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L'evoluzione del settore dell'informazione e comunicazione in Italia (2014-2023): crescita, sfide e prospettive future

 

Il valore aggiunto nel settore dei servizi di informazione e comunicazione rappresenta la ricchezza prodotta dalle attività legate alla creazione, elaborazione, trasmissione e distribuzione di informazioni, comprendendo ambiti quali telecomunicazioni, editoria, media digitali e servizi IT. Nella contabilità nazionale, il valore aggiunto è calcolato come la differenza tra il valore della produzione del settore e i costi dei beni e servizi intermedi utilizzati, contribuendo in modo significativo alla formazione del prodotto interno lordo. Questo settore riveste un ruolo strategico nell’economia moderna, supportando la digitalizzazione delle imprese e delle pubbliche amministrazioni, favorendo la diffusione dell’innovazione tecnologica e facilitando la trasformazione digitale dei processi produttivi. L’andamento del valore aggiunto nel settore è influenzato da fattori quali gli investimenti in infrastrutture digitali, la domanda di servizi di connettività e contenuti digitali, le politiche di regolamentazione e l’evoluzione delle tecnologie emergenti come il cloud computing, l’intelligenza artificiale e il 5G. Monitorare il valore aggiunto permette di valutare l’impatto della digitalizzazione sull’economia e di definire politiche di sviluppo volte a migliorare la competitività e l’efficienza del sistema economico nazionale, contribuendo alla crescita sostenibile e alla creazione di nuove opportunità occupazionali.

L'analisi del valore aggiunto nel settore dei servizi di informazione e comunicazione in Italia tra il 2014 e il 2023 mostra una crescita complessiva del 25,03%, con un incremento assoluto di 13.023,50 milioni di euro. Tuttavia, l'andamento del settore non è stato lineare, registrando fasi di espansione significativa alternate a periodi di crescita più contenuta e una lieve contrazione nel 2020 a causa della pandemia di COVID-19. Nel 2014 il valore aggiunto del settore ammontava a 52.022,40 milioni di euro e nel 2015 si è registrata una crescita di 936,30 milioni di euro, pari a un incremento dell'1,8%, raggiungendo un valore di 52.958,70 milioni di euro. Questo aumento moderato riflette un'espansione graduale del settore, sostenuta principalmente dalla crescente digitalizzazione dei processi aziendali e dall'aumento della domanda di servizi di telecomunicazione e contenuti digitali.

Nel 2016 il settore ha registrato un aumento significativo, con un incremento di 3.355,60 milioni di euro, pari al 6,34%, portando il valore aggiunto a 56.314,30 milioni di euro. Questa espansione è stata trainata dalla crescente diffusione delle piattaforme digitali, dall'adozione di tecnologie avanzate come il cloud computing e dall'aumento degli investimenti in infrastrutture di rete, come la banda larga e il potenziamento delle reti mobili. Il 2017 ha visto una crescita più contenuta rispetto all'anno precedente, con un incremento di 1.549,10 milioni di euro, pari a una variazione del 2,75%, portando il valore complessivo del settore a 57.863,40 milioni di euro. Questo aumento, seppur inferiore rispetto all'anno precedente, evidenzia un consolidamento del settore, con un aumento della domanda di servizi di comunicazione digitale, pubblicità online e piattaforme di e-commerce.

Nel 2018 la crescita del settore ha subito un netto rallentamento, con un incremento di soli 77,90 milioni di euro, pari a uno 0,13%, portando il valore aggiunto a 57.941,30 milioni di euro. Questo risultato suggerisce una fase di stabilizzazione del mercato, in cui l'espansione delle infrastrutture ha raggiunto un punto di saturazione, mentre la concorrenza tra gli operatori ha esercitato una pressione sui margini di profitto. Nel 2019 si è registrata una crescita marginale di 100,40 milioni di euro, pari allo 0,17%, con un valore complessivo di 58.041,70 milioni di euro. Questo lieve incremento evidenzia una fase di maturità del settore, con una domanda relativamente stabile e un contesto competitivo caratterizzato da fusioni e acquisizioni tra operatori del mercato.

