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Il valore aggiunto nell’industria manifatturiera italiana tra il 2014 ed il 2023

 

Il valore aggiunto nell'industria manifatturiera italiana rappresenta la differenza tra il valore della produzione e il costo dei beni e servizi intermedi utilizzati nel processo produttivo. Esso misura la ricchezza generata dal settore attraverso l'impiego di capitale, lavoro e innovazione, contribuendo significativamente al PIL del Paese. L’industria manifatturiera italiana è un pilastro fondamentale dell’economia nazionale, caratterizzata da un'elevata diversificazione settoriale che spazia dall’automotive alla moda, dall’agroalimentare alla meccanica di precisione. Nel corso degli anni, il valore aggiunto del settore ha mostrato un andamento variabile, influenzato da fattori economici globali, innovazioni tecnologiche e politiche industriali. Dopo un periodo di crescita costante tra il 2014 e il 2019, la pandemia di COVID-19 ha causato una forte contrazione, seguita da una rapida ripresa nel 2021 grazie alla ripresa della domanda e agli incentivi governativi. La digitalizzazione, la sostenibilità e l’automazione stanno ridefinendo le dinamiche del settore, richiedendo investimenti continui per mantenere la competitività sui mercati internazionali. In futuro, il valore aggiunto dell’industria manifatturiera italiana dipenderà dalla capacità di affrontare le sfide legate alla transizione ecologica e alla trasformazione digitale, garantendo crescita e occupazione sostenibili. I dati fanno riferimento al periodo tra il 2014 ed il 2023.

L'analisi dei dati relativi al valore aggiunto nell'industria manifatturiera italiana tra il 2014 e il 2023 evidenzia una crescita complessiva significativa, con un incremento di 100,7 miliardi di euro, pari a un aumento del 44,49% rispetto all'anno iniziale del periodo considerato. Questo risultato testimonia la capacità del settore di espandersi e adattarsi a contesti economici mutevoli, nonostante le sfide globali e le difficoltà congiunturali incontrate lungo il decennio. Nel 2014 il valore aggiunto del settore era pari a 226,3 miliardi di euro, rappresentando un punto di partenza da cui si è osservato un costante incremento nei successivi cinque anni. Già nel 2015 si è registrato un aumento di 10,9 miliardi, pari a una crescita del 4,81%, segnale di una ripresa economica sostenuta dopo le difficoltà incontrate nei primi anni del decennio precedente. Questo trend positivo è proseguito nel 2016 con un incremento ancora maggiore, pari a 12,8 miliardi di euro, corrispondente a una variazione percentuale del 5,39%, confermando la solidità del settore manifatturiero italiano in un contesto di ripresa economica globale.

Nel 2017 e nel 2018 la crescita del valore aggiunto è continuata, seppur con ritmi più contenuti rispetto agli anni precedenti. Nel 2017 l’aumento è stato di 8,5 miliardi di euro, con una variazione del 3,39%, mentre nel 2018 l'incremento è stato pari a 7,3 miliardi di euro, corrispondente a una crescita del 2,81%. Questi dati suggeriscono una fase di consolidamento del settore, caratterizzata da una crescita meno accelerata rispetto agli anni precedenti ma comunque costante. Tuttavia, nel 2019 si è osservato un rallentamento significativo, con un incremento di soli 1,3 miliardi di euro, pari a una variazione dello 0,5%. Questo dato riflette una situazione di incertezza economica, probabilmente influenzata da fattori quali la diminuzione della domanda internazionale, le tensioni commerciali globali e l’instabilità politica a livello europeo e nazionale.

L'anno 2020 ha rappresentato un punto di svolta critico per l'industria manifatturiera italiana, con una brusca contrazione del valore aggiunto. La riduzione di 25,3 miliardi di euro, corrispondente a una variazione negativa del 9,47%, è stata la conseguenza diretta dell'impatto della pandemia di COVID-19, che ha determinato un rallentamento della produzione industriale, una diminuzione della domanda interna ed estera e interruzioni nelle catene di approvvigionamento. Le restrizioni imposte per contenere la diffusione del virus hanno colpito duramente il settore, con chiusure temporanee degli stabilimenti produttivi e una riduzione dell’attività economica a livello globale. Nonostante le difficoltà affrontate nel 2020, il settore manifatturiero ha dimostrato una straordinaria capacità di ripresa nel 2021, con un incremento record di 41,3 miliardi di euro, pari a una crescita del 17,1%. Questo rimbalzo è stato favorito dalla ripresa della domanda, dall’allentamento delle restrizioni e da misure di stimolo economico messe in atto sia a livello nazionale che europeo, contribuendo al rilancio della produzione industriale e alla ripresa dell'export.

