9.169.833,33 €

9.463.268.000,00 €

Calabria

1.114.261,42 €

15.539.959,72 €

6.557.863.000,00 €

Basilicata

568.967,18 €

27.037.682,20 €

6.380.893.000,00 €

Marche

233.773,08 €

5.299.351,56 €

6.104.853.000,00 €

Sardegna

248.733,13 €

4.518.656,06 €

4.401.171.000,00 €

Umbria

256.988,15 €

5.623.808,74 €

3.087.471.000,00 €

Molise

327.615,70 €

8.384.666,67 €

1.484.086.000,00 €

Valle d'Aosta

180.894,27 €

2.093.757,85 €

466.908.000,00 €

 

Clusterizzazione con algoritmo k-Means ottimizzato con il metodo di Elbow. I risultati della clusterizzazione con k=3 mostrano tre distinti gruppi di regioni italiane, ciascuno con caratteristiche economiche specifiche in base agli indicatori di "Acquisti di beni e servizi per addetto", "Acquisti di beni e servizi per numero di unità" e il totale degli "Acquisti di beni e servizi". La composizione dei cluster e le loro medie suggeriscono differenze significative tra le regioni in termini di capacità produttiva e struttura economica.

  • ·         Cluster 0: Il Cluster 0 comprende regioni come Veneto, Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Campania, Puglia, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Abruzzo, Marche, Sardegna, Umbria, Molise e Valle d'Aosta. Questo gruppo si caratterizza per valori medi inferiori rispetto agli altri cluster negli indicatori analizzati. Ad esempio, gli "Acquisti di beni e servizi per addetto" ammontano in media a 310.231,33 €, mentre gli "Acquisti di beni e servizi per numero di unità" si attestano a circa 8,1 milioni di euro. Questo cluster rappresenta regioni con una base produttiva ampia ma meno concentrata, caratterizzata da una maggiore frammentazione economica e da settori a minore intensità di capitale. Le regioni di questo gruppo tendono a mostrare una distribuzione più omogenea delle attività economiche e un focus su settori tradizionali come la manifattura leggera e l'agricoltura.
  • ·         Cluster 1: Il Cluster 1 è composto esclusivamente dalla Lombardia, che si distingue nettamente per i suoi valori economici superiori. Gli "Acquisti di beni e servizi per addetto" raggiungono in media 509.203,30 €, mentre gli "Acquisti di beni e servizi per numero di unità" sono i più alti tra tutti i cluster, pari a 14,7 milioni di euro. Il totale degli "Acquisti di beni e servizi" per la Lombardia è straordinariamente elevato, ammontando a 285,1 miliardi di euro. Questo cluster evidenzia l'importanza della Lombardia come motore economico nazionale, grazie alla presenza di imprese multinazionali operanti in settori avanzati come la tecnologia, la finanza e la manifattura avanzata. La regione beneficia inoltre di una forte infrastruttura e di un capitale umano altamente specializzato, che contribuiscono alla sua capacità di attrarre investimenti significativi.
  • ·         Cluster 2: Il Cluster 2 include regioni come Lazio, Liguria, Sicilia, Calabria e Basilicata. Questo gruppo si caratterizza per valori molto alti in alcuni indicatori, come gli "Acquisti di beni e servizi per addetto", che raggiungono in media 737.793,82 €, e gli "Acquisti di beni e servizi per numero di unità", pari a circa 20,2 milioni di euro. Tuttavia, il totale degli "Acquisti di beni e servizi" è inferiore rispetto alla Lombardia, ammontando a 34,2 miliardi di euro. Questo cluster rappresenta regioni con un'economia più concentrata in settori ad alta intensità di capitale, come l'energia, il turismo e la logistica. L'elevato valore per addetto suggerisce una forte produttività in specifici settori chiave, anche se la base economica complessiva è più limitata rispetto al Cluster 1.

La clusterizzazione evidenzia una chiara polarizzazione economica tra le regioni italiane, con la Lombardia che emerge come un outlier dominante nel Cluster 1, mentre le regioni del Cluster 0 mostrano una maggiore distribuzione delle attività economiche ma valori medi inferiori. Il Cluster 2, invece, rappresenta un gruppo di regioni con un'economia concentrata in settori specifici e ad alta intensità di capitale, che genera un'elevata produttività per addetto. Questi risultati sottolineano l'importanza di politiche economiche differenziate per affrontare le specificità di ciascun cluster, promuovendo al contempo uno sviluppo equilibrato in tutte le regioni del Paese.




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