Il 2020 ha segnato una contrazione del valore aggiunto del settore, con una perdita di 1.316,80 milioni di euro, pari a una diminuzione del 2,27%, portando il valore complessivo a 56.724,90 milioni di euro. La pandemia di COVID-19 ha avuto un impatto significativo sul settore, con una riduzione degli investimenti pubblicitari e un rallentamento della crescita economica che ha influenzato negativamente la domanda di servizi di comunicazione tradizionali. Tuttavia, il settore ha dimostrato una certa resilienza, grazie alla crescente adozione di strumenti digitali e di soluzioni per il lavoro a distanza, che hanno parzialmente compensato le perdite subite.

Nel 2021 il settore ha registrato una forte ripresa, con un incremento di 4.964,20 milioni di euro, pari all'8,75%, portando il valore aggiunto a 61.689,10 milioni di euro. Questa ripresa è stata favorita dalla crescente digitalizzazione delle imprese, dall'espansione delle piattaforme di streaming e dalla maggiore domanda di servizi di telecomunicazione e infrastrutture cloud per supportare il lavoro agile e la didattica a distanza. L'anno 2022 ha mostrato una crescita più contenuta, con un incremento di 421,40 milioni di euro, pari a un aumento dello 0,68%, raggiungendo un valore totale di 62.110,50 milioni di euro. Questo rallentamento rispetto all'anno precedente indica una fase di assestamento, con una domanda stabile di servizi digitali e una crescita moderata degli investimenti infrastrutturali.

Nel 2023 il settore ha ripreso a crescere a un ritmo più sostenuto, con un incremento di 2.935,40 milioni di euro, pari a un aumento del 4,73%, portando il valore complessivo a 65.045,90 milioni di euro. Questo risultato evidenzia un rinnovato interesse per le tecnologie emergenti, come l'intelligenza artificiale, l'Internet of Things e le reti 5G, che stanno rivoluzionando il panorama delle telecomunicazioni e dei servizi di informazione. La crescente domanda di servizi basati su cloud e la trasformazione digitale delle imprese stanno contribuendo a una crescita costante del settore, che si conferma come uno dei pilastri fondamentali per l'economia del Paese.

L'analisi del periodo 2014-2023 mostra che, nonostante le difficoltà incontrate durante la pandemia, il settore dei servizi di informazione e comunicazione ha registrato una crescita significativa, trainata dall'innovazione tecnologica e dalla crescente dipendenza delle imprese e dei consumatori dai servizi digitali. L'incremento complessivo del 25,03% evidenzia l'importanza strategica del settore, che ha saputo adattarsi ai rapidi cambiamenti del mercato e alle nuove esigenze dei consumatori. La crescita del settore è stata influenzata da fattori quali la crescente adozione di strumenti digitali da parte delle imprese, l'espansione delle piattaforme di streaming e la digitalizzazione dei servizi pubblici e privati.

Guardando al futuro, il settore dei servizi di informazione e comunicazione dovrà affrontare nuove sfide legate alla sicurezza informatica, alla protezione dei dati personali e all'adozione di tecnologie emergenti come il 5G e l'intelligenza artificiale. La capacità di innovazione e l'investimento in infrastrutture avanzate saranno fondamentali per mantenere la competitività del settore e sostenere la crescita economica del Paese.

 

Fonte: ISTAT

Link: www.istat.it

 


 

 

Servizi di informazione e comunicazione 

Esercizio

Miliardi di euro

Variazione assoluta

Variazione percentuale

2014

52.022,40

2015

52.958,70

936,3

1,8

2016

56.314,30

3.355,60

6,34

2017

57.863,40

1.549,10

2,75

2018

57.941,30

77,9

0,13

2019

58.041,70

100,4

0,17

2020

56.724,90

-1.316,80

-2,27

2021

61.689,10

4.964,20

8,75

2022

62.110,50

421,4

0,68

2023

65.045,90

2.935,40

4,73

2014-2023

13.023,50

25,03

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