Negli anni successivi la crescita del valore aggiunto è proseguita a un ritmo sostenuto. Nel 2022 l'incremento è stato di 22,9 miliardi di euro, con una variazione dell’8,1%, mentre nel 2023 si è registrata una crescita di 21 miliardi di euro, pari al 6,87%. Questi dati indicano una fase di espansione robusta, sostenuta dalla crescente domanda di prodotti manifatturieri, dall’adozione di nuove tecnologie produttive e da una maggiore attenzione alla sostenibilità e all’efficienza energetica. Il settore ha beneficiato anche della ripresa economica globale post-pandemia, dell’aumento degli investimenti in innovazione e digitalizzazione e delle politiche di sostegno promosse a livello europeo, come il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), volto a favorire la modernizzazione del tessuto industriale italiano.

L’analisi del periodo 2014-2023 mostra come l'industria manifatturiera italiana abbia attraversato diverse fasi, dalle iniziali crescite sostenute agli anni di rallentamento, fino al forte impatto negativo causato dalla pandemia e alla successiva ripresa. La crescita complessiva del 44,49% evidenzia la resilienza del settore, che ha saputo adattarsi ai cambiamenti del contesto economico e alle nuove sfide globali. Tuttavia, il percorso non è stato privo di difficoltà e rischi, tra cui la volatilità dei mercati internazionali, l’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia, nonché la necessità di adeguarsi a normative ambientali sempre più stringenti.

L’industria manifatturiera italiana si distingue per la sua capacità di innovazione, per la qualità dei prodotti e per la forte presenza sui mercati internazionali. La diversificazione settoriale, che spazia dalla meccanica all’automotive, dal settore alimentare alla moda, ha permesso di attenuare gli effetti delle crisi e di mantenere una posizione competitiva nel panorama globale. Tuttavia, il settore deve affrontare sfide importanti legate alla digitalizzazione, alla sostenibilità ambientale e all’automazione dei processi produttivi. La transizione verso un'industria più sostenibile e tecnologicamente avanzata rappresenta una necessità per garantire la competitività del settore nel lungo termine, in un contesto sempre più orientato alla riduzione delle emissioni e all’efficienza nell’uso delle risorse.

Le prospettive future per l’industria manifatturiera italiana dipendono dalla capacità di affrontare queste sfide e di cogliere le opportunità offerte dalla trasformazione digitale e dalla green economy. Gli investimenti in ricerca e sviluppo, l’adozione di tecnologie avanzate come l’intelligenza artificiale e l’Internet of Things, e l’implementazione di processi produttivi a basso impatto ambientale saranno determinanti per sostenere la crescita del settore nei prossimi anni. Un altro fattore chiave sarà la capacità di attrarre e formare nuove competenze, per rispondere alle esigenze di un mercato del lavoro in continua evoluzione.

L'industria manifatturiera italiana ha dimostrato una notevole capacità di reazione di fronte alle difficoltà e una propensione all'innovazione che le ha permesso di mantenere un ruolo di primo piano a livello internazionale. L’incremento complessivo del valore aggiunto nell'ultimo decennio testimonia la solidità del settore, ma evidenzia anche la necessità di affrontare le sfide future con strategie mirate, volte a garantire una crescita sostenibile e duratura.

Fonte: ISTAT

Dati: www.istat.it

 

 



 

Industria manifatturiera  in MLD €

Variazione assoluta

Variazione percentuale

2014

226.342,70

2015

237.222,40

10.879,70

4,81

2016

249.997,80

12.775,40

5,39

2017

258.477,60

8.479,80

3,39

2018

265.738,50

7.260,90

2,81

2019

267.061,10

1.322,60

0,5

2020

241.771,90

-25.289,20

-9,47

2021

283.106,80

41.334,90

17,1

2022

306.024,50

22.917,70

8,1

2023

327.043,20

45.408,00

6,87

2014-2023

100.700,50

44,49

 

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