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Crescita moderata e fluttuazioni nel valore aggiunto dei trasporti italiani (2014-2023)

 

Il valore aggiunto del settore dei trasporti e magazzinaggio in Italia, analizzato tra il 2014 e il 2023, offre un’interessante panoramica sull’evoluzione economica di questo comparto, che è stato soggetto a significative fluttuazioni nel corso del decennio. I dati esaminati mostrano variazioni annuali sia in termini assoluti che percentuali, evidenziando come fattori economici, cicli congiunturali e eventi straordinari abbiano influenzato il settore.

Partendo dal 2014, il valore aggiunto dei trasporti e magazzinaggio ammontava a 76.956,7 milioni di euro. Questo rappresenta il punto di partenza della nostra analisi e funge da benchmark per osservare le oscillazioni successive. Nel 2015, si verifica una riduzione significativa del valore aggiunto, pari a 2.317,3 milioni di euro (-3,01%), segnando una fase di contrazione per il settore. Questo calo potrebbe riflettere il perdurare delle difficoltà economiche che l’Italia stava affrontando in quegli anni, in seguito alla crisi finanziaria globale e alla recessione dell’area euro, che avevano indebolito la domanda interna e il commercio internazionale.

Nel 2016, si osserva una ripresa consistente: il valore aggiunto cresce di 2.898,9 milioni di euro (+3,88%), riportandosi a livelli superiori rispetto al 2014. Tale incremento è probabilmente legato a una leggera ripresa economica generale, che ha stimolato i flussi commerciali e, di conseguenza, la domanda di servizi di trasporto e logistica. Questo trend positivo si consolida ulteriormente nel 2017, anno in cui il valore aggiunto registra una crescita di ben 5.392 milioni di euro (+6,95%), raggiungendo 82.930,3 milioni di euro. L’espansione economica di quell’anno, sostenuta da una maggiore fiducia degli investitori e dalla ripresa delle esportazioni italiane, sembra aver dato una spinta importante al settore, che è particolarmente sensibile ai volumi di scambio commerciale.

Tuttavia, nel 2018, il settore subisce una battuta d’arresto, con una lieve riduzione del valore aggiunto pari a 650,3 milioni di euro (-0,78%). Nonostante il calo sia modesto rispetto agli anni precedenti, questo riflette un rallentamento della crescita economica complessiva dell’Italia, influenzata da incertezze geopolitiche e da un rallentamento della domanda globale. Nel 2019, si registra una nuova ripresa con un incremento di 2.596,1 milioni di euro (+3,16%), portando il valore aggiunto a 84.876,1 milioni di euro, il punto più alto del periodo pre-pandemia. Questo risultato indica che, sebbene il settore fosse esposto a fluttuazioni, la tendenza di lungo termine rimaneva positiva, con una resilienza strutturale che rifletteva la rilevanza strategica del settore nell’economia italiana.

Il 2020 rappresenta un punto di rottura drammatico, con una contrazione senza precedenti del valore aggiunto di 15.175,4 milioni di euro (-17,88%), portando il dato complessivo a 69.700,7 milioni di euro. La pandemia di COVID-19 è la causa principale di questo crollo, avendo determinato restrizioni alla mobilità, una riduzione drastica dei volumi di trasporto (sia merci che passeggeri) e un forte rallentamento dell’attività economica globale. Settori come il trasporto aereo e quello legato al turismo hanno subito perdite ingenti, mentre alcune filiere della logistica hanno resistito meglio, soprattutto quelle legate all’e-commerce e alla distribuzione di beni essenziali. Tuttavia, il calo generale è stato comunque molto marcato, rappresentando il punto più basso del decennio.

L’anno successivo, il 2021, segna una forte ripresa del settore, con un incremento di 6.542,3 milioni di euro (+9,39%), portando il valore aggiunto a 76.243 milioni di euro. Questa crescita riflette la riapertura progressiva delle attività economiche e il graduale ritorno alla normalità, favorito anche dalle campagne vaccinali e dagli stimoli fiscali messi in campo a livello nazionale ed europeo. Tuttavia, nonostante il recupero, il valore aggiunto non torna ancora ai livelli pre-pandemia, evidenziando le difficoltà strutturali e l’impatto prolungato della crisi sanitaria su alcune attività del settore.

Nel 2022, il valore aggiunto continua a crescere in modo significativo, aumentando di 6.053,5 milioni di euro (+7,94%), per un totale di 82.296,5 milioni di euro. Questo risultato è indicativo di una ripresa robusta, sostenuta da un aumento della domanda di trasporto merci e dalla resilienza della logistica, anche in un contesto di incertezze geopolitiche legate alla guerra in Ucraina e alle tensioni sulle catene di approvvigionamento globali. Tuttavia, questo anno è stato caratterizzato anche da sfide come l’aumento dei costi energetici, che ha inciso sui margini operativi delle imprese del settore.

Nel 2023, i dati mostrano un nuovo rallentamento, con una riduzione del valore aggiunto pari a 1.812,6 milioni di euro (-2,2%), portandolo a 80.483,9 milioni di euro. Questo calo potrebbe essere attribuito a una serie di fattori, tra cui il rallentamento economico globale, l’inflazione elevata e le persistenti difficoltà legate ai costi energetici e alle tensioni geopolitiche. Il settore dei trasporti e magazzinaggio, sebbene fondamentale per l’economia italiana, rimane esposto alle oscillazioni della domanda internazionale e alle vulnerabilità del contesto macroeconomico.

Guardando al periodo complessivo 2014-2023, il valore aggiunto del settore è aumentato di 3.527,2 milioni di euro, pari a una crescita del 4,58% in termini percentuali. Sebbene il dato sia positivo, la crescita media annua risulta contenuta e riflette le significative perturbazioni che il settore ha subito nel decennio. Il trend evidenzia la resilienza del comparto, ma anche la sua vulnerabilità a shock esterni, come crisi economiche, pandemie o tensioni geopolitiche.

In termini qualitativi, questa evoluzione sottolinea l’importanza strategica del settore dei trasporti e magazzinaggio per l’economia italiana. La sua performance è strettamente legata alla dinamica del commercio internazionale, all’andamento dei consumi interni e agli investimenti infrastrutturali. Gli anni più recenti hanno evidenziato l’importanza di adattarsi alle nuove sfide, come la transizione energetica, la digitalizzazione e la necessità di una maggiore sostenibilità ambientale. Il settore dovrà affrontare con decisione queste sfide per rimanere competitivo e contribuire alla crescita economica del Paese nei prossimi anni.

Fonte: ISTAT

Link: www.istat.it

Metodo: Prezzi concatenati 2020

 

 


 

Valore Aggiunto in Italia Trasporti e magazzinaggio 

Milioni di euro

Variazione Assoluta

Variazione Percentuale

2014

76.956,70

2015

74.639,40

-2.317,30

-3,01

2016

77.538,30

2.898,90

3,88

2017

82.930,30

5.392,00

6,95

2018

82.280

-650,3

-0,78

2019

84.876,10

2.596,10

3,16

2020

69.700,70

-15.175,40

-17,88

2021

76.243

6.542,30

9,39

2022

82.296,50

6.053,50

7,94

2023

80.483,90

-1.812,60

-2,2

2014-2023

3.527,20

4,58